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Mercoledì 9 saremo anche a Milano, alle 17.30 in Piazza Mercanti.
06/09/2026

Mercoledì 9 saremo anche a Milano, alle 17.30 in Piazza Mercanti.

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRAIL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSI...
02/09/2026

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA
IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI
PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA
Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita.
Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid.
Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche.
Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante.
Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia.

Sabato abbiamo raccontato della nostra esperienza di ebree ed ebrei “contro il fascismo in ogni tempo e luogo”, che hann...
28/04/2026

Sabato abbiamo raccontato della nostra esperienza di ebree ed ebrei “contro il fascismo in ogni tempo e luogo”, che hanno attraversato il corteo del 25 aprile senza problemi, mentre a poche centinaia di metri si consumava per quasi due ore una forte tensione tra lo spezzone della Brigata Ebraica e altre componenti del corteo, che si è conclusa con l’allontanamento dei primi dalla manifestazione.

L'obiettivo dell’intervento non era raccogliere complimenti né tantomeno avallare l’idea, come leggiamo amaramente nei commenti, che “l'antisemitismo non esiste”. Piuttosto, abbiamo voluto utilizzare la nostra voce per disinnescare un’escalation del dibattito che rischia di non cogliere mai il punto.

Le frasi antisemite rivolte verso alcuni dei partecipanti come quelle sulle "saponette mancate” sono inaccettabili e disgustose. Al contempo, riteniamo estremamente problematiche le provocazioni che intendono minare la riuscita di una giornata dedicata a valori condivisi.

Lo spezzone della Brigata Ebraica, o sue componenti, rompendo accordi con ANPI, ha tentato di collocarsi più avanti nel corteo insieme a gruppi iraniani monarchici, sventolando bandiere israeliane e altri simboli, tra cui bandiere statunitensi e cartelli con il volto di Trump inneggianti alla guerra in Iran.

Troviamo indifendibile e incompatibile con i valori dell’antifascismo la scelta di portare in piazza bandiere israeliane, mentre Israele sta commettendo conclamati crimini contro l’umanità.

La questione del rapporto con la Brigata Ebraica il 25 aprile è da anni terreno di scontro. Intorno ad essa si è coagulata una strumentalizzazione che con la storia ha poco a che fare, creando una commistione tra la Brigata Ebraica, inquadrata nell’esercito britannico, e la forte presenza ebraica talvolta offuscata nelle fila della resistenza italiana, che sono due storie diverse e parallele. Almeno 1000 ebrei furono presenti nelle formazioni partigiane comuniste, socialiste, repubblicane, spesso da molto prima dell’8 Settembre e dell’arrivo delle forze alleate.
Come scriveva già l'anno scorso David Calef del gruppo Mai Indifferenti - Voci Ebraiche per la Pace : "Le dispute non riguardano più ciò che è successo 80 anni fa durante la battaglia del fiume Senio dove i 5000 volontari della BE combatterono contro i paracadutisti tedeschi. Hanno a che fare con il “conflitto” tra Israele e palestinesi - spesso chi sfila con la bandiera della BE sventola anche la bandiera israeliana. Le distinzioni saltano e i litigi cominciano.”

Quest’anno la polemica ha preso forme particolarmente inquietanti. C’è chi, parlando della contestazione, ha evocato le leggi razziali del ‘38 o l’istituzione dei ghetti, un’affermazione che non è solo priva di senso, ma profondamente offensiva nei riguardi di chi ha subito tali leggi e provvedimenti. Il Presidente della Comunità ebraica di Milano accusa l’Anpi di istigazione all'odio razziale e di “non volere gli ebrei nel corteo”. Questa non è la realtà.

La realtà è quella di una destra ebraica filo-israeliana che, anche in chiave propagandistica, provoca e cerca lo scontro. Questo atteggiamento mette in forte disagio molti ebrei ed ebree che, il 25 aprile, vorrebbero celebrare la liberazione dal fascismo nel ricordo dei propri familiari scomparsi, ed esitano a scendere in piazza, percependo alcuni movimenti sprovvisti di anticorpi verso l’antisemitismo come ostili.

