Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8

Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8 Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Laboratorio per l'Alternativa - Municipio 8, Organizzazione politica, Via Benedetto Croce 50, Rome.

Pagina di una rete di persone antifasciste attive sul territorio dell'Ottavo Municipo di Roma per la costruzione di uno spazio politico per l'alternativa allo stato di cose presente, pensando globalmente ed agendo localmente.

𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗘̀ 𝗨𝗚𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜. 𝗟'𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗢. La riapertura del Circolo degli Artisti viene...
07/09/2026

𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗘̀ 𝗨𝗚𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜. 𝗟'𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗢.

La riapertura del Circolo degli Artisti viene presentata dagli assessori Tobia Zevi e Massimiliano Smeriglio come un risultato positivo per la città. Ma una riapertura non può essere separata dalle condizioni politiche e amministrative che l’hanno resa possibile.

Ed è proprio guardando a quelle condizioni che emergono contraddizioni difficili da ignorare.

La Delibera 104 sul patrimonio indisponibile continua infatti a essere applicata in modo selettivo. Per molte realtà sociali e associative della città significa canoni fortemente aumentati, precarietà e il rischio concreto di perdere spazi che per anni sono stati recuperati, mantenuti e attraversati grazie al loro lavoro. In altri casi, invece, l’amministrazione trova strumenti diversi, costruisce deroghe, individua percorsi speciali.

È già successo con l’assegnazione diretta di Sant’Ambrogio e con la costituzione di una task force pensata per facilitare determinate assegnazioni. Accade ora anche con il Circolo degli Artisti, dove una lettera di indirizzo sottoscritta congiuntamente dai Dipartimenti Patrimonio e Cultura ha consentito di seguire un percorso diverso da quello previsto ordinariamente dalla 104.

L’area è stata affidata per tutto il 2026 a Zetéma, che ha poi pubblicato un avviso per la gestione temporanea estiva, in attesa di una successiva procedura pubblica. Una scelta politica e amministrativa precisa, che dimostra come, quando c’è la volontà, percorsi alternativi possano essere costruiti.

Ed è qui che la contraddizione diventa evidente. Mentre alcune realtà vengono penalizzate anche per avere investito risorse, lavoro e tempo nel mantenere in vita spazi pubblici, per il Circolo degli Artisti si arriva fino all’assegnazione gratuita.

La questione non è contrapporre uno spazio a un altro, né discutere il valore culturale del Circolo degli Artisti. La questione è capire perché ciò che per alcuni viene presentato come inevitabile, rigido e non derogabile, per altri diventi invece negoziabile.

Se esistono margini politici e amministrativi per trovare soluzioni diverse, quei margini devono valere anche per chi da anni produce cultura, socialità, mutualismo, partecipazione e diritti nei quartieri.
Il patrimonio pubblico non può essere amministrato con regole diverse a seconda dell’interlocutore. Non lo abbiamo accettato fino ad oggi e non inizieremo ad accettarlo adesso.

CAIO Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate

Ve lo ricordate come andò a finire alle scorse elezioni amministrative a Roma? Potere al Popolo! 0,60%Roma ti Riguarda (...
07/09/2026

Ve lo ricordate come andò a finire alle scorse elezioni amministrative a Roma?

Potere al Popolo! 0,60%
Roma ti Riguarda (Rifondazione) 0,42%
Partito Comunista 0,35 %
Partito Comunista Italiano 0,31%
Partito Comunista dei Lavoratori 0,05%

VISTO che si voterà tra meno di un anno, vorremmo tanto sapere da questi partiti cosa hanno intenzione di fare: mettersi al servizio del PD o provare a costruire DA SUBITO una alternativa di sinistra per Roma?

Comunista Roma
PCI - Federazione di Roma
Potere al Popolo - Roma
Sinistra Anticapitalista Roma
Fronte della Gioventù Comunista - Roma
Partito Comunista dei Lavoratori - Roma
ComunistA
Partito Comunista - Roma

Madre e cristiana ma a giorni alterni...Nel 2014 Netanyahu attacca Gaza per colpire Hamas, ma fa 2.200 vittime civili. E...
07/09/2026

Madre e cristiana ma a giorni alterni...

