06/03/2026
Dopo aver imposto a Gaza una tregua che continua ogni giorno a mietere vittime innocenti e dopo aver sequestrato prima gli equipaggi delle petroliere venezuelane e poi direttamente il presidente Maduro, Donald Trump, evidentemente ancora scosso dal mancato conferimento del premio Nobel per la pace, ha ordinato l'assassinio di Khamenei e dei vertici dello stato e dell'esercito iraniani sotto le bombe sganciate su Teheran.
L'ennesima violazione del diritto internazionale (evidentemente "importante, ma fino a un certo punto" come ci insegna Tajani), l'ennesima tragedia umanitaria sotto gli occhi di tutti, nonostante i maldestri tentativi di camuffamento: nonostante le note della macarena di sottofondo nei profili social della Casa Bianca, nonostante le foto e i video delle più belle donne iraniane che si accendono una sigaretta, nonostante i pianti in diretta degli influencer occidentali bloccati a Dubai come un Crosetto qualsiasi, nonostante le foto e i video generati con l'intelligenza artificiale.
Nonostante il silenzio dell'Italia e dell'Europa, vittime (ancora solo metaforicamente) della sudditanza a Washington e delle contraddizioni della propria ideologia libertaria, messa in crisi dalle bombe sganciate per la libertà e l'uguaglianza.
Dalla guerra per esportare la democrazia alla guerra per esportare i diritti civili il passo è stato troppo breve. E così ci troviamo immobili e inermi, tra chi impone alle donne di indossare il velo e chi impone alle donne di togliere i veli per il diletto degli amici di Epstein