Fronte Unitario di Resistenza

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20/05/2026

BUON COMPLEANNO CAPITANO
Se dici caparbietà dici Angelo Giorgianni. Scegli sempre con fermezza da che parte stare, per questo batterti e, a questo destinare la tua vita. Sei il mio migliore amico, il mio confidente, il mio faro sempre acceso, quel porto sicuro dove approdare. Un’instancabile condottiero che non si arrende di fronte a nulla, questo sei. A te che vedi sempre il buono negli occhi della gente, a te che sogni un mondo con splendidi colori, a te che ti emozioni con il cuore di un bambino, a te, compagno di ardue e splendide avventure auguro un felice buon compleanno. Ti voglio bene ❤️
Enza Falzone

18/05/2026

di Angelo Giorgianni In questa Regione l’Autonomia non una reliquia storica da esibire nelle cerimonie ufficiali, ma uno strumento concreto di potere, sviluppo e tutela del territorio Il Senato della Repubblica ha approvato il rafforzamento dello Statuto Speciale del Trentino Alto-Adige/Südtirol....

14/05/2026

HANTAVIRUS: STIAMO ASSISTENDO AI PRIMI SEGNALI DI UNA NUOVA PANDEMIA GLOBALE?

Ci risiamo.
Basta la comparsa di un nuovo virus. Pochi casi.Alcuni morti. Titoli allarmistici.
L’OMS che monitora.I media internazionali che parlano di “possibile trasmissione uomo-uomo”.

Ed il trauma del Covid riaffiora immediatamente nella mente collettiva mondiale.
Perché il Covid non è stato soltanto una pandemia.
È stato un gigantesco shock psicologico, politico e sociale.
Ha cambiato per sempre il rapporto tra cittadini, governi, informazione, scienza e libertà.

Ed è per questo che oggi il caso Hantavirus viene osservato con paura crescente.
Una nave scientifica isolata nell’Atlantico. Passeggeri colpiti da un virus raro. Morti improvvise. Evacuazioni. Monitoraggi internazionali.
Esperti che parlano apertamente del virus Andes, l’unico Hantavirus che secondo OMS e CDC avrebbe mostrato in alcuni casi documentati una limitata trasmissione interumana.

E milioni di persone nel mondo si pongono la stessa domanda:
“Sta ricominciando tutto?”
Ma il vero problema oggi non è soltanto sanitario.

È la gigantesca crisi di fiducia lasciata dal Covid. Milioni di cittadini non dimenticano:
▪️ lockdown;
▪️ Green Pass;
▪️ attività distrutte;
▪️ lavoratori sospesi;
▪️ bambini isolati;
▪️ anziani lasciati morire soli;
▪️ censura del dissenso;
▪️ esperti trasformati in autorità indiscutibili;
▪️ contratti opachi;
▪️ restrizioni senza precedenti.
Ed è proprio questa memoria collettiva a rendere oggi ogni nuova emergenza sanitaria una potenziale miccia geopolitica globale.

Perché esiste un tema enorme che per anni è stato quasi proibito discutere:
i biolaboratori e la ricerca “dual use”. Gli Hantavirus vengono realmente studiati da decenni in laboratori ad alta sicurezza biologica. Fort Detrick. USAMRIID. Laboratori BSL-3 e BSL-4.

Non è complottismo. È realtà documentata.
Il problema è che “dual use” significa: uso sanitario e civile.
Ma anche potenziale utilizzo strategico o militare.
Ed è qui che esplode il fronte geopolitico più delicato.

Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, la Russia ha accusato pubblicamente gli Stati Uniti di finanziare laboratori biologici sul territorio ucraino attraverso la Defense Threat Reduction Agency (DTRA).
Le accuse furono rilanciate dal generale Igor Kirillov, comandante delle Forze di Difesa Nucleare, Biologica e Chimica della Federazione Russa.
Secondo Mosca:
▪️ alcuni laboratori ucraini avrebbero sviluppato programmi “dual use”;
▪️ sarebbero stati studiati coronavirus, Hantavirus e febbri emorragiche;
▪️ il progetto denominato “UP-8” avrebbe incluso ricerche su virus Crimea-Congo e Hantavirus.
Le denunce russe furono portate:
▪️ al Consiglio di Sicurezza ONU;
▪️ nell’ambito della Convenzione sulle Armi Biologiche;
▪️ in briefing ufficiali del Ministero della Difesa russo.

Attenzione però ad un punto fondamentale: ad oggi NON esistono prove pubbliche verificate che colleghino l’attuale focolaio Hantavirus a programmi offensivi o manipolazioni deliberate.

ONU, Stati Uniti, Ucraina e numerosi osservatori occidentali hanno respinto le accuse russe sostenendo che quei laboratori svolgessero attività di:
▪️ salute pubblica;
▪️ sorveglianza epidemiologica;
▪️ prevenzione biologica.
Ma il problema resta aperto.

Perché i biolaboratori esistono davvero. Perché i programmi biodefensivi esistono davvero. Perché la ricerca “dual use” esiste davvero. E perché il confine tra difesa sanitaria e potenziale utilizzo strategico può diventare estremamente sottile.

Ed il Covid ha distrutto definitivamente il principio della fiducia cieca.
Per anni chi parlava di:
▪️ fuga da laboratorio;
▪️ gain of function;
▪️ implicazioni geopolitiche della ricerca biologica;
veniva accusato di diffondere disinformazione.
Poi commissioni parlamentari, documenti ufficiali e rapporti internazionali hanno riaperto il dibattito mondiale, svelando vecchie verità, in passato bollate come disinformazione.

Ed oggi il mondo guarda ogni nuova emergenza sanitaria con occhi completamente diversi.
La vera domanda infatti non è soltanto:
“L’Hantavirus potrebbe diventare una pandemia?”
La vera domanda è:
“Come reagirebbero oggi le società occidentali davanti a nuovi lockdown, nuove restrizioni e nuove emergenze permanenti?”

Perché un popolo terrorizzato normalmente accetta limitazioni che diversamente rifiuterebbe.
Una società impaurita smette di fare domande. Un cittadino spaventato rinuncia più facilmente alle proprie libertà. Ma dal Covid in poi questo potrebbe non essere essere scontato, quantomeno per coloro che hanno pagato la fiducia incondizionata nei vaccini e per coloro che dubitando sull’utilità dei vaccini si sono sottratti, verificando successivamente la fondatezza delle loro perplessità.

Ed è per questo che oggi servirebbero:
▪️ trasparenza totale;
▪️ pluralismo scientifico;
▪️ accesso ai dati;
▪️ dibattito libero;
▪️ verifiche indipendenti;
▪️ responsabilità politica.
Diversamente la resistenza civile registrata durante la pandemia Covid19 potrebbe evolvere in forme più incisive di protesta con pericoli per l’ordine pubblico, certamente non sottovalutatili dalle Istituzioni.
Perché il rischio più grande del mondo post-Covid potrebbe non essere soltanto sanitario. Potrebbe essere democratico.

📌 Se vuoi approfondire questo tema leggi il mio articolo completo: https://www.thehour.info/hantavirus-il-mondo-sta-per-rivivere-lincubo-del-covid-o-siamo-davanti-a-una-nuova-stagione-della-paura-globale/

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13/05/2026

PALERMO E IL RITORNO DELLE ARMI: QUANDO IL SILENZIO DELLA MAFIA FINISCE

Palermo torna a sentire il rumore degli spari.
E ogni volta che accade, la domanda che tutti si pongono è sempre la stessa: sta tornando la guerra di mafia?
Forse no.
Ma sarebbe ancora più grave fingere che non stia succedendo nulla.

