02/07/2025
IL RICONOSCIMENTO DEL TITOLO DI IMPERATORE ROMANO AL BASILEUS GIOVANNI VIII PALEOLOGO AL CONCILIO DI FIRENZE-FERRARA DEL 1438-1439
(Articolo del Sebastos, Strategos di Calabria, Duca di Roma e Rodi Garganico della Filoxristos Twn Rwmaiwn Politeìa Massimo Pasquale Cogliandro)
Il Concilio di Firenze-Ferrara, iniziato nell'aprile del 1438 d. C. e conclusosi nel luglio del 1439 d. C., ha tracciato le vie di un dialogo autentico tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, attraverso numerose sessioni in cui i teologi delle due parti si sono confrontati su tutte le questioni rimaste irrisolte da secoli.
Il Concilio e' iniziato a Ferrara con il riconoscimento da parte del Papa del Basileus Giovanni VIII Paleologo come Imperatore Romano d'Oriente o dei Greci, mentre l'Imperatore del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica era stato riconosciuto come Imperatore Romano d'Occidente o dei Latini:
"Sopra un trono illuminato in mezzo dell'altare fu collocato il libro del Vangelo, fra le teste degli apostoli S. Pietro e S. Paolo. A destra [...] era la cattedra apostolica, ed alquanto di sotto, il trono dell'imperatore latino, benche' assente. [...] Dalla parte dell'Epistola l'imperatore dei Greci era nel suo trono in faccia a quello dell'imperator latino, poscia la cattedra del patriarca di Constantinopoli" [1].
L'assenza del nuovo imperatore tedesco al Concilio ha spinto Papa Eugenio IV nel decreto finale del Concilio di Ferrara-Firenze del 6 luglio 1439 a definire il Basileus Giovanni VIII Paleologo, apprezzato per la sua moderazione e per la sua umanita', come Imperatore Romano tout court senza precisare se "d'Oriente" o "dei Greci":
"Eugenio vescovo, servo de' servi di Dio, a perpetua memoria e col consenso del carissimo nostro Figliuolo in Gesu' Cristo Giovanni Paleologo, illustre imperatore de' Romani, ecc." [2].
Il Decreto qui tratta della legittimazione canonica della FTRP [3] da parte della autorità del Sommo Pontefice Eugenio IV. Il Sommo Pontefice, riconoscendo nel Decreto di chiusura del Concilio Ecumenico Giovanni VIII Paleologo quale unico Imperatore Romano, ha chiuso la contesa giuridica iniziata dai successori di Carlo Magno, unico sovrano franco ad aver avuto con il Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. il riconoscimento del titolo di "Imperator" sui popoli assoggettati da parte del Basileus. È bene tenere presente che nel caso di Carlo Magno il titolo di "Imperator" e non di "Imperator Romanorum semper Augustus" è di secondo grado rispetto al titolo di Basileus ("Augusto"). Dopo un tentennamento a Ferrara, dove il Papa inizialmente aveva riconosciuto a Giovanni VIII Paleologo solo il titolo di Imperatore Romano d'Oriente, a Firenze decide di riconoscergli il titolo effettivo di unico Imperatore Romano. L'Autorita Civile Filocrista (l'Imperatore Romano) e la massima Autorità Religiosa si sono così poste su un piano di reciproco e corretto riconoscimento ognuna nelle proprie sfere di competenza, anche se il Papa si è premurato di dare al Basileus consistenti aiuti economici e militari per difendere Costantinopoli dai Turchi nei limiti di quello che poteva fare lo Stato Pontificio.
La caduta di Constantinopoli in mano ai Turchi pochi anni dopo consentì ai tedeschi di usurpare un titolo, che i Papi consideravano legittimamente del Basileus dei Romei (4).
NOTE
[1] ABATE DI BERAULT-BERCASTEL, Storia del Cristianesimo, Venezia, 1796, T. XVII, p. 341.
[2] Ibidem, p. 374.
[3] L'Impero Bizantino, che dal tempo dell'Imperatore Leone VI il Saggio si chiamava Filoxristos Twn Rwmaiwn Politeìa.
[4] La formula bizantina del Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. che riconosceva a Carlo Magno il solo titolo di "Imperator" sembra ricalcare la formula di incoronazione di Carlo Magno riportata nel Liber Pontificalis: "Carlo, piissimo augusto coronato da Dio grande e pacifico imperatore, vita e vittoria". Vediamo che Papa Leone III astutamente incorona Carlo Magno "Imperator", ma non "Imperator Romanorum". La differenza è sostanziale. Un Imperator esercita un Imperium su chi assoggetta dal punto di vista militare in terre barbare, ma solo l'Imperator Romanorum esercita un Imperium sui Cives Romani. I giuristi bizantini che hanno redatto il Trattato di Aquisgrana dell'812 d. C. hanno capito la sottigliezza di Papa Leone III e hanno ripetuto la stessa formula. Carlo Magno ha accettato consapevolmente quello che veniva concesso dal Basileus senza protestare.