Comitato Buona Destra Diritti Civili e Libertà Individuali

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Comitato Buona Destra Diritti Civili e Libertà Individuali La politica o è coraggio o non è.

La nostra Buona Destra potrà avere un ruolo fondamentale nella scrittura del futuro italiano solo se avrà il coraggio di scelte nette, nel dire chiaramente che una storia è finita e un’altra sta per iniziare.

08/08/2021
30/06/2021

Dopo anni di accesi dibattiti e discussione parlamentare, una delle principali promesse elettorali del presidente francese diventa legge

01/06/2021

Le priorità in questo paese sono sempre altre e finisce che puntualmente ci si trovi in affanno nel cercare di tutelare le eccellenze che siamo in grado di coltivare.

La gestione del diritto alla cittadinanza per quei ragazzi che pur provenendo da famiglie straniere sono diventati nei fatti italiani è questione divisiva e la politica preferisce decidere di non decidere.

Non sarebbe forse il caso che il dibattito politico riprendesse nel merito la questione per discutere di soluzioni praticabili e utili?

(Da Corriere Torino —-> https://bit.ly/2S1kg9p)

La tristezza di un titolo. Evidentemente scrivere “parla l’uomo aggredito...” risultava meno accattivante per la corsa a...
31/05/2021

La tristezza di un titolo. Evidentemente scrivere “parla l’uomo aggredito...” risultava meno accattivante per la corsa al click e si è ritenuto necessario etichettare.

17/05/2021

17 maggio - Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia

17/05/2021

Il 17 maggio 1981 gli italiani respinsero i due referendum abrogativi che volevano modificare la legge 194, approvata il 22 maggio 1978.

Sono passati 40 anni ma in Italia in buona parte della popolazione resta l’incapacità di accettare il riconoscimento del diritto delle donne all’interruzione volontaria della gravidanza in una struttura pubblica. Fu una battaglia di civiltà condotta da tante donne, che si opposero sia al referendum dei radicali, che voleva estendere la possibilità di abortire nelle strutture private, sia a quello dei movimenti pro vita, che proponevano l’abrogazione della legge 194. Una battaglia fatta quartiere per quartiere, con le donne in prima linea per affermare il diritto di poter scegliere, libere da condizionamenti ideologici, culturali, politici e partitici. E libere di non morire per gli aborti clandestini in ambienti non adeguati e non protetti.

40 anni dopo ancora spesso ci troviamo di fronte alla difficoltà dell’applicazione di quella legge, soprattutto per le resistenze culturali di medici obiettori e di interferenze anche all’interno degli ospedali pubblici di associazioni e movimenti antiabortisti. Ma la 194 è una legge che dà alle donne il diritto di scegliere se abortire in sicurezza in una struttura pubblica o se portare a termine la gravidanza. E va rispettata, come va rispettata la libertà di scelta di ogni donna.

I senza-fissa-dimora sono i soggetti a cui è negato il diritto alla residenza, alla salute, al voto. Sono i soprammobil...
06/05/2021

I senza-fissa-dimora sono i soggetti a cui è negato il diritto alla residenza, alla salute, al voto. Sono i soprammobili della strada, coperti di polvere e di indifferenza. Sono considerati fastidiosi e pericolosi da molti cittadini, oltre che un rilevante problema collegato al decoro urbano, da diverse amministrazioni comunali.

La risoluzione del problema spesso è affrontata con provvedimenti irrisori e dannosi, che semplicemente spostano la collocazione dello stesso da un punto all'altro delle città.

Abbiamo già assistito alla forza muscolare messa in campo contro i senza tetto: masserizie e coperte (perfino quelle distribuite dai volontari) finite in discarica, allo scopo di sgomberare le vie del centro di differenti città italiane. Emblematico l'episodio accaduto a Torino, pochissimi giorni fa, che ha visto il posizionamento di alcuni ostacoli in cemento, atti ad impedire l'insediamento dei clochard e pensati ad hoc da una compagnia finanziaria, proprietaria dei muri sotto ai portici di uno dei lati della strada che parte da Piazza Statuto. Il tutto col beneplacito dei residenti e dei commercianti e dell'amministrazione comunale.

Purtroppo stamani si aggiunge ancora un ulteriore tassello nella prospettiva della lotta determinata al fenomeno dei senza fissa dimora. Sempre a Torino, la Curia di Via Torre, a due passi dal Parco Dora ha chiuso i cancelli per arginare i clochard definiti irriducibili, che si erano accampati intorno al complesso del Santo Volto.

“Nonostante siano stati offerti aiuti per sistemazioni verso dormitori, i senza tetto di sono rifiutati di allontanarsi” questa la pseudo spiegazione portata a sostegno della scelta adottata.

Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana di Torino, nello scorso ottobre ha ricordato che da quattro anni la Chiesa torinese ha stabilito un protocollo di collaborazione al fine della tutela della salute dei senza tetto, mettendo a disposizione ambienti adeguati a realizzare dormitori. Lo stesso direttore ha dato particolare risalto al patto di solida sinergia tra Chiesa e Comune. Il patto prevede, infatti, una collaborazione intensa tra Chiesa locale e amministrazione pubblica che, valutati i singoli casi e la disponibilità in diocesi, invia gli ospiti sulla base delle richieste fatte. Evolutosi durante la pandemia, il piano include la cooperazione delle cooperative sociali ed il volontariato, unità mobili, servizi educativi, residenza fittizia ed assistenza sanitaria. Un patto che non si basa solo sull'accoglienza, ma anche sulla autonomia, dando ampio spazio all'inclusione sociale. Avvicina i senza tetto al mondo del lavoro e mette a disposizione degli stessi l'uso di alcuni alloggi, concessi dalla diocesi, che possono condividere fra loro, al fine di garantire la possibilità di vivere in condizioni che abbiano una parvenza di normalità.

Ci chiediamo allora come sia possibile arrivare a scelte drastiche come quelle in precedenza descritte, pur tenendo ben presente la resistenza che i senza tetto possono opporre all'idea di abbandonare la strada, per essere collocati presso strutture idonee ed appositamente predisposte.

Teniamo, inoltre, ben a cuore il decoro cittadino, ma ci risulta davvero incomprensibile l'uso della forza nei confronti di quelle persone con rotture evidenti e forti fragilità emotive, oltre che psichiche.

Bisognerebbe puntare sulla costruzione di relazioni di fiducia tra gli operatori ed i bisognosi di aiuto. I clochard che hanno problemi di alcol e droga dovrebbero essere avviati verso cammini di riabilitazione, e tutti fra loro dovrebbero essere trattati come persone che hanno ancora una dignità, nonostante gli stessi la identifichino nella strada. Siamo sicuri che il senso di identificazione nasca da una consapevolezza, piuttosto che dalla disperazione derivante dal senso di abbandono che prende il sopravvento sui desideri reali?

Lo spirito religioso della Curia dovrebbe avere il sopravvento, anche davanti a disagi evidenti derivanti da corpi sparsi sul cemento che sporcano e imbrattano.

I senza tetto andrebbero seguiti non solo da associazioni di volontariato, ma da specialisti preparati e competenti, pagati con soldi derivanti da un corretto utilizzo delle risorse previste welfare state. Risorse programmate in modo accurato, che non prevedano inutili sprechi, ma atte fornire assistenza continua e specifica sul posto. Quell'assistenza che arricchisce e non mortifica, che non si esplica solo attraverso la carità, che restituisca ai senza tetto la possibilità di riappropriarsi della propria dignità.

Per chi se lo fosse perso.Standing Ovation!
02/05/2021

Per chi se lo fosse perso.

Standing Ovation!

Discorso Fedez al concerto del primo Maggio 2021 contro la lega

‼️MANIPOLAZIONE E FAKE NEWS/2‼️Con l'avvento dei social network, a livello mondiale, la politica ha cercato e continua a...
28/04/2021

‼️MANIPOLAZIONE E FAKE NEWS/2‼️

Con l'avvento dei social network, a livello mondiale, la politica ha cercato e continua a cercare una partecipazione attiva da parte degli aderenti, che contribuisca alla creazione di un modello di audience attivo. Il modello incorpora le relazioni tra individuo ed ideologie, in modo da far sentire il cittadino parte integrante del sistema, non essendo egli stesso consapevole o, comunque, non del tutto, che quel sistema è parziale e costruito appositamente per veicolare i messaggi prescelti.

Anche all'interno della sfera politica, una persona che condivide online notizie false, non lo fa tanto per il contenuto delle stesse, ma più per dimostrare la propria appartenenza ad un determinato gruppo in quanto è in cerca di una propria identificazione all'interno di quel gruppo.

Sorge così la cosiddetta polarizzazione di quella parte di popolazione che è propensa a leggere solo notizie che confermano le proprie idee e che si rifiuta di porgere l'attenzione a notizie differenti, che comunque sono proposte dall'ambiente digitale, ma ritenute non degne di cura.

L'esposizione alle notizia false altera la realtà del lettore, specie se le stesse vengono messe in circolazione ad opera di un forte influencer o di un politico di riferimento a cui l'elettore concede fiducia in maniera acritica. La parola del leader, il suo messaggio, può veicolare ed eventualmente modificare la visione che il singolo individuo ha del mondo. Le notizie false di contenuto politico fatte circolare volontariamente sul web, sono progettate per diventare virali, per cavalcare paranoie e pregiudizi già presenti in società, in modo da cercare di aumentare il consenso politico e la base dei votanti.