La realtà è che essere antifasciste e antifascisti oggi significa prendersi in carico quello che succede nel mondo - dalle guerre e massacri più lontani fatti nel nome del dominio degli uni sugli altri, a ciò che accade in Italia con lo scempio dei nuovi Decreti sicurezza - e unire le forze in nome di libertà e giustizia sociale. Non saremo libere e liberi finché non lo saremo tutte e tutti.

Ləa - Laboratorio Ebraico Antirazzista

Mai Indifferenti - Voci Ebraiche per la pace

Oggi come ogni anno un nostro spezzone ebraico ha partecipato al corteo nazionale del 25 aprile a Milano. Lo abbiamo per...
25/04/2026

Oggi come ogni anno un nostro spezzone ebraico ha partecipato al corteo nazionale del 25 aprile a Milano. Lo abbiamo percorso con due striscioni, "ebree ed ebrei contro il fascismo in ogni tempo e in ogni luogo ", e "cessate il fuoco, voci ebraiche per la pace".

Non abbiamo avuto bisogno di alcuna protezione. Non abbiamo ricevuto una parola fuori posto ma anzi moltissimi applausi e saluti affettuosi dai presenti.
La manifestazione per la Liberazione è stata anche stavolta un nostro spazio, sicuro, probabilmente perché le sensibilità e gli ideali che ci muovono - a prescindere dalla nostra identità, che sia religiosa, culturale o familiare - sono perfettamente compatibili con il senso di ciò che è stata la Resistenza: una lotta per la pace, per i diritti di tutte e tutti, per l'uguaglianza, contro ogni forma di razzismo e suprematismo. Qui e altrove.

Diciamo no ad ogni forma di antisemitismo, quello becero e quello inconsapevole, ma diciamo no anche ad ogni provocazione che mini una giornata di festa all'insegna di valori condivisi.

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Mai Indifferenti - Voci Ebraiche per la pace

Anche quest'anno partecipiamo alla chiamata di Mai indifferenti a scendere in piazza il 25 aprile come ebree ed ebrei co...
25/04/2026

Anche quest'anno partecipiamo alla chiamata di Mai indifferenti a scendere in piazza il 25 aprile come ebree ed ebrei contro il fascismo, in ogni tempo e luogo. Per i diritti del popolo palestinese contro apartheid, pulizia etnica e genocidio. Contro ogni forma di razzismo. Appuntamento in corso Venezia 16 alle 14.00

09/03/2026
27 Gennaio Giorno della MemoriaMai più genocidio per nessun popolo.
27/01/2026

27 Gennaio
Giorno della Memoria
Mai più genocidio per nessun popolo.

Martedì 27 gennaio, nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, i nostri occhi saranno ancora rivolti a un alt...
25/01/2026

Martedì 27 gennaio, nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, i nostri occhi saranno ancora rivolti a un altro genocidio che è ancora in corso.
Ogni giorno.

Nel pomeriggio ci uniremo al presidio silenzioso autoconvocato di piazza Duomo, che da oltre sette mesi ogni giorno manifesta contro il massacro del popolo palestinese.

Ogni giorno ricordiamo, ogni giorno scegliamo da che parte stare.
Mai più vuol dire Mai più, in nessun luogo, per nessun@.

Piazza Duomo, 27 gennaio (e tutti i giorni), dalle 17.45 alle 19.

Invitiamo a unirsi.

In avvicinamento al Giorno della Memoria, esprimiamo una ferma opposizione ai disegni di legge attualmente in discussion...
24/01/2026