Perché la mafia non uccide sempre.
La mafia uccide quando gli equilibri si rompono.
Quando le famiglie si spartiscono il territorio, gli affari, la droga, gli appalti e il potere, la violenza diminuisce. Non perché la mafia sia scomparsa, ma perché controlla tutto senza bisogno di sparare.
È la mafia silenziosa.
Quella che si infiltra nell’economia, che condiziona territori, che costruisce relazioni, che muove denaro e potere senza fare rumore.

La mafia preferisce il silenzio.
Perché il silenzio protegge gli affari.
Per questo motivo il ritorno di omicidi e sparatorie non può essere liquidato come semplice criminalità comune.
Quando ricompaiono le armi, significa quasi sempre che qualcosa si sta muovendo negli equilibri criminali.

Dietro gli spari spesso c’è il controllo delle piazze di spaccio.
La droga oggi rappresenta uno dei principali centri di potere economico nei quartieri popolari. Dove girano milioni di euro, saltano facilmente gli accordi, nascono nuovi gruppi, si sfidano vecchie leadership e torna la violenza.

Ma c’è un altro problema ancora più profondo.
Palermo vive una crisi sociale enorme: povertà, disoccupazione giovanile, dispersione scolastica, quartieri abbandonati, assenza dello Stato, perdita di speranza.
E quando lo Stato arretra, qualcun altro occupa quel vuoto.

Molti giovani crescono senza prospettive e finiscono per vedere nel potere criminale l’unica strada per contare qualcosa, guadagnare denaro o ottenere rispetto.
È qui che nasce il vero pericolo.

Perché la mafia non si combatte soltanto con gli arresti.
Si combatte con lavoro, scuola, cultura, presenza dello Stato e dignità sociale.

Palermo ha già pagato un prezzo immenso nella lotta alla mafia.
Ma oggi il rischio più grande è l’assuefazione.
L’idea che tutto questo sia normale.
Che gli spari facciano parte del paesaggio.
Che il degrado sia inevitabile.
No. Non è normale.

Ed è proprio quando la società smette di indignarsi che la mafia torna davvero forte.

Per chi volesse approfondire l’argomento può leggere il mio articolo: https://www.thehour.info/palermo-il-ritorno-delle-armi-e-il-silenzio-che-precede-le-tempeste/

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05/05/2026

ASSEMBLEA SOCIALE INDIPENDENTISTA PUBBLICA

VENERDÌ 8 MAGGIO
ORE 20:30
PIAZZA MUNICIPIO – NICOLOSI (CT)

Un momento di confronto reale, senza filtri e senza padroni.

INCONTRIAMO
Angelo Giorgianni

Parleremo di Indipendenza, sovranità e del futuro della nostra terra.
Non un comizio. Non una passerella.
Ma un’assemblea viva, dove le idee si scontrano e si costruiscono.

✊ LA SICILIA NON SI OSSERVA. SI DIFENDE.

🎤 Interventi a microfono aperto
🎥 Seguirà diretta Facebook

05/05/2026

di Angelo Giorgianni La percentuale proteica del grano duro, da sola, non rappresenta la qualità ma è solo funzionale agli interessi dell'industria molitoria e pastaria C’è una contraddizione che non può più essere elusa. La Sicilia continua a produrre grano duro di qualità, ma il sistema ch...

04/05/2026

di Giulio Ambrosetti Un post da leggere e sul quale riflettere Abbiamo scritto di Angelo Giorgianni candidato alla presidenza della Regione siciliana (qui il nostro articolo). Oggi torniamo sull'argomento. Per due motivi. In primo luogo perché riteniamo molto importante un post scritto dallo stesso...

01/05/2026

1° MAGGIO IN SICILIA: CHE LAVORO FESTEGGIAMO, SE I NOSTRI FIGLI SONO COSTRETTI A PARTIRE?

Oggi è la festa del lavoro.
Ma in Sicilia c’è poco da festeggiare.

