14/02/2022
Riportiamo quanto pubblicato sulla pagina dei consorziati:
Il CONSORZIO… COS'E'?
Visto l’ennesimo tentativo di trasformare ogni critica o richiesta di chiarimento in “attacco al Consorzio” e questa pagina come ritrovo di gente che vuole “distruggere il Consorzio” riteniamo utile fare un po' di chiarezza su cosa sia il Consorzio e su quale sia il corretto rapporto tra consorziati ed amministratori.
Anche se qualcuno ci tiene sempre a specificare che NON siamo un Condominio, la realtà è che il nostro Consorzio è, giuridicamente, equiparabile proprio ad un Condominio e, nelle materie sulle quali il nostro Statuto nulla dice (e sono tante), si applicano appunto le norme sul Condominio.
E a dirlo non siamo noi.
Lo dice lo Statuto consortile all’art. 14 e lo dicono, soprattutto, i Tribunali nelle sentenze che hanno dato ragione al Consorzio contro chi si rifiutava di pagare le quote consortili. Ecco un estratto della sentenza n. 21774/2017 del Tribunale di Roma che è reperibile sul sito web consortile:
“… la presenza di un'organizzazione di soggetti accomunati dal fatto di essere proprietari esclusivi di un lotto edificabile o di una costruzione, compresi in un comparto edificatorio, e l’esistenza di un collegamento reale tra appartenenza all'organizzazione e proprietà di un bene alla cui valorizzazione è preordinata tutta l'attività dell'organizzazione, rende di chiara evidenza l’analogia che sussiste fra il Consorzio di urbanizzazione ed il Condominio negli edifici, caratterizzato dalla coesistenza delle proprietà solitarie sulle singole unità immobiliari con la comproprietà sulle parti comuni che sono al servizio delle singole unità immobiliari ...
L'aver individuato la normativa di riferimento, in materia di Consorzi di urbanizzazione, in quella dettata per il Condominio negli edifici, consente di risolvere in maniera lineare anche il problema della successione nel contratto di consorzio e del rapporto tra alienante ed acquirente.
Sembrano disquisizioni teoriche ma non lo sono se le trasformiamo in esempi pratici.
Se l’Amministratore del nostro Condominio dovesse usare un locale condominiale per fare la sua festa di compleanno, noi gli contesteremmo che NON può usare i beni condominiali come fossero suoi.
Se noi chiedessimo al nostro Amministratore di Condominio documenti di spesa o contratti che lui ha firmato a nome del Condominio e ci venisse risposto “Fatti gli affari tuoi! Non ti faccio vedere nulla!”, noi pretenderemmo di vederli facendogli notare che a pagare le spese siamo noi condomini.
Se l’Amministratore del nostro Condominio usasse male i nostri soldi, noi faremmo causa a lui e non al Condominio (cioè a noi stessi!).
Ecco, tutto questo e molto altro vale anche per il nostro Consorzio ma questo concetto, assai semplice, sembra difficile da acquisire per chi non riesce a fare distinzione tra il CdA ed il Consorzio come se fossero la stessa cosa e come se gli interessi dell’uno coincidessero sempre e comunque con quelli dell’altro.
Libero, chi vuole, di avere questa concezione del Consorzio e di pensare che il CdA abbia poteri pieni, assoluti ed insindacabili ma l’importante è essere consapevoli che nulla, nella Legge e nello Statuto, autorizza un simile approccio.
Sostenere che chi critica o chi chiede anche solo chiarimenti agli Amministratori stia “attaccando il Consorzio” o voglia ‘distruggere il Consorzio” è dunque un evidente e clamoroso travisamento della realtà privo di basi giuridiche oltre che contrario al buon senso.
Chi chiede chiarimenti, regole più chiare, un uso delle cose consortili (delle cose NOSTRE cioè) più corretto e, se possibile, anche toni più civili ed educati da parte dei nostri mandatari/dipendenti, sta semplicemente esercitando un suo diritto di consorziato e lo fa - giuste o sbagliate che siano le sue convinzioni - animato dalla volontà di tutelare il Consorzio e di migliorarlo e non di certo allo scopo di danneggiarlo.
Il Consorzio siamo infatti noi consorziati ed i beni ed i fondi consortili sono NOSTRI.
Il CdA è semplicemente un organo esecutivo che, al pari dell’Amministratore di un Condominio, ha il mandato di gestire i beni ed i fondi per nostro conto garantendo che i servizi comuni funzionino.
E lo fa dietro compenso. Se qualche consorziato ritiene questo un ‘favore’ di cui continuamente ringraziare, è libero di farlo. Un gesto di cortesia non è mai censurabile.
Ma noi, altrettanto legittimamente, pensiamo che chi gestisce il Consorzio ha l’obbligo di farlo e se e quando lo fa bene sta facendo semplicemente il lavoro per cui è pagato e per cui si è proposto.
Un lavoro di cui deve sempre e comunque render conto - senza mostrare “fastidio” e senza considerarlo una “seccatura” - ai consorziati che gli chiedono in termini civili informazioni documentate sulle attività svolte.
Noi pensiamo che i beni consortili, compresi i social nati (ed anche da tutti pagati) come luogo di confronto tra consorziati e tra consorziati ed Amministratori, NON sono di proprietà degli amministratori.
Non sono né possono essere strumenti a loro servizio per auto-promozione o per fare “guerre” contro chi solleva perplessità o contro chi non li ha eletti.
Sono spazi nati e creati ed a disposizione di tutti i consorziati. Compresi i consorziati che non hanno dato il loro voto all’attuale CdA (eletto non già con un plebiscito ma da 249 consorziati su circa 900 – meno di un terzo) e quelli che (a torto od a ragione) non ne apprezzano l’operato.
E’ bene lo ricordino sia gli Amministratori sia - soprattutto - i consorziati che invitiamo a chiedersi, davanti ad ogni iniziativa del CdA (e ad ogni comunicato/notiziario)… ma se tutto questo avvenisse nel mio Condominio?
P.S.: per le stesse ragioni, è fondamentale partecipare ed interessarsi alla vita consortile ed alle Assemblee e non limitarsi a rilasciare quelle deleghe ‘in bianco’, continuative e cumulative sulla cui base, da anni, vengono approvate tutte le delibere.