Nel 2014 Netanyahu attacca Gaza per colpire Hamas, ma fa 2.200 vittime civili. E la Meloni twitta: “Un’altra strage di bambini a Gaza. Nessuna causa è giusta quando sparge il sangue degli innocenti. Israele e Palestina, due popoli due Stati”. Nel 2015 la Meloni firma una mozione parlamentare di FdI con Rampelli, La Russa, Cirielli e altri per chiedere al governo Renzi di riconoscere lo Stato palestinese e condannare l’espansione delle colonie israeliane in Cisgiordania.
Nel 2020 Trump sposta l’ambasciata Usa in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme: Salvini propone che anche l’Italia riconosca Gerusalemme capitale d’Israele, ma la Meloni si dissocia: “Quel gesto rischia di esasperare la tensione in una regione già fragile”. Oggi, per compiacere Trump, dice che riconoscere lo Stato palestinese è un atto “controproducente” e “prematuro”. “Controproducente” già non si può sentire: al massimo è inutile, perché puramente simbolico e autoassolutorio: per fare qualcosa di utile l’Italia, terzo esportatore di armi a Israele, dovrebbe smetterla. Ma in che senso un atto che era tempestivo e doveroso nel 2015 diventa “prematuro” nel 2025?

Siamo rimast3 un po' indietro... c'è qualcun3 che può aggiornare e integrare? 😁Senza considerare che di Rifondazione Com...
07/09/2026

Siamo rimast3 un po' indietro... c'è qualcun3 che può aggiornare e integrare? 😁
Senza considerare che di Rifondazione Comunista in pratica ce ne sono due (visto che il congresso ha spaccato a metà il Partito): una che vorrebbe accordarsi col campo largo e un'altra che vorrebbe costruire una sinistra d'alternativa.

Che soddisfazione se Lavitola facesse la stessa fine di quelle povere bestie.
06/09/2026

Che soddisfazione se Lavitola facesse la stessa fine di quelle povere bestie.

06/09/2026

(ANSA) - ROMA, 06 SET - "È stata una rivelazione enorme per il nostro popolo scoprire quanto denaro gli Stati Uniti diano ad Israele. Abbiamo anche votato per unire l'esercito americano con l'esercito israeliano. Adesso queste informazioni sono note. E così ci sono ancora film che non mi vengono p...

𝗜𝗟 𝟭𝟵 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗔𝗟𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔La discussione in Rifondazione Comunista in tema di prospettive, di alleanze ...
06/09/2026

𝗜𝗟 𝟭𝟵 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗘𝗡𝗭𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗟'𝗔𝗟𝗧𝗘𝗥𝗡𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔

La discussione in Rifondazione Comunista in tema di prospettive, di alleanze sociali e politiche è tutta quanta aperta. Il 19 settembre a Firenze si terrà un incontro promosso da un nutrito gruppo di dirigenti di Rifondazione Comunista che ribadiscono la necessità di lavorare alla costruzione di una alternativa al sistema di guerra. La critica che viene mossa all’attuale dirigenza di Rifondazione uscita dal Congresso è che a prescindere dalle decisioni congressuali si sta andando in direzione dell’alleanza con il campo largo senza alcuna verifica democratica tra le iscritte e gli iscritti del Partito. “Abbiamo raccolto migliaia di firme per chiedere una cosa sola, come previsto dalle nostre regole interne: consultare le iscritte e gli iscritti per avere un pronunciamento chiaro sulla prospettiva politica. In aperta violazione dello Statuto, questo diritto è stato negato” hanno scritto in una nota interna i promotori dell’incontro.

