27/05/2026
IL NEMICO IN CASA: DELCY RODRIGUEZ, LA DELFINA DI TRUMP.
Di Vallepiano che ringraziamo
Sappiate che quando parlo della situazione contingente del Venezuela lo faccio con sincera rabbia e desolazione.
Ho atteso a lungo prima di denunciare pubblicamente quanto stava avvenendo a Caracas dopo l'attacco criminale degli USA e il sequestro in stile narcos di Nicolás Maduro. Per non porgere il fianco ai nemici della Rivoluzione Bolivariana e poiché ritenevo giusto fare quadrato in un momento così grave e confuso.
Io stesso non riuscivo a credere che una dirigente con la storia politica e personale di Delcy Rodriguez col padre torturato e ucciso dalla CIA, potesse tradire e sottomettersi in maniera così indecorosa agli USA. I fatti mi hanno dato torto.
La realtà è stata di gran lunga peggiore di ogni immaginazione. Soltanto pochi giorni dopo il rapimento del Presidente Maduro, nell'incredulità generale il Clan Rodriguez ha ricevuto col tappeto rosso i suoi sequestratori: la CIA e il Comando Militare USA sono entrati a Miraflores dalla porta principale dettando alla leadership venezuelana condizioni irricevibili e umilianti.
Da allora Delcy Rodriguez si è trasformata nella curatrice fallimentare di Washington degradando il Venezuela al rango di colonia degli USA, come una qualsiasi Repubblica delle Banane.
Ogni sovranità è stata cancellata. Tutte le immense risorse strategiche del Paese: il petrolio, il nichel, l'oro, l'argento, l'uranio sono state messe nelle mani di Trump.
Il controllo degli asset estrattivi nelle mani delle multinazionali a stelle e strisce: a dividersi la torta sono JP Morgan, Dalinar Energy e il fondo Amber Energy.
Ogni precedente accordo con Cina e Russia è diventato carta straccia. A Cuba, al Nicaragua e agli altri Paesi dell'ALBA non è più arrivata una sola goccia di petrolio.
L'ufficio di interessi USA gestisce apertamente il business dei medicinali mentre l'economia del Paese viene ormai regolata dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.
Le truppe nordamericane bivaccano liberamente per le strade di Caracas facendosi selfie con le bandiere a stelle e strisce dietro il grottesco paravento del simulacro militare "autorizzato" dal Governo.
Ogni decisione viene ormai presa da un ristrettissimo nucleo dirigente formato da Delcy Rodriguez e dal fratello Jorge, che è anche Presidente del Parlamento, esautorando di fatto ogni dibattito all'interno del PSUV e del Gran Polo Patriottico.
Più che una cultura clanica, un clan familiare al potere.
La deportazione di Alex Saab in un carcere USA ha creato un precedente inquietante scatenando il terrore nei vertici del chavismo. Tutti si chiedono: "Il prossimo chi sarà?"
D'altronde l'infame consegna dell'ex Ministro del Potere Popolare per l'Industria nelle mani dei suoi carnefici è solo l'ultima di una lunga serie di nefandezze che ha visto la rimozione di tutti i Ministri e i quadri delle Forze Armate leali a Hugo Chavez e Nicolas Maduro.
Ben 18 sono stati i Ministri purgati da Delcy su ordine diretto della CIA: dalla cubana Leticia Gomez, esautorata dalle sue funzioni e rispedita a Cuba a Padrino Lopez, il potente Ministro della Difesa da sempre figura di spicco del Chavismo.
E mentre le figure storiche della Rivoluzione Bolivariana venivano arrestate e cacciate dal Paese, al contempo migliaia e migliaia di criminali dell'estrema destra che si erano macchiati di crimini gravissimi contro la popolazione, venivano sistematicamente liberati dal carcere grazie all'amnistia firmata dalla Delfina di Trump.
Chi ha osato alzare timidamente la testa per denunciare la deriva liquidazionista della Gang collaborazionista dei Rodriguez come il deputato Mario Silva, l'intellettuale Luis Britto Garcia, il divulgatore chavista Michelo, è stato sistematicamente emarginato e minacciato dal cerchio magico della "Presidenta".
Negli scorsi giorni uno dei capi dei Colectivos che aveva lanciato un appello alla resistenza contro colei che occupa in maniera fraudolenta la poltrona che fu di Chavez e Maduro, è stato trovato assassinato.
La verità è che la Rivoluzione Bolivariana è stata disarticolata dall'interno dalla cricca rinnegata di Delcy Rodriguez e il Venezuela è stato trasformato in un protettorato USA.
Tutto il resto sono favole e autosuggestioni.
Il silenzio è complicità. Il collaborazionismo è viltà.
Se state zitti ora non indignatevi quando le stesse identiche cose le faranno Corina Machado e le destre filoUSA.