03/02/2021
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Un fatto che pochi conoscono è che l'entità sionista è l’unico paese al mondo dove i suoi detenuti politici, palestinesi in questo caso, devono completare la loro detenzione anche dopo la morte. Se muore un detenuto e deve ancora scontare gli anni, infatti, non viene rilasciato il suo corpo alla famiglia , ma viene lasciato in un cimitero chiamato “cimitero dei numeri” dove ad ogni morto viene assegnato un numero, e solo alla fine della pena, forse, il corpo viene consegnata ai familiari .
Anche le università israeliane sono complici del regime di Apartheid israeliano. Ricordiamo la storia di Ahmed Erakat, ucciso al checkpoint di Betlemme durante il suo tragitto per partecipare al matrimonio di sua sorella, perché accusato di voler attaccare i soldati del checkpoint con la sua macchina e di avere con sé un'arma . Accusa ovviamente che si è rivelata falsa. Sebbene Ahmed fu ucciso nel mese di giugno 2020, la sua famiglia ancora oggi non ha ricevuto il suo corpo e non ha potuto seppellirlo. Nonostante le pressioni delle organizzazioni umanitarie, la corte suprema israeliana ha stabilito legittimo detenere il corpo di Ahmed nel Greenberg National Institute of Forensic Medicine, parte della Tel Aviv University.
Attualmente, sono 63 i corpi congelati dei palestinesi, trattenuti nel Greenberg Forensic Institute o in altri istituti, senza alcuna promessa di ritorno.
L'Istituto pratica il prelievo non autorizzato di organi, ossa e tessuti dai corpi dei palestinesi.
In ultimo, ricordiamo Hassan Manasrah, un bambino palestinese di 15 anni ucciso nell'ottobre 2015 che era stato trattenuto nell'Istituto Greenberg per cinque mesi prima di essere restituito alla sua famiglia per la sepoltura, alle ore 1: 00 del marzo 2016. Il suo corpo era completamente congelato, contorto e irriconoscibile per la sua famiglia. I suoi genitori si sono rifiutati di seppellirlo quella notte a causa delle sue condizioni fisiche e hanno dovuto aspettare che il suo corpo si "scongelasse" per poterlo inumare.
L'ambito accademico israeliano, come anche ribadito dal movimento , è complice dei crimini israeliani, per questo motivo incoraggiamo tutte e tutti le studentesse e gli studenti universitari a fare pressione nelle proprie università affiché vengano cessate tutte le collaborazioni con le università israeliane, che siano collaborazioni nella ricerca, nei programmi erasmus o gli inviti di docenti israeliani che, con i loro interventi, normalizzano le accademie sioniste.
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