La bocciatura della consultazione ha suscitato una forte reazione nei territori e nella base del partito. In molte federazioni e regionali sono stati approvati ordini del giorno che denunciano la gravità di una bocciatura che nega l’esercizio di un diritto democratico aggiungendo che una consultazione decisa dall’alto a giochi fatti non è più una consultazione. Questa bocciatura, secondo i promotori dell’incontro di Firenze, “non determina solo un problema democratico ma un enorme problema politico: Rifondazione Comunista non sta giocando alcun ruolo coerente ed efficace per la costruzione di una proposta all’altezza della domanda di netta alternativa che proviene da una larga parte della società, contraria alla guerra e alle politiche di riarmo, ad un destino di impoverimento economico, di desertificazione ambientale e morale”. Ed ancora: “In questa nuova situazione che si è venuta a determinare nel partito, a partire dalla negazione degli spazi democratici, vogliamo discutere e capire insieme come rilanciare il progetto di superamento dello stato di cose presenti, verso ciò che chiamiamo “alternativa”: al sistema di guerra, al liberismo, alle devastazioni ambientali, alle destre che governano il paese, al campo largo, all’immaginario tossico che sostiene tutto ciò. Tenere insieme queste esigenze è esattamente il lavoro politico che ci manca. Ciò che è in gioco non è una singola scadenza elettorale: è il progetto stesso della Rifondazione Comunista”. Un progetto che va difeso e rilanciato prendendo parola.

𝗟’𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗙𝗶𝗿𝗲𝗻𝘇𝗲 𝘀𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮̀ 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟬.𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟲.𝟬𝟬, 𝗮𝗶 𝗴𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗧𝗲𝗻𝗱𝗮 (𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗮 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗖𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗿𝗮𝗿𝗮), 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲́, 𝗼𝘀𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 “𝗦𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲” , 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗮𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗶 𝗥𝗶𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗳𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗻𝗶.

𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗦𝗖𝗘𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔' 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 Per Roma è stata un’estate difficile, attraversata da tensioni sociali, emer...
06/09/2026

𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗩𝗘 𝗦𝗖𝗘𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔' 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘

Per Roma è stata un’estate difficile, attraversata da tensioni sociali, emergenze abitative e, al tempo stesso, da una straordinaria capacità di solidarietà e mobilitazione. Lo sgombero di Spin Time ha rappresentato uno dei momenti più drammatici di questa estate. Dietro quelle porte chiuse e persone costrette a lasciare le proprie abitazioni c’è una questione politica che riguarda il modello di città che Roma vuole essere e il modo in cui le istituzioni intendono affrontare il bisogno abitativo, la rigenerazione urbana, la destinazione del patrimonio immobiliare.

Va dato atto al Sindaco Gualtieri, agli assessori e ai gruppi consiliari delle parole forti espresse nei confronti di Investire SGR. Parole che hanno mostrato attenzione e sensibilità rispetto a una vicenda che ha avuto un impatto umano e sociale enorme. Ma questo dovrebbe impedirci di fermarci alle dichiarazioni. Perché quella vicenda apre una discussione molto più ampia: è ancora sufficiente il modo con cui Roma ha affrontato le proprie politiche urbanistiche e di rigenerazione urbana? La risposta, a mio avviso, deve essere no! Si tratta di stabilire una priorità: quando si parla di città, il primo interesse da tutelare deve essere quello pubblico e dentro l’interesse pubblico, i bisogni concreti delle persone.

Roma dispone di un patrimonio immobiliare enorme, pubblico e privato. Una parte è sottoutilizzata, una parte è vuota. Allo stesso tempo migliaia di persone vivono una condizione di precarietà abitativa: famiglie attendono una casa, giovani non riescono ad accedere al mercato degli affitti, servizi sociali, culturali e sanitari hanno bisogno di spazi. È una contraddizione che una grande capitale europea non può più permettersi.

Da troppo tempo le politiche di trasformazione urbana partono dalla valorizzazione economica degli immobili e delle aree, delegando l’interesse pubblico all’iniziativa e alla capacità di investimento di soggetti finanziari e immobiliari, nazionali e internazionali. Serve una svolta.

Una svolta che veda il Comune di Roma nella condizione di essere protagonista e regista delle trasformazioni della città, non semplicemente chiamato a governarne gli effetti.
La rigenerazione urbana non può essere soltanto valorizzazione economica. Rigenerare significa restituire vita, funzioni, servizi e diritti ai territori. Significa chiedersi, prioritariamente, a cosa serve un immobile e a chi deve servire.

