10/11/2024
MERCOLEDÌ 20 ORE 17 FISICA🔥
Il processo coloniale sionista, diverso da quello europeo volto allo sfruttamento di terre, risorse e manodopera, si mostra più in linea con il modello statunitense, poichè mira invece alla sistematica sostituzione della popolazione indigena. Per arrivare a questo obiettivo, è necessaria la costruzione di un intero sistema istituzionale, costituito da «un corpus di norme che legalizzi la confisca, una macchina amministrativa e burocratica che la implementi, un sistema giudiziario che la avalli e una narrazione che la legittimi» (C. Cruciati)
Come cittadina bianca ebrea israeliana, Maya Wind ha avuto la possibilità di accedere ad archivi e biblioteche statali e militari israeliane, potendo così visionare documenti politici ufficiali, rapporti di ricerca finanziati dal governo, giornali, riviste accademiche israeliane, tesi di laurea e di dottorato inedite. Un lavoro sistematico, meticoloso e autentico che le ha permesso di smascherare l’imprescindibilità della complicità delle università israeliane - sul piano pratico, culturale e politico - nell’occupazione sionista e nella repressione del popolo palestinese, nonchè di dimostrare l’infondatezza dell’innocenza istituzionale e individuale dell’accademia israeliana, e la fondatezza della campagna di boicottaggio nata nel 2005 con il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
Maya Wind dimostra come, attraverso ricerche in ambito strettamente bellico o a duplice uso (civile e militare), esplicite collaborazioni con l’esercito, dipartimenti dedicati alle forze armate, ricerche per la realizzazione di nuove tecnologie e strumenti di controllo sociale e di sorveglianza, nonché di nuove armi e strumenti di guerra, l’accademia israeliana sia promotrice e parte attiva dell’occupazione sionista, e anzi nasca proprio come l’enorme laboratorio da cui si attiva la grande macchina di guerra e morte.
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