Perché qui il lavoro manca.
E quando manca il lavoro… manca il futuro.

C’è una scena che si ripete ogni giorno, in silenzio.

File negli aeroporti.
Valigie leggere.
Sguardi pieni di dolore.

Non sono viaggi.
Sono distacchi.

Non sono partenze.
Sono addii.

Non sono turisti.
Sono i nostri figli.

E non partono per scelta.
Partono perché qui, troppo spesso, non esiste alternativa.

Per anni ci hanno raccontato che era mobilità.
Che era crescita.
Che era opportunità.

Ma questa non è mobilità.
Questa è emorragia.

Un’intera generazione che se ne va.
E una terra che resta sempre più vuota.

E mentre i giovani partono,
ci hanno fatto credere a un’altra menzogna:

👉 che la Sicilia sia povera.

No.

👉 La Sicilia non è povera. È stata resa povera.

Ricca di energia.
Ricca di risorse.
Ricca di intelligenze.
Ricca di una posizione unica al mondo.

E allora perché si svuota?

Perché chi doveva difenderla…
l’ha tradita.

Hanno tradito lo Statuto.
Hanno tradito l’autonomia.
Hanno lasciato inutilizzate le leve che potevano creare lavoro vero.

Quello Statuto non era carta.
Era futuro.

Ma non è stato applicato.
È stato svuotato.
È stato dimenticato.

E mentre lo dimenticavano,
dimenticavano anche i nostri giovani.

Ogni ragazzo che parte
non è solo una partenza.

È un pezzo di Sicilia che se ne va.
È un investimento perso.
È una speranza che si spegne.

E la ferita più grande è questa:

👉 quando un popolo smette di credere in sé stesso.

Ma questo non è destino.
È il risultato di scelte.

E ciò che è stato scelto…
può essere cambiato.

Adesso basta analisi.
Adesso basta rassegnazione.

👉 È il tempo della coscienza.
👉 È il tempo della responsabilità.
👉 È il tempo della mobilitazione.

Non rabbia sterile.
Non parole vuote.

Ma un risveglio vero.
Collettivo.
Profondo.

Dobbiamo pretendere che questa terra venga governata nell’interesse dei siciliani.
Dobbiamo pretendere che lo Statuto venga applicato davvero.
Dobbiamo riprenderci il diritto di costruire qui il nostro futuro.

Perché il punto non è impedire di partire.
Il punto è tornare ad avere la libertà di restare.

E oggi questa libertà non esiste.

Se non reagiamo ora,
non resterà più nulla.

Ma se ci svegliamo, insieme,
la Sicilia può tornare a essere ciò che è sempre stata:

👉 una terra ricca, forte, centrale.
una potenza nel cuore del Mediterraneo.



🔥 Se anche tu pensi che non ci sia nulla da festeggiare finché i nostri giovani sono costretti ad andare via, condividi.

📲 Fai sentire la tua voce.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere il mio articolo: *Giovani in fuga: la Sicilia che espelle il futuro*
Quello che avviene nella nostra Isola non è un segno di modernità: è una perdita. La frattura tra formazione e occupazione spinge le giovani generazioni siciliane ad emigrare
https://www.thehour.info/giovani-in-fuga-la-sicilia-che-espelle-il-futuro/



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27/04/2026

I FINTI SPIRITUALI: QUANDO TI TRADISCONO E POI TI DANNO LA COLPA

Ci sono persone che non ti feriscono apertamente.
Ti parlano di luce mentre ti tolgono verità e ti tradiscono.

Le riconosci dopo. Purtroppo sempre dopo.

All’inizio sembrano “elevate”.
Parole giuste, tono calmo, messaggi profondi, manifestazioni di affetto .
Consapevolezza. Energia. Evoluzione.

Poi accade qualcosa.
Non un errore qualsiasi — un tradimento.
Una mancanza di lealtà. Una doppia faccia.

