09/06/2026
C'è una destra xenofoba e razzista che, invece di affrontare i veri problemi degli italiani — la crisi della sanità pubblica, i salari sempre più bassi, le pensioni insufficienti, la precarietà del lavoro, l'emergenza abitativa, il costo delle bollette in continuo aumento e molto altro ancora — cerca di farci credere che il problema dell'Italia siano gli immigrati.
Ma è necessario ribadire una verità semplice: "immigrato" non significa "delinquente".
Nonostante campagne mediatiche e social costruite per alimentare paura, divisione e un clima di odio, la realtà è ben diversa. Gli immigrati sono le persone che raccolgono la frutta e la verdura che arrivano sulle nostre tavole. Sono coloro che assistono i nostri anziani, si prendono cura dei nostri figli e delle persone con disabilità. Sono una parte fondamentale della forza lavoro del Paese. Sono i ragazzi che ci consegnano il cibo a domicilio, pedalando sotto il sole, il freddo o la pioggia. Sono lavoratori e lavoratrici che contribuiscono al sistema previdenziale e, spesso, persone costrette a lasciare la propria terra per sfuggire a guerre, persecuzioni e condizioni di vita insostenibili.
L'equiparazione tra immigrazione e criminalità è non solo sbagliata, ma profondamente ingiusta. Troppo spesso, infatti, gli immigrati sono vittime di sfruttamento, caporalato, abusi e violenze da parte di chi approfitta della loro condizione di fragilità, come purtroppo la cronaca continua a raccontarci.
I delinquenti non hanno nazionalità, non hanno colore della pelle, non hanno appartenenza etnica. La lotta alla criminalità è una cosa. Il razzismo è un'altra.
È necessario, inoltre, interrogarsi seriamente sulle responsabilità della politica. In Italia mancano da anni vere politiche di accoglienza e integrazione. Migliaia di persone vengono abbandonate in condizioni di marginalità, costrette a vivere nei ghetti, spesso nelle mani di sfruttatori senza scrupoli o della criminalità organizzata.
Per questo la vergognosa campagna sulla "remigrazione" non può trovare spazio in una società democratica e civile. Non può essere normalizzata, non può essere condivisa, non può essere accettata.
Una società più giusta si costruisce combattendo disuguaglianze, sfruttamento e povertà, non cercando capri espiatori tra i più deboli.
Il dramma nel dramma è che molti “razzisti” si dicono “cristiani”
SABATO 13 GIUGNO SCENDIAMO IN PIAZZA. Ore 15:00, partenza dal Colosseo. Contro il razzismo travestito da slogan, per un’Italia che si ricorda da dove viene e non ha paura di chi arriva. Vieni in corteo con noi.
Partito Comunista Italiano – Federazione Provinciale di Roma