13/06/2024
e come ogni estate, in questo periodo, periodo di chiusura scuole, ecco che ritornano a bomba i soliti luoghi comuni e le teorie degli improvvisati che si documentano col Dottor Google.
Tema: le difficoltà vissute dalle mamme italiane a organizzare la vita familiare dopo la chiusura delle scuole, anche per il rincaro dei centri estivi.
Già che la questione è focalizzata esclusivamente sulle mamme, la dice lunga. Ma snoccioliamo alcune parti importanti, di cui avevo già largamente espotso la mia in visione del fenomeno del momento di :
"fare come negli altri paesi civili: dare più vacanze nell'arco dell'anno scolastico e poi, d'estate, dal 1 Luglio al 1 Settembre"
ma tanto c'è chi avrebbe a che dire anche da luglio a settembre, comunque...
Ribadisco, il problema non è la chiusura delle scuole che è SACROSANTA ( è chiusa per i bambini, ma docenti e personale ata lavora fino a fine luglio, per non parlare delle scuole che hanno gli esami).
Il problema sono i contratti di lavoro dei genitori, quindi, di tutti, personale scuola compreso. Contratti che vanno a ribasso, paga oraria sempre più misera, e parliamo anche di professionisti, lavori che quindi richiedono molte più ore di lavoro, dalle 8 in su, chissà dove, magari a un'ora o più di distanza da casa, che quindi costringono i genitori a stare fuori casa dalle 6 alle 19 fine settimana compresi, bene che va, se non hanno lavori con turni notturni. Quindi, il problema non è la scuola chiusa, ma i contratti di lavoro che portano a non essere con i figli. Quindi costretti a sballottolare, ancora, come se non bastasse un anno interno tra scuola, pre scuola, post scuola, sport, musica, catechismo e altro, costringendo ste creature a fare la vita degli adulti perchè altrimenti non si sa con chi farli stare mentre si è a lavoro.
Avere chiaro in mente il problema vero centrale per cui si sta male è fondamentale. Focalizzare l'attenzione su quello sbagliato, non fa altro che peggiorarci la vita. Se c'è una rivoluzione da fare, è sui contratti di lavoro e i diritti umani e familiari, non sull'apertura delle scuole.
Prima era diverso perchè molte donne erano ancora a casa, c'erano i nonni, gli zii, una comunità che ora non c'è più, proprio perchè bisogna prima lavorare e poi fare famiglia. Il punto cruciale è sempre il lavoro e le energie, il tempo e la vita che ci toglie.
Le scuole non sono in grado si accogliere i bambini già durante l'anno scolastico: classi zeppe, caldissime d estate e gelide d inverno, senza spazi sterni, con mense che sembra d essere in galera, figuriamoci d estate. Avete mai visto i " centri estivi" svolti all'interno delle scuole? Io sì, ci ho anche lavorato, per ca**tà! Mai sia, povere creature! Ai genitori chiaramente fa comodo, è normale sia così visti i ritmi a cui sono chiamati ad affrontare. Ma ste creature? Non è un caso se sono in aumento disturbi psicofisici e relazionali già in tenera età.
E parlo da docente da più di 20 anni su territorio romano, non in una sola scuola.
La soluzione troviamola, ma focalizziamo l'attenzione e le energie sul problema reale.
I centri estivi sono come la luce sulla carta argentata per glu uccelli.
Più che aprire le scuole d'estate o dare i soliti bonus miseria per le famiglie povere ( siamo tutti messi malissimo, professionisti annessi)
forse i centri estivi dovrebbero rientrare in quei servizi per le famiglie non gestiti da privati che non fanno fatture o che chiedono 300 euro a settimana e poi prendono a lavorare 17enni incompetenti.
Forse bisognerebbe creare un sistema EDUCATIVO sensato, creato da pedagogisti esperti con finalità di benessere individuale e conseguentemente, sociale. Invece di arricchire solo alcuni e impoverire i molti, come società odierna fa sempre più.
E' proprio questo il fulcro della questione: questa mentalità malata del lavoro h24. Ma per far che? Lavoro h24 e poi non posso stare con la mia famiglia. A che mi serve? " è per dargli possibilità e crescere i figli che ci vai a lavoro" Ma quale assurdità discordante più di questa ci siamo inventanti pur di non ammettere che il consumismo ( umano) e lo schiavismo moderno ci sta logorando tutti per far arricchire i pochi?
Dissonanza cognitiva ad alti livelli.
Ancora con la favola de " per più di tre mesi gli insegnanti stanno a non far nulla" , " per tre mesi dove metto mio figlio?". E qui si apre un dibattito impegnativo, assai.
Per i bambini sono 3 i mesi, non di più. e sono anche pochi, visto che a maggio e settembre si crepa già di caldo, ma per andare verso le necessità degli adulti, che non sono affatto quelle dei minori, allora si allunga. Senza contare che fino a luglio ci sono gli esami e la materna, difatti è fino tutto giugno, quindi ecco che non sono più di tre mesi.
Quindi, no, in Italia non è pensabile, visto il clima territoriale, motivo principale per cui chiude la scuola, tenere in gabbia al caldo i minori fino a luglio e da settembre. La scuola dovrebbe essere in mano a pedagogisti esperti, ma purtroppo é alla mercé delle richieste assurde dei genitori che, purtroppo, incattiviti dai ritmi assurdi che lo Stato italiano li costringe a vivere perchè le paghe sono ridicole e per arrivare a fine mese bisogna vivere per lavorare assentandosi da casa il 90% del tempo, non hanno più la lucidità di ascoltare i bisogni dei figli minori, che assolutamente non sono a pari passo con quelli degli adulti, ovvero stare h24 impegnati a fare cose tutta la settimana, tutto l'anno senza riposo mentale, fisico ed emozionale. I minori necessitano di ozio e noia per crescere. E non gli viene più data questa possibilità per via della freneticità degli adulti.
Il punto non è occupare i minori, ma sgravare gli adulti da sti ritmi inumani.
" l'anno scorso c'erano i fondi per le scuole aperte d estate, quest'anno no [...I privati li ringraziamo perché ci assistono, per forza si fanno pagare ma lo stato ci ha davvero abbandonati..........] "
lo stato ci ha abbandonati nel momento in cui ci costringe a trottare per 8 euro l'ora a 35 o più km di distanza da casa, professionisti annessi.
Non fossimo costretti a lavorare dalle 8 alle 12 ore al giorno, più le ore di viaggio, nel totale stress, tornare a casa morti e impazziti, per racimolare due spicci, il problema di dove e a chi lasciare i figli non si porrebbe proprio.
E ci si chiede come mai in Italia la natività è sempre meno?
Bo, fate voi.