E quando lo vedi… quando finalmente lo nomini…
non trovi responsabilità.

Trovi un copione.

“Sei tu che non hai capito.”
“Stai giudicando.”
“Sei un narcisista”
“Devi lavorare su te stesso.”

Ed è lì che capisci tutto.

Non è spiritualità.
È manipolazione con parole eleganti o lacrimevoli.

Perché chi è vero, quando sbaglia, si ferma.
Non si giustifica. Non ribalta. Non delegittima. Non recita.

Chi è finto, invece, non può permetterselo.
Perché perdere la maschera significherebbe perdere tutto.

E allora fa una cosa precisa:
trasforma la realtà in una tua colpa, dimenticandosi delle prove a suo carico.

Il suo tradimento diventa una tua “percezione”.
La sua incoerenza diventa una tua “ferita”.
La sua fuga diventa la tua “non evoluzione”.

È un gioco sporco.
E funziona… finché non lo vedi.

Oggi non è solo una questione di social o di politica.
È un modo di stare al mondo che si è diffuso ovunque.

Persone che usano la spiritualità non per crescere,
ma per evitare di rispondere.
Per non assumersi nulla.
Per non guardarsi davvero.

Non cercano la verità.
Cercano una versione di sé che non debba mai cambiare.

E quando la realtà li mette davanti a ciò che sono…
non si fermano.

Provano a spostare su di te le loro responsabilità.

La verità, invece, è molto meno affascinante:
la crescita vera non si racconta — si paga.

E chi usa la spiritualità per evitare la responsabilità
non sta evolvendo.
Sta solo diventando più abile a nascondersi.

Quando ti trovi davanti qualcuno che, scoperto, prova a ribaltarti addosso tutto…
non perdere tempo a convincerlo.

Non è lì per capire.
È lì per salvarsi.

E lo farà anche a costo di negare la realtà. ( Bocca della Verità)

📌 Se anche tu hai visto questo schema almeno una volta nella tua vita, condividi questo post.
Più persone lo riconoscono, meno potere avranno questi giochi.

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21/01/2026

Quando lo Stato ha paura dei trattori, mette il codice penale davanti alla democrazia

Non chiamatelo “sicurezza”.
Chiamatelo per quello che è: paura del dissenso.

Un governo che tenta di criminalizzare le manifestazioni non violente non sta difendendo l’ordine pubblico. Sta difendendo sé stesso. Perché una protesta che disturba, che blocca, che rende visibile un problema funziona. E quando funziona, fa paura.

Punire penalmente i blocchi stradali e la cosiddetta “resistenza passiva” significa colpire il cuore del diritto di manifestare. Significa dire ai cittadini: protestate pure, ma solo se non incidete, non intralciate, non costringete la politica a rispondere. In altre parole: protestate in silenzio.

La verità è semplice e scomoda: l’“urgenza” sbandierata serve a prevenire le proteste degli agricoltori, i trattori, i blocchi che mettono in crisi narrazioni e scelte sbagliate. Non c’è emergenza di sicurezza. C’è emergenza di consenso.

E attenzione: oggi tocca agli agricoltori. Domani a chiunque osi organizzarsi in modo efficace. La Corte europea dei diritti dell’uomo lo dice da anni: la protesta pacifica tutela anche ciò che disturba. Senza disturbo non c’è democrazia, c’è solo obbedienza.

Una democrazia forte tollera il conflitto sociale.
Una democrazia debole lo reprime.

Se accettiamo che il dissenso non violento diventi reato, stiamo consegnando la politica alla paura e il diritto al controllo. E quando la sicurezza diventa un’ideologia, la libertà paga sempre il conto.

Chi volesse approfondire l’argomento può leggere il mio articolo: https://www.thehour.info/decreto-sicurezza-il-governo-meloni-prova-a-fermare-le-proteste-criminalizzando-il-dissenso/

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