13/01/2025
La farsa del governo Meloni sull’educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole
Ricordate i cinquecentomila euro inseriti dal Governo nella manovra di Bilancio 2025, dopo un emendamento presentato dalle opposizioni, per integrare l’educazione all’affettività e alla sessualità nei piani triennali dell’offerta formativa delle scuole secondarie?
Si trattava di un primo passo per prevenire la violenza di genere, attraverso la diffusione tra i giovani della conoscenza delle differenze, dell’educazione alle relazioni sane.
Bene. Anzi, malissimo.
Perché non se ne farà niente.
Il Governo Meloni, attraverso un emendamento della maggioranza, ha dirottato infatti quei fondi destinandoli alla formazione degli insegnanti sulla fertilità maschile e femminile, con un focus sulla prevenzione dell’infertilità.
Con tanto di giubilo della Lega, che ha esultato con una dichiarazione farneticante: “Non ci sarà mai spazio per l’ideologia gender nelle scuole”. Mentre l’emendamento originario tendeva invece a introdurre nelle scuole superiori, per la prima volta, le tematiche della salute sessuale e dell’educazione sessuale ed affettiva. Fondamentale per aiutare gli studenti a sviluppare consapevolezza delle proprie sensazioni, emozioni e sentimenti e per favorire relazioni interpersonali rispettose e positive.
Per dare, oltretutto, una prima risposta, importante perché legata alla prevenzione, al dilagante fenomeno della violenza contro le donne nel nostro Paese.
Nel 2024 in Italia 114 donne sono state uccise per mano del proprio compagno o di un ex.
Una nuova cultura degli affetti è ormai indispensabile e urgente.
Lo hanno capito tutti, tranne la Meloni e la sua farneticante maggioranza.