A partire dalla vicenda di Spin Time, occorre aprire una grande discussione sul patrimonio immobiliare pubblico e privato di Roma. Serve un censimento serio e trasparente degli immobili vuoti o sottoutilizzati. Una mappatura delle esigenze abitative, sociali, culturali e sanitarie dei diversi territori. Soprattutto, una strategia pubblica. Gli immobili possono diventare case, servizi, presidi sociali e sanitari, spazi culturali, strumenti di inclusione e di rigenerazione dei quartieri. Ma perché questo accada serve partecipazione vera.

Non una partecipazione convocata quando le decisioni fondamentali sono già state assunte. Non incontri chiamati a ratificare progetti già definiti. Ma percorsi realmente popolari, nei quali abitanti, comitati, associazioni, organizzazioni sociali e istituzioni possano contribuire alla definizione delle scelte urbanistiche e della destinazione di immobili e aree. L’esperienza di Spin time ha mostrato che dentro una situazione difficilissima può esistere una comunità capace di resistere, di organizzarsi e di costruire solidarietà. E ha mostrato quanto sia profondo il bisogno di luoghi nei quali le persone possano abitare e costruire relazioni, servizi e socialità.

Roma ha bisogno di una nuova stagione di politiche urbane. Una stagione nella quale l’investimento pubblico torni ad avere una funzione strategica. Non è il capitale immobiliare a dover decidere quale città realizzare. È la città, attraverso le sue istituzioni democratiche e la partecipazione dei cittadini, a dover stabilire quali trasformazioni siano necessarie e quale debba essere la loro funzione sociale. Questo vale per Spin Time, ma non soltanto: vale per l’intero patrimonio immobiliare pubblico. Vale per gli immobili privati lasciati vuoti. Vale per le grandi operazioni di trasformazione urbana. Vale per il diritto alla casa, per i servizi, per la cultura e per la sanità territoriale.

Allora la domanda che questa estate consegna alla politica romana è molto impegnativa: il Comune di Roma è pronto a trasformare le parole pronunciate in questi mesi in una scelta politica e amministrativa concreta? È pronto a mettere in delibera un nuovo percorso sulle politiche urbanistiche, abitative e di rigenerazione urbana, fondato sulla centralità dell’interesse pubblico, sul riuso del patrimonio vuoto e sulla partecipazione reale dei cittadini? Se la risposta è sì, la vicenda di Spin Time, seppur dolorosa, può diventare l’occasione per cambiare strada.

Perché una città non si misura soltanto dai grandi progetti che realizza, dagli investimenti che riesce ad attrarre o dal valore economico delle sue trasformazioni. Una città si misura dalla capacità di garantire una casa a chi non l’ha, servizi, spazi a chi costruisce comunità e futuro a chi rischia di non poterselo permettere. Roma ha bisogno di tornare a scegliere quale città vuole essere. E non vale solo per Roma.

Intanto il 19 settembre manifestazione nazionale a Roma.

Massimo Pasquini "il Fatto Quotidiano BLOG"
6 settembre 2026

𝗔𝘂𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶/𝗜𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲 - 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗨𝗺𝗮𝗻𝗶 Non appena abbiamo scoperto di essere finite sulla lista delle organizzazioni...
06/09/2026

𝗔𝘂𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶/𝗜𝗻𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲 - 𝗥𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗨𝗺𝗮𝗻𝗶

Non appena abbiamo scoperto di essere finite sulla lista delle organizzazioni terroristiche globali, abbiamo scritto, dichiarato e promesso che avremmo cercato di resistere fino a che fosse stato possibile, che non ci saremmo arrese finché avessimo intravisto delle possibilità legali. Abbiamo mantenuto e difeso con orgoglio un’infrastruttura libera, riservata, autonoma e soprattutto partigiana.

Per noi restare umani non è un semplice slogan.

Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate.

Non possiamo accettare uno scontro o prestarci a strumentalizzazioni che mettano in pericolo le loro vite, le vite dei loro cari, lasciandole alla mercé di autocrati, fascisti e agenzie che agiscono per vie extra-legali.La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte.

A/I chiude. Il collettivo Autistici/Inventati chiude e sospenderà tutti i servizi a breve termine.

