La Biblioteca del Casale

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06/05/2026
GIOVEDÌ 23 APRILE ALESSANDRO MARESCAregista, sceneggiatore, fotografo, ci racconterà storie di cinema, musica, letteratu...
16/04/2026

GIOVEDÌ 23 APRILE ALESSANDRO MARESCA
regista, sceneggiatore, fotografo, ci racconterà storie di cinema, musica, letteratura e di quartieri.
Un incontro speciale con un artista a tutto tondo.

08/04/2026

L'INCONTRO DI DOMANI CON IL PROF. PISANO È RIMANDATO AD ALTRA DATA PERCHÉ IL PROF. CI HA COMUNICATO LA PROPRIA INDISPONIBILITÀ PER CAUSE DI FORZA MAGGIORE. SI SCUSA CON PROFONDO RAMMARICO.

IL TRADIMENTOIncontro con Anna CantagalloMercoledì 1° aprile, presso la Biblioteca del Casale del CSAQ Casale Ceribelli ...
03/04/2026

IL TRADIMENTO
Incontro con Anna Cantagallo
Mercoledì 1° aprile, presso la Biblioteca del Casale del CSAQ Casale Ceribelli in Viale Pico della Mirandola 36, si è svolto un incontro che ha saputo coniugare riflessione, emozione e partecipazione autentica. Protagonista del pomeriggio è stata la scrittrice Anna Cantagallo, che ha guidato un numeroso e attento gruppo di amiche ed amici della Biblioteca in una conversazione intensa e coinvolgente sul tema del “tradimento”.

L’incontro ha preso avvio da un’immagine semplice ma profondamente evocativa disegnata sulla lavagna, una piramide, richiamando la nota struttura dei bisogni umani: la piramide di Maslow. Attraverso questo schema, si è aperta una riflessione sui diversi livelli del nostro vissuto quotidiano — dai bisogni fisiologici alla sicurezza, dall’appartenenza all’autostima — ponendo le basi per comprendere quanto le relazioni umane incidano sulla nostra identità e sul nostro equilibrio.

Da qui è nata spontaneamente una domanda centrale: quale tradimento ferisce di più? Quello dei familiari, dei partner o degli amici? Il dialogo, ricco di interventi e testimonianze personali, ha portato a una considerazione largamente condivisa: il tradimento più doloroso è quello dell’amico o dell’amica del cuore. Non si tratta semplicemente di una delusione, ma di una frattura profonda, perché colpisce un legame costruito sulla fiducia totale, sulla condivisione intima e su un senso di appartenenza reciproca.

È stata sottolineata anche la distinzione tra amici e semplici conoscenti: mentre questi ultimi difficilmente incidono in modo significativo sul nostro vissuto emotivo, i primi rappresentano una parte essenziale della nostra vita. Quando un rapporto così stretto si incrina, lascia una ferita difficile da rimarginare, spesso accompagnata da un senso di smarrimento e frustrazione.

Per rendere ancora più chiaro il funzionamento delle relazioni umane, la scrittrice ha proposto una metafora suggestiva: quella delle “bolle”. Ognuno di noi è al centro di molteplici bolle relazionali, ognuna delle quali rappresenta un gruppo di persone con cui condividiamo esperienze, ambienti o valori — famiglia, lavoro, amicizie, interessi. Queste bolle si organizzano in grappoli, creando una rete complessa di legami che definiscono la nostra esistenza. In questo intreccio di relazioni si colloca anche la nostra vulnerabilità: più un legame è significativo, più siamo esposti al rischio del tradimento.

Un altro spunto di riflessione particolarmente interessante ha riguardato la durata delle amicizie profonde. È stato proposto il concetto di un “tempo limite” simbolico — circa trent’anni — oltre il quale, anche i rapporti più solidi possono andare incontro a trasformazioni o, talvolta, a un naturale logoramento. Non come una regola rigida, ma come un invito a considerare la dinamicità delle relazioni e il loro inevitabile mutare nel tempo.

