16/12/2022
C’ero anche io, con grande emozione, ieri nella Capitale, al Teatro Rossini, proprio di recente restituito alla fruizione pubblica, alla seconda edizione del “Premio Nathan”, assegnato dall’ ASP Asilo Savoia e dedicato alla memoria del grande Sindaco di Roma di inizio Novecento e a sua madre Sarina, antesignana dell’emancipazionismo femminile, patriota e benefattrice.
In quest’occasione a Maria Rosa Turchi ( Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati ) e me è stata conferita una menzione speciale per i positivi risultati di reciproca collaborazione tra Pubbliche amministrazioni e Terzo Settore a favore della città con riguardo al tema del riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità e alla diffusione di pratiche sociali per fare fronte ai fenomeni di impoverimento delle famiglie.
È passato alla storia come il più grande sindaco di Roma ed una delle ragioni che ha consentito a Ernesto Nathan di essere ricordato così sta nella scelta felice dei suoi assessori, gente che studiava, e molto, prima di passare all’azione: tecnici, politici, intellettuali “disorganici”, comunque animati da una fortissima passione civile e politica.
Per questo ringrazio particolarmente per avermi proposto a questo prestigioso premio, la dottoressa Ornella Guglielmino, direttore per l'Inclusione sociale dell'Assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio Alessandra Troncarelli , Assessora regionale alle Politiche sociali, Welfare, Beni comuni e Asp,
per aver collegato il mio nome e il mio lavoro a chi governò Roma, dal 1907 al 1913, realizzando progetti che ancora ammiriamo, seminando tracce che ancora cerchiamo di seguire.
E, a sua volta, il mio lavoro è tutto dentro percorsi collettivi, dentro un sentire comune e uno spazio pervaso da centinaia di grandi e piccole realtà, da migliaia di persone: un soggetto plurale che abbiamo chiamato il Terzo Settore, associazionismo, cooperazione sociale, volontariato.
Il mio ringraziamento va esteso a ciascuno di loro.
La figura di Nathan mi affascina da sempre, anche per la sua capacità di aver saputo intercettare il meglio della società civile del suo tempo, medici, scrittori, pedagogisti, per dare una spinta senza precedenti all’emancipazione delle classi sociali più deboli e vulnerabili, a partire dall’educazione delle plebi contadine e dei loro figli, le memorabili scuole all’aperto, fino al sostegno a Maria Montessori per creare un sistema di asili di caseggiato in un quartiere popolarissimo come San Lorenzo.
Se c’è una lezione da tenere a mente è che tecnica e politica non devono marciare in parallelo, e che la politica non deve subire l’azione di piloti automatici.
Nathan ci ha insegnato che Roma si può immaginare e riscrivere, senza complessi di inferiorità rispetto ai potentati e con l’attenzione rivolta alla cancellazione delle disuguaglianze e delle ingiustizie.
E’ lo stesso spirito che ci ha guidato quando, durante la pandemia, abbiamo messo a disposizione delle amministrazioni, le nostre energie, le nostre sedi e i nostri saperi e che ci anima quando chiediamo alla politica di voltare pagina.
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