29/07/2016
Che ne pensate???
Cinque misure per la sicurezza
Un agente immobiliare che da tempo opera all’Olgiata ieri era disperata. Sia per la pena nei confronti delle signore Malcangio, aggredite barbaramente nella loro casa in una afosa serata d’estate, e minacciate di fronte a un bimbo di appena un anno (che speriamo non abbia capito in quale mondo sarà costretto a vivere) sia perché vedeva sfumare un contratto di affitto di una villa con un diplomatico dell’ambasciata americana. La facilità con cui è avvenuta l’aggressione, malgrado un analogo episodio avvenuto due giorni prima a 100 metri dallo stesso luogo, la strada confinante con lo Sporting center (in teoria quella più sicura perché protetta dall’Orsogrill), ha sollevato molti interrogativi tra gli abitanti del comprensorio. Il primo interrogativo riguarda la Vigilanza che sembra chiaramente inadeguata ad assicurare la sicurezza di un comprensorio di 600 ettari abitato da circa 10 mila abitanti che ogni giorno è visitato da migliaia di persone, collaboratori domestici, giardinieri, operai, giocatori di tennis e di golf, avventori dei ristoranti interni (attirati perfino tramite groupon), impiegati di società che hanno sede all’Olgiata (circa 300) e utenti di bed & breakfast in gara tra di loro (il Consorzio ne avrebbe censito una quindicina). Un universo di persone e di interessi difficile ma non impossibile da controllare grazie alle moderne tecnologie che però all’Olgiata sono quasi del tutto assenti. Eppure ogni anno il Consorzio spende quasi 2 milioni di euro per la Vigilanza. Sono soldi ben spesi?
Il responsabile della Vigilanza, Giovanni Caputo, un vero professionista, ha riorganizzato il personale addetto, gli ha affidato precisi compiti di intelligence, ma non tutte le gardie sembra che l’abbiano seguito. E le sue richieste di provvedimenti disciplinari non hanno trovato l’immediato appoggio del direttore Forlini, come è emerso in una recente “audizione” al Cda del Consorzio. Caputo è certamente in grado di assicurare la Vigilanza dell’Olgiata se gli si danno i mezzi tecnologici e il personale adeguato, ma non è in grado di fare le nozze con i fichi secchi, come ha inutilmente di fare finora. Anche un’unità cinofila servirebbe, considerato che le guardie ricevono perfino un compenso per questo servizio!
Il presidente del Consorzio, Giuseppe Bernardi, il responsabile della sicurezza del Consorzio, oggi coadiuvato da Germano Assumma che in passato è stato prodigo di intelligenti proposte, oggi sembra deciso a trovare una soluzione ad un problema sollevato con un convegno al circolo del Golf tre anni fa da Olgiata Nostra, con una relazione dell’ex responsabile della sicurezza del Consorzio, Marcello Torchia, e un interessante intervento dell’attuale consigliere Roberto Bianchini.
Come bisogna oggi affrontare il problema? Non certo o non solo con i buoni consigli di cui sono prodighi le autorità di polizia e lo stesso Consorzio, ma con misure concrete ed efficaci. La prima misura da adottare a noi sembra quella di obbligare tutti i consorziati e i frequentatori di club a registrare le targhe delle proprie autovetture. E a confermare periodicamente il possesso delle stesse. Nessun veicolo deve entrare ed uscire dall’Olgiata se non identificato. Questa è una misura che non costa nulla e non si capisce perché non sia stata adottata finora.
Il secondo provvedimento da prendere è quello di escludere le attività commerciali dentro il comprensorio. Se si vogliono tollerare le attività professionali individuali lo si faccia pure, ma i clienti debbono essere identificati.
Il terzo provvedimento da adottare è l’installazione di telecamere nei punti strategici dentro il comprensorio insieme a un progetto di illuminazione di tutte le strade cosiddette private.
Il quarto provvedimento da adottare è la sistemazione dei confini con una rete adeguata e/o con piante protettive che possono rendere difficile l’accesso anche con l’installazione di sensori.
Il quinto provvedimento da adottare è il controllo degli effettivi abitanti delle residenze dell’Olgiata per evitare affitti clandestini.
Sicuramente ci sono altre azioni da intraprendere per alzare il livello di sicurezza dell’Olgiata quello per cui i consorziati investono metà delle loro quote consortili. Vorremmo aprire un dibattito sul tema che non interessa solo il presidente, il vice presidente, il direttore Forlini e il commissario Caputo, gli unici che ogni giorno sanno cosa succede all’Olgiata.
Enrico Morelli
Da:
http://www.olgiatanostra.it/servizi/opinioni.php?idopin=191
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