14/06/2026
La storia di Nadia e della sua piccola Camilla è una storia di rete, competenza e collaborazione tra ospedali. Durante la gravidanza, Nadia scopre di avere un gruppo sanguigno estremamente raro, LAN negativo, presente in meno dell'1% della popolazione, e nel suo sangue viene identificato un anticorpo, l'anti-Lan, che durante la gravidanza può causare malattia emolitica fetale: la donna si rivolge a otto strutture sanitarie della Campania, ma nessuna riesce a inquadrare la situazione.
È a questo punto che entra in gioco la nostra UOC di Medicina Trasfusionale. Nello specifico lo staff del laboratorio Regionale di Riferimento di immunoematologia di II livello, guidato dalla dott.ssa Matteocci, riesce finalmente a identificare con precisione l'anticorpo anti-Lan, fornendo la diagnosi che mancava e permettendo di monitorare la gravidanza in sicurezza.
Ma il nostro contributo non si è fermato qui: i nostri specialisti hanno anche segnalato che, in caso di emorragia post partum, sarebbe stato necessario trasfondere Nadia con sangue dello stesso gruppo raro, un'indicazione preziosa per gli specialisti dell'Ospedale del Mare di Napoli per gestire il parto in sicurezza.
Due passaggi distinti, entrambi decisivi: prima la diagnosi dell'anticorpo, poi l'allerta sul rischio trasfusionale, fino alla ricerca a Milano dell'unica sacca compatibile disponibile in Italia.
Oggi Nadia stringe tra le braccia la sua bambina e la chiama "il suo miracolo". Noi siamo orgogliosi di aver contribuito, insieme ai colleghi di Napoli e a un donatore anonimo, a scrivere questo lieto fine.
Un grazie sentito al nostro staff del laboratorio Regionale di Riferimento di immunoematologia di II livello e alla UOC di Medicina Trasfusionale: dietro ogni nascita sicura c'è una rete di persone che lavorano, spesso senza i riflettori, per garantire una risposta a chi ne ha bisogno.
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