In avvicinamento al Giorno della Memoria, esprimiamo una ferma opposizione ai disegni di legge attualmente in discussione sul cosiddetto contrasto dell’antisemitismo: Romeo (Lega), Scalfarotto (Italia Viva), Delrio e altri (PD), Gasparri (Forza Italia), Malan (FdI).
Tali proposte non tutelano noi ebree, non combattono l’antisemitismo reale e rappresentano invece uno strumento repressivo e un grave attacco alla libertà di opinione e di dissenso.
I disegni di legge in esame adottano la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), una definizione profondamente controversa, politicamente orientata e ampiamente contestata anche da chi studia e combatte l’antisemitismo da decenni. L’uso di questa definizione, ignorando deliberatamente alternative più rigorose come la Jerusalem Declaration on Antisemitism, ha un obiettivo chiaro: tacciare le critiche all’ideologia sionista e allo Stato di Israele come antisemitismo.
Questa equiparazione serve a proteggere uno Stato e le sue politiche, colpendo e criminalizzando chi denuncia il colonialismo, l’apartheid, la violenza sistematica e le pratiche genocidarie esercitate in questi anni contro il popolo palestinese. Serve a trasformare l’antisemitismo e la memoria delle persecuzioni vissute anche dai nostri familiari da problema reale in arma politica di censura.
Ciò è già da mesi sotto i nostri occhi nelle università, negli spazi culturali, nel dibattito pubblico. In nome della “lotta all’antisemitismo” da mesi vengono represse proteste, e viene criminalizzata la solidarietà con la Palestina. È una strategia già sperimentata su scala internazionale – come in Germania o negli Stati Uniti di Donald Trump nella sua offensiva nei confronti delle principali università - e viene importata anche nel contesto italiano.
Rifiutiamo con forza l’idea che la sicurezza e la presenza ebraica in qualunque luogo del mondo passi attraverso leggi speciali.
L’antisemitismo si combatte congiuntamente al razzismo ovunque si manifesti. Non esiste una lotta credibile contro l’antisemitismo che non sia anche lotta contro l’islamofobia, contro il razzismo e i CPR, contro la repressione delle minoranze e contro ogni forma di violenza sistemica.
L’antisemitismo esiste ed è una minaccia reale, sia a destra che a sinistra, e lo sperimentiamo anche nei nostri vissuti. Ma usarlo come scudo politico per impedire il dibattito pubblico, per criminalizzare il dissenso e per mettere a tacere la denuncia di violazioni dei diritti umani non lo riduce: al contrario, finisce per rafforzarlo.
Selezionare gli ebrei come minoranza “speciale” tra le tante minoranze razzializzate, quando già esiste la legge Mancino, non può che aumentare ulteriori ostilità. Ancora più grave è associare la lotta all’antisemitismo alla difesa di uno Stato e delle sue politiche, finendo così per alimentare una identificazione forzata che diventa essa stessa fonte di conflitto.

In questi giorni abbiamo partecipato ad alcuni momenti in avvicinamento al Giorno della Memoria che volevano interrogars...
23/01/2026

In questi giorni abbiamo partecipato ad alcuni momenti in avvicinamento al Giorno della Memoria che volevano interrogarsi sul senso di questa giornata nel quadro della catastrofe in cui siamo immersi - il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania che continuano, la corsa alle nuove Leggi sull'antisemitismo in Italia, che se passano avranno effetti nefasti, vecchie e nuove guerre che si accendono, diritti violati ogni giorno nelle prigioni libiche o nei nostrani CPR, quotidiana violenza razzista e patriarcale.

Lunedì 19, all'evento promosso con Mai Indifferenti - Voci Ebraiche per la pace all'Elfo Puccini di Milano, abbiamo portato una nostra risposta in parole e musica alla domanda 'Come fare memoria oggi', e ascoltato molti interventi di un mondo ebraico di sinistra che vuole smarcarsi dalle posizioni di quell'altro mondo ebraico che difende le politiche israeliane senza se e senza ma.
Le promesse sono alte e speriamo che questa serata con 500 persone sia servita a produrre energia e coraggio per quello che serve fare.
Trovate il video dell'incontro sulla pagina Fb/YT di Mai Indifferenti.

Il 22 all'incontro alla Casa dei Diritti di Milano su come nasce un genocidio, insieme alla Giurista Chantal Meloni e a Gariwo, abbiamo provato a condividere pensieri dall'esperienza di questi due anni, e fatto collegare Iddo Elam, refuser israeliano di Mesarvot il cui bisnonno ha coniato la parola Shoah. Iddo ha raccontato il significato, per loro, di usare la parola genocidio e il lavoro che fanno per ribellarvisi, raccontando dell'impianto di auto-vittimizzazione e disumanizzazione dei palestinesi che la scuola insegna dal primo giorno.

Per il 27 gennaio stiamo preparando uno o più momenti di piazza: perché nel giorno in cui ricordiamo la fine di un genocidio, guardiamo a come fermarne un altro che è in corso. Seguite la pagina per info.

A presto

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