Non c’è un modo facile per dirlo o per spiegarlo.

Ogni giorno in cui siamo rimaste online a partire dal 26 agosto è stata una vittoria, ma noi dobbiamo fermarci oggi.

Nessuna di noi ha simpatia per i gesti eroici e men che meno per i martiri, quindi non ne faremo e non ne chiederemo. In questo clima continuare a offrire i nostri servizi è solo un pericolo in più per le nostre utenti, e per tutte le persone che fanno parte delle nostre comunità. In un mondo di accuse slegate dai fatti non possiamo che aspettarci un’ulteriore repressione sproporzionata. Questo ci mette di fronte all’impossibilità di mantenere il nostro progetto originario: offrire strumenti sicuri e non mercificati.

Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”.

Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani.

A brevissimo spiegheremo come salvare il contenuto dei blog, mail, siti e altri suggerimenti di tipo tecnico. Tenete comunque sempre presente che, così come è stato chiuso senza alcun preavviso il dominio autistici.org, nel frattempo potrebbero esserci altri problemi del genere che non siamo in grado di prevedere.

Sep 6, 2026

Collettivo Autistici/Inventati

+KAOS — Collettivo Autistici/Inventati

06/09/2026

“Roma non si vende” è lo striscione lungo venticinque metri che abbiamo fatto scendere sul fronte perimetrale degli ex Mercati Generali al passaggio del corteo antifà di sabato 5 settembre, a conclusione della tre giorni del festival Renoize, in memoria di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti a Focene nel 2006, esattamente vent’anni fa.

Renoize quest’anno non si è svolto a parco Schuster – ormai trasformato nel divertimentificio dell’imprenditoria dell’Estate Romana, saldamente intrecciata alla politica cittadina – ma nello spazio del LOA Acrobax. Qui GeneraliLiberi ha partecipato attivamente con il suo gazebo e ai dibattiti, insieme alle altre realtà di lotta: No Stadio, No Porto Fiumicino, GKN, comitati di Sulmona, Milano, Rieti, Bologna e della Val di Susa, oltre a realtà provenienti dalla Germania e, in particolare, dall’Albania.

Insieme abbiamo cercato di costruire un’analisi e, possibilmente, un percorso comune contro l’aggressione del grande capitale finanziario ai nostri territori, dai fondi immobiliari internazionali alle multinazionali dell’energia e della logistica, fino ai data center e alle grandi operazioni speculative.

Oggi la difesa della libertà e della vita – come quella di Renato, stroncata perché non allineata ai dettami dell’ortodossia del potere – si intreccia naturalmente alla battaglia ambientalista e alle lotte sociali.

Perché ciò che il sistema estrattivista vuole aggredire con sempre maggiore violenza è esattamente ciò che andrebbe protetto, dagli spazi rinaturalizzati a quelli ancora non cementificati, fino a tutti quei “vuoti” urbani e territoriali che, proprio per questo, diventano immediatamente appetibili per il profitto.

In questo quadro, già segnato da una crescente pressione sugli spazi sociali, sulle libertà e sulle fasce meno garantite della popolazione, il rapporto tra lotte popolari e istituzioni appare sempre più asimmetrico.

Al dialogo e all’ascolto si sostituiscono troppo spesso chiusura, delegittimazione e repressione del dissenso e della conflittualità sociale.

Troppi anni di compiacenza e connivenza del potere politico con le logiche neoliberiste e con gli interessi privati hanno prodotto questa situazione. Nelle città, in particolare, assistiamo a processi sempre più evidenti di espulsione e sostituzione sociale.

Il cosiddetto modello Milano ne rappresenta uno degli esempi più chiari: intere porzioni di quartieri popolari vengono consegnate alla valorizzazione immobiliare, mentre studentati privati, residenze di lusso e grandi operazioni speculative trasformano profondamente la composizione sociale dei territori a più alta rendita fondiaria.

È da qui che il Comitato per la Tutela dell’Area degli ex Mercati Generali riparte per la battaglia d’autunno.

Roma non si vende.
Roma si difende.

Indirizzo

Via Benedetto Croce 50
Rome
00142

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