Nel 1905 la fornace passò da azienda a lavorazione manuale ad azienda meccanizzata. Nel 1908 Wagner uscì dalla società e da allora rimasero titolaridella fabbrica solo Candussi e Dachler. Nel gennaio 1909 Dachler morì e al suo posto subentrò il figlio Rudolf. Nel 1910 la fornace si ampliò perchè la richiesta di mattoni diventò più forte e venne quindi costruito il forno ad anello, tuttora esistent
e dalla ditta Giuseppe Boldi di Tarcento. Nