14/09/2026
PIÙ SICUREZZA SÌ, MA NON CON CARABINIERI PRECARI
Prendiamo spunto dall’articolo pubblicato oggi sul futuro di Strade Sicure e dalle dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto per porre una questione che, secondo UNARMA, non può essere elusa.
La nostra riflessione nasce esclusivamente da fonti aperte, dichiarazioni pubbliche e documentazione parlamentare disponibile, non da informazioni riservate né da ricostruzioni di singole testate.
L’idea di rafforzare la sicurezza attraverso un contingente di Carabinieri ausiliari può certamente essere discussa. Ma la domanda è: quale modello di Carabiniere si vuole costruire?
Perché se l’obiettivo è affrontare una carenza strutturale di organico dell’Arma, non possiamo pensare di farlo attraverso personale temporaneo, con un rapporto limitato nel tempo e, secondo le ipotesi finora rese pubbliche, senza una concreta possibilità di stabilizzazione.
Si rischia di creare un sistema a due velocità: da una parte Carabinieri professionisti, dall’altra giovani impiegati nella sicurezza del Paese con prospettive limitate e condizioni economiche che, secondo le ipotesi circolate, potrebbero aggirarsi intorno ai 1.200 euro mensili.
UNARMA dice no.
La sicurezza non può diventare il terreno sul quale introdurre nuove forme di precariato.
Se servono più Carabinieri, allora si investa nel reclutamento stabile, nella formazione, negli organici, nelle retribuzioni e nella valorizzazione professionale.
Perché un giovane che veste l’uniforme, viene formato, opera sul territorio e assume responsabilità connesse alla sicurezza dei cittadini merita di sapere quale sarà il proprio futuro.
Non possiamo chiedergli di garantire sicurezza agli altri mentre il suo stesso futuro professionale rimane incerto.
PIÙ CARABINIERI, SÌ.
CARABINIERI PRECARI, NO.
UNARMA – Associazione Sindacale Carabinieri