Le due ore trascorse insieme sono state caratterizzate da un dialogo aperto e sincero. Le ed i partecipanti hanno condiviso esperienze personali, racconti e aneddoti, contribuendo a creare un clima di fiducia e autenticità rare. È emerso con forza un principio comune: il tradimento, soprattutto quello che nasce all’interno di legami profondi, rappresenta una delle esperienze più destabilizzanti, ma al tempo stesso può diventare occasione di consapevolezza.

Il pomeriggio si è rivelata non solo piacevole, ma anche profondamente significativo. Ha offerto a tutte e tutti l’opportunità di riflettere su sé stessi e sugli altri, sul valore delle relazioni e sulla complessità dei sentimenti che le attraversano. In fondo, la lezione più preziosa che possiamo trarre è che siamo il risultato dei nostri rapporti: quelli passati e quelli presenti, quelli che ci hanno fatto crescere e quelli che ci hanno messo alla prova.

Un sentito ringraziamento alla dott.ssa Anna Cantagallo per averci donato un pomeriggio così ricco di spunti, emozioni e condivisione, e a tutti coloro che hanno partecipato rendendo questo incontro un’esperienza autenticamente umana.

Dialogo sul Tempo: un viaggio tra mente e universoSabato 21 marzo, presso il CSAQ Casale Ceribelli in Via Pico della Mir...
23/03/2026

Dialogo sul Tempo: un viaggio tra mente e universo

Sabato 21 marzo, presso il CSAQ Casale Ceribelli in Via Pico della Mirandola 36 a Roma, la Biblioteca del Casale ha ospitato un evento di grande fascino e profondità: “Dialogo sul Tempo, tra Psicologia e Fisica”.
Un incontro partecipato e coinvolgente, che ha visto una sala gremita di persone curiose e attente, immerse in un’atmosfera resa ancora più suggestiva dagli intermezzi musicali al sassofono di Filippo Verde.

Due sguardi, un unico mistero:
Protagonisti del dialogo sono stati il prof. Andrea Nicolas Colaninno, docente di diritto e psicologo e il prof. Giacomo Postumi, già docente di matematica, divulgatore di storie di Scienza e questioni scientifiche, due figure provenienti da ambiti diversi ma complementari.
Da un lato, la psicologia — attenta al modo in cui il tempo viene vissuto, percepito e interiorizzato dall’essere umano.
Dall’altro, la fisica — impegnata a comprendere il tempo come dimensione fondamentale dell’universo.
Un confronto raro e stimolante, capace di intrecciare scienza e esperienza, teoria e vissuto.

Il tempo della mente:
Il prof. Colaninno ha guidato il pubblico in un’esplorazione del tempo interiore, mostrando come la percezione temporale sia profondamente influenzata dagli stati psicologici.
Il tempo cambia volto a seconda di chi lo vive:
nell’ansia diventa controllo e allerta costante,
nell’ossessione si frammenta fino a paralizzare,
nella depressione si svuota, lasciando il futuro privo di significato.
Particolarmente suggestiva è stata la riflessione sulle diverse età della vita: mentre il giovane guarda soprattutto al futuro, l’anziano — vedendo restringersi l’orizzonte temporale — tende ad ampliare il peso del passato.
Non è mancato il riferimento alla dimensione culturale del tempo:
nelle società agricole prevale un tempo ciclico,
nelle società industriali occidentali domina un tempo lineare, orientato al progresso.
E ancora, il tempo soggettivo che si dilata in situazioni estreme — come un incidente o un evento traumatico — quando la mente accelera l’elaborazione delle informazioni.
Chronos e Kairos, il tempo dell’orologio e quello dell’anima:
Uno dei passaggi più apprezzati è stato il richiamo ai concetti di Chronos e Kairos:
Chronos è il tempo misurabile, quello degli orologi, Kairos è il tempo vissuto, fatto di qualità, relazioni e presenza.
È proprio il Kairos che diventa essenziale nelle relazioni umane, dove contano ascolto, empatia e autenticità.