La propaganda politica online condiziona l'elettorato, allo scopo di mantenere su di esso il potere del controllo. I sistemi tecnologici come la fabbrica di “troll”, sono mezzi efficaci per inondare l'opinione pubblica di notizie false, impiegate appositamente per influenzare il risultato delle elezioni.

Esistono, inoltre, tecniche molto avanzate, mediante le quali i politici riescono ad offrire un messaggio differente per ognuno, un messaggio adatto a solleticare il singolo e le sue paure che alimenti i suoi bias e la sua ideologia. Attraverso l'utilizzo della microtargeting, che prevede la profilazione dei dati, la suddivisione degli utenti in gruppi omogenei scelti medianti algoritmi sofisticati, il politico può personalizzare le fake news e riuscire a dire una cosa ad un gruppo ed un'altra a un altro gruppo di elettori, allo scopo di ottenere sempre più voti. L'elettore vede solo il suo messaggio e non quello diretto agli altri, e quindi non è informato su ciò che succede intorno a lui. Naturalmente, questo costituisce un vero e proprio pericolo per la democrazia, oltre che costituire un grave problema etico, dato l'uso da parte della politica, dei dati dei cittadini.

Ritornando al panorama politico italiano, l'uso delle notizie false sparse volutamente in rete, è ampiamente messo in atto da determinati leaders, che senza alcun ritegno o pudore, usano il carisma di cui godono nei confronti dei propri elettori, per pilotarli verso percorsi precedentemente studiati.

D'altro canto sono gli stessi elettori che si mostrano negligenti e sono maggiormente manovrabili rispetto ad altri, per i motivi spiegati in precedenza.

In particolar modo, si può osservare come negli anni, certe forze populiste e sovraniste abbiano fatto uso abbondante di tecniche di condizionamento indiretto nelle loro perenni campagne elettorali, basate solo contro qualcosa e mai verso lo sviluppo di un progetto costruttivo in grado di offrire un'immagine di cosa potrebbe essere il Paese nei decenni a ve**re.

I manipolatori di fake news possono agire su un numero elevato di persone molto fragili, sole e prive di riferimento, le quali non solo vengono influenzate, ma suggestionate al punto da cambiare modi e comportamenti.
La manipolazione mediatica che usa notizie false come mezzo di persuasione, non è razionale ma emotiva, nel senso che non si basa sulla veridicità delle notizie, ma sulle emozioni che le stesse scaturiscono.

Il popolo non dovrebbe aderire alla propaganda politica con l'amore che corrisponde al tifo da stadio. La fede calcistica può essere assoluta, l'amore per un determinato leader politico, non dovrebbe. Prendere per oro colato qualsiasi cosa la politica propini, senza sentirsi in dovere di approfondire, non va bene. Bisogna avere il dovere di sentirsi umili e di informarsi; il mondo di internet può essere un'arma a doppio taglio. Una biblioteca infinita dove si possono trovare argomentazioni sufficienti a sostenere tutto ed il contrario di tutto. Non è concepibile farsi prendere in giro, specie se il proprio futuro, la propria legge, la propria percezione della realtà sono compromessi.

🔴 Salvaguardarsi dalla manipolazione si può. Il primo passo è quello di prendere coscienza di questo meccanismo perverso. L'autonomia, l'indipendenza e la fiducia in se stessi sono elementi essenziali nell'approccio alla manipolazione. Sviluppando queste abilità,potrà dive**re più facile riconoscere le intenzioni reali di chi cerca di stimolare paura, giudizio, critiche o colpe.

🔴 Essere liberi dalla manipolazione significa fare scelte ogni giorno che vadano nella direzione del benessere personale.
Imparare a fare uso corretto del digitale nel comprendere che la rete non veste i panni della verità assoluta, consente di verificare le fonti, per evitare che le informazioni sbagliate possano indurre a prendere decisioni sbagliate, che alimentano sentimenti negativi, che a loro volta indurranno ad azioni irrazionali.

🔴 Imparare a farsi delle domande, ad avere dubbi ed incertezze nei riguardi di chi prova a pilotare le scelte personali e soprattutto non pensare di essere intelligenti al punto da credere di non essere manipolabili, perché questo potrebbe contribuire a creare bersagli perfetti.

‼️ Per concluderla con Orwell, per riappropriarci del nostro futuro “riuscire a vedere ciò che accade sotto al nostro naso, richiede impegno costante”.‼️

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