20/03/2026
LUN. 23 17:00 LARGO BOMPIANI
VEN. 27 9:30 DA PIAZZA SANT'EUROSIA - Corteo cittadino
23 Marzo. Il Re è scappato, Roma è occupata dalle SS. Comanda Kappler. Se l'è guadagnato ordinando di strappare 1023 persone da casa, portarle alla Stazione Tiburtina e caricarle su carri bestiame destinazione Auschwitz. Sono romani, sono ebrei. Ha scelto un sabato, per trovare le famiglie in casa.
A Roma qualcuno collabora, qualcuno tace, qualcuno resiste: tra loro, i GAP, Gruppi d'azione patriottica. Sono divisi in piccoli gruppi e sono comunisti. Il PCI scelse quel nome, ma loro avevano qualche dubbio. "Quel patriottica ci sembrava nazionalismo."
Poi si convinsero. "La nostra era una guerra di liberazione nazionale, e la combattevano tutti."
E poi, hanno fretta, munizioni da procurarsi, l'impossibile da realizzare. Giovanni, che abitava a Via Rasella, aveva osservato un commando tedesco passare di lì alla stessa ora, indisturbato, per giorni. Ma non oggi. Hanno piazzato una bomba in un carrettino della nettezza urbana; ce l'ha portato Paolo, vestito da spazzino.
Muoiono 33 militari nazisti. Dalle SS un solo ordine: rappresaglia. Dieci per ogni tedesco ucciso. E che siano uomini. Non esiste un numero di donne morte degno di un soldato solo. La rappresaglia è vietata. Lo dice una convenzione dell'Aja del 1907. Qualcuno dice oggi che "il diritto conta fino a un certo punto". Qualcuno ricorda che il diritto, in guerra, non ha mai contato niente.
È il 24 Marzo. Sono 335. Vengono da Via Tasso e Regina Coeli, perchè lì l'orrore è facile, perchè chi è in prigione nessuno lo vede. Detenuti politici, comuni, condannati, in attesa di giudizio, arrestati da anni, da giorni. Fratelli, padri con figli: così non scappano, per non abbandonarsi.
Scelgono delle gallerie sotterranee, su Via Ardeatina. Sono così tanti che per fucilarli devono fare 67 turni, che si ammassano e per continuare serve calpestarli.
Quante parole dovremmo a ciascuno? Quante, per una vita? Sulle pietre è spesso una sola: studente, falegname, prete, partigiano. Forse perchè troppe non si possono ripetere. Troppe, non si possono ricordare. Allora, una parola sola. Perchè non c'è tempo. Perchè la guerra è ancora.