Il tempo della scienza:
Il prof. Postumi ha accompagnato il pubblico nel mondo della fisica, mostrando come il tempo non sia un’entità assoluta ma relativa.
Attraverso esempi accessibili e dimostrazioni coinvolgenti, ha illustrato i principi della teoria della relatività di Albert Einstein, secondo cui il tempo varia in funzione della velocità, in relazione al campo gravitazionale.
Da qui, anche il curioso (ma scientificamente fondato) paradosso: chi vive a valle invecchia, seppur impercettibilmente, più lentamente rispetto a chi vive in montagna.
Un’idea sorprendente, che mette in discussione la nostra concezione intuitiva del tempo come qualcosa di universale e immutabile.
Un’esperienza condivisa:
L’incontro non è stato solo teorico: i relatori hanno coinvolto il pubblico in attività esperienziali, rendendo il dialogo ancora più vivo e partecipato.
Tra riflessioni filosofiche, richiami linguistici (passato, presente, futuro) e citazioni come quella di Zimbardo sul “paradosso del tempo”, il pubblico è stato guidato in un percorso capace di unire conoscenza e consapevolezza.

Un tempo che resta:
Due ore intense, trascorse quasi senza accorgersene — segno evidente di un tempo vissuto pienamente, un autentico Kairos condiviso.
Un sentito ringraziamento va al prof. Colaninno e al prof. Postumi per aver regalato alla comunità della Biblioteca del Casale un pomeriggio così ricco, stimolante e piacevole, con l’augurio di ritrovarci presto per nuovi incontri capaci di far dialogare saperi diversi e di accendere curiosità sempre nuove.

LA POTENZA DELL’ARTE DI REMBRANT, IL CARAVAGGIO FIAMMINGOIeri, 18 marzo, nella cornice della nostra Biblioteca del Casal...
20/03/2026

LA POTENZA DELL’ARTE DI REMBRANT, IL CARAVAGGIO FIAMMINGO

Ieri, 18 marzo, nella cornice della nostra Biblioteca del Casale del CSAQ Casale Ceribelli, il Prof. Ubaldo Mosiello, ha guidato le ed i presenti, che occupavano la sala in ogni ordine di posto, in un viaggio immersivo intitolato: “La potenza dell’arte di Rembrandt Harmenszoon van Rijn, il Caravaggio fiammingo”.
L’esposizione del Professore non è stata una semplice lezione accademica, ma una dotta e vibrante rappresentazione del legame profondo, quasi simbiotico, tra la maestria pittorica di Rembrandt e l’eredità rivoluzionaria di Caravaggio.
Attraverso l’ausilio di numerose slide, il Prof. Mosiello ha strutturato il suo intervento seguendo tre filoni narrativi che si intrecciano magistralmente:
Gli Autoritratti
Percorso temporale. Rembrandt è stato il cronista della propria vita: attraverso i suoi innumerevoli autoritratti, il pubblico ha potuto osservare la "scansione del tempo". Dalla giovinezza spavalda alla maturità segnata dal dolore e dalla vecchiaia, il volto di Rembrandt diventa il paesaggio stesso della condizione umana.
L'Eredità di Caravaggio: Luci e Contrasti
Filone puramente artistico che ha messo in luce il rapporto con il "Caravaggismo". Il Professore ha mostrato la transizione stilistica del maestro:
Le prime opere ancora distanti dallo stile di Caravaggio
Le tele che hanno assorbito pienamente lo stile del grande pittore italiano ed in particolare il chiaroscuro, dove i forti contrasti di luce e ombra non sono solo tecnica, ma sostanza spirituale.
Infine, l'analisi si è spostata sulle grandi categorie tematiche care a Rembrandt:
La Società e la Famiglia: i legami intimi e i ritratti collettivi.
Il Mito e la Religione: la reinterpretazione dei testi sacri in chiave profondamente umana.
Sentimenti e Passioni: la capacità di imprimere sulla tela moti dell'animo altrimenti invisibili.
Il vero valore aggiunto, oltre la capacità straordinaria di coinvolgere ogni volta, è la capacità del Prof. Mosiello di soffermarsi sui particolari impercettibili, renderli visibili, traducendoli e decriptandoli. Con estrema puntualità, ha svelato al pubblico l'equilibrio segreto delle composizioni: le forme dinamiche nascoste dietro un'apparente staticità e l’uso sapiente delle luci che guidano l’occhio dello spettatore.
"L'arte di Rembrandt non si guarda soltanto, si respira attraverso i suoi contrasti."
Durante la conferenza, l'analisi si è soffermata su tre pilastri della produzione del maestro fiammingo, che incarnano perfettamente il suo legame con il realismo e il chiaroscuro:
La Ronda di Notte (1642)
È l'opera che rompe gli schemi del ritratto collettivo. Rembrandt non dipinge una fila statica di soldati, ma cattura l'istante dinamico in cui la compagnia del Capitano Banning Cocq si mette in marcia. La luce, di chiara ispirazione caravaggesca, non illumina tutti allo stesso modo: colpisce selettivamente i protagonisti e una misteriosa bambina (simbolo della compagnia), creando un senso di profondità e caos organizzato che rivoluzionò la pittura del Seicento.
Lezione di anatomia del dottor Tulp (1632)
Qui Rembrandt trasforma una lezione scientifica in un dramma teatrale. La luce si concentra sul ca****re e sui volti attenti dei medici, ma l'elemento rivoluzionario è lo sguardo: non tutti guardano il corpo sezionato. Alcuni guardano l'osservatore, altri il libro di anatomia, creando una tensione intellettuale che unisce scienza e arte. È il trionfo della curiosità umana sulla morte.
La Sposa Ebrea (1665 circa)
Questa è forse l'opera più toccante tra quelle spiegate dal Prof. Mosiello, un vero inno alla tenerezza e alla protezione. Il gesto degli sposi è di una potenza emotiva straordinaria:
Lui pone con dolcezza una mano sul seno di lei, un gesto che esprime amore profondo e impegno solenne.
Lei risponde sfiorando quella mano e portando l'altra sul ventre, un richiamo simbolico alla fertilità e al desiderio di una numerosa prole. In questo intreccio di mani si legge tutto il senso della famiglia e della protezione: non è solo un ritratto, ma la rappresentazione visiva di un patto d'amore protetto da una luce calda e densa, quasi tattile.
La serata si è conclusa in un clima di grande entusiasmo. Il lungo e scrosciante applauso finale ha testimoniato il coinvolgimento delle e dei presenti, che hanno animato il dibattito con domande e richieste di approfondimento.
Il Prof. Mosiello, ha ricevuto caldi ringraziamenti, ed è stato ufficialmente invitato a tornare, non solo per la conferenza di maggio già in calendario, ma anche nella prossima stagione per altri preziosi incontri, a testimonianza di quanto ci sia desiderio di cultura e di analisi artistiche di così alto livello.

UN SABATO EMOZIONANTE CON GIUSEPPE DE RENZISabato 14 marzo presso la Biblioteca del CSQA Casale Ceribelli, ha avuto luog...
16/03/2026

UN SABATO EMOZIONANTE CON GIUSEPPE DE RENZI

Sabato 14 marzo presso la Biblioteca del CSQA Casale Ceribelli, ha avuto luogo la presentazione del romanzo da Giuseppe De Renzi "Un esilio brevissimo". È stato un pomeriggio insolito e coinvolgente, organizzato con un format originale che ha trasformato la presentazione di un libro, in una vera esperienza interpretativa condivisa ed arricchita dagli stimolanti interventi del poeta Ciro Cianni che ha dialogato con l'autore.

