02/06/2026
Il 2 giugno 1946 l’Italia è chiamata a scegliere tra monarchia e repubblica e, nello stesso giorno, ad eleggere l’Assemblea Costituente, l’organo incaricato di redigere la Costituzione della Repubblica italiana. Per la prima volta le donne votano e sono votate in una consultazione nazionale. 21 di loro entrarono alla Costituente: una “piccola pattuglia”, così le definisce la stampa dell’epoca, e così, ben presto, inizieranno a definirsi loro stesse. Sono solo 21, su 556 componenti - 9 democristiane, 9 comuniste, 2 socialiste e un’esponente del Fronte dell’Uomo Qualunque. La maggior parte di loro ha vissuto l’antifascismo e la Resistenza, spesso in clandestinità, in carcere o in esilio. Per i giornali sono troppo poche per incidere davvero, e le descrivono come un elemento “decorativo”. Loro si considerano invece un’avanguardia impegnata in una sfida inedita: scardinare dall’interno un sistema che pretende di tenerle ai margini. Infatti con il loro contributo viene formalmente sancito nella Costituzione il principio di uguaglianza tra i sessi. Traguardi importanti ma non decisivi, che rappresentano solo la prima tappa di un lungo percorso, ancora non concluso, verso il riconoscimento di una sostanziale parità, tanto nelle istituzioni quanto in famiglia e nel lavoro.
Buona Festa della Repubblica.
Alla fine della seconda guerra mondiale, le italiane - in particolar modo quelle che hanno lottato nella resistenza - chiedono di poter partecipare attivamente alla rinascita politica della nazione. Ottengono così il diritto di farsi eleggere, al pari degli uomini. Nel 1946, 21 donne vengono elette...