Abbiamo presentato Giuseppe De Renzi raccontando brevemente il suo percorso: medico di professione, ma anche scrittore e poeta per passione. Fin dall’inizio De Renzi ha scelto di non “spiegare” il romanzo in modo diretto. Con tono ironico e a tratti volutamente ermeneutico, ha dichiarato l’intenzione di far emergere lentamente i significati delle vicende narrate, coinvolgendo il pubblico nella scoperta.

Il titolo stesso, "Un esilio brevissimo", è stato presentato come una chiave enigmatica. L’autore ha invitato i presenti a interrogarsi sul senso dell’esilio: è davvero breve? E soprattutto, di quale esilio si tratta?

L'incontro è proseguito con la lettura di alcuni brani del romanzo che, dietro richiesta dell'autore, avevamo scelto “a intuito”. Questa modalità ha reso la narrazione frammentaria ma suggestiva, quasi come se il romanzo venisse ricostruito pezzo dopo pezzo attraverso indizi sparsi. Tra una lettura e l’altra, l’autore interveniva per sottolineare alcuni passaggi particolarmente significativi, suggerendo possibili chiavi interpretative senza mai offrirne una definitiva.

A rendere l’atmosfera ancora più particolare sono stati alcuni momenti musicali: lo stesso De Renzi ha eseguito alcuni brani al sax che hanno accompagnato la presentazione. Queste pause musicali hanno contribuito a creare un clima sospeso e quasi meditativo, in linea con il carattere enigmatico del romanzo.

Dal punto di vista narrativo, l’elemento più emblematico appare fin dall’incipit: il distacco del protagonista Bruno dalla sua vita originaria e dalla donna amata, Hanne. Il loro rapporto sembra attraversare una crisi profonda, confermata da una lettera di addio di lei nella quale però rimane una promessa: un giorno, in un tempo e in un luogo non precisati, i due si sarebbero potuti incontrare di nuovo.

La trama si sviluppa poi in modo volutamente complesso e a tratti spiazzante. Durante la presentazione, l’autore ha spesso chiamato in causa il pubblico chiedendo interpretazioni o intuizioni. Non sempre si riusciva a trovare una risposta convincente, ma proprio questa difficoltà sembrava far parte del gioco narrativo proposto da De Renzi.

Il finale del romanzo, come raccontato dall’autore e confermato dai brani letti, lascia molti interrogativi. Bruno riceve una lettera scritta da un certo Michel, nella quale si legge: “Hanne ha deciso di non tornare più. Il tuo compito è finito. Sei libero di decidere di te come meglio credi”.

Questa conclusione chiude apparentemente il cerchio, ma allo stesso tempo apre nuovi livelli di interpretazione. Ascoltando la presentazione e seguendo i frammenti della storia, si ha l’impressione che sotto la trama realistica si nasconda una struttura simbolica più profonda. Il distacco, la missione compiuta, il messaggio finale affidato a un intermediario: tutto questo sembra evocare un disegno quasi metafisico.

Ma questa è una delle letture possibili, quella allegorica, quella di una sorta di schema “celeste”, popolato da figure che ricordano angeli o arcangeli inviati sulla terra per svolgere un compito. In questa prospettiva Bruno potrebbe essere un messaggero o un emissario chiamato a compiere una missione, e il suo “esilio” sulla terra non sarebbe altro che una parentesi temporanea, appunto brevissima.

Naturalmente questa, va sottolineato, è solo una delle possibili interpretazioni. Ed è forse proprio questo il fascino del romanzo di De Renzi: lasciare il lettore sospeso tra realtà e simbolo, tra psicologia e metafisica.

La serata alla Biblioteca del Casale si è così trasformata in molto più di una presentazione letteraria: è stata una conversazione collettiva sul senso delle storie, sull’interpretazione e sul mistero che talvolta si nasconde dentro le parole.

Un sincero ringraziamento ai carissimi amici della Biblioteca: l'autore Giuseppe De Renzi che ci ha regalato un pomeriggio coinvolgente ed emozionante ed il poeta Ciro Cianni promotore dell'evento.

Indirizzo

Viale Pico Della Mirandola 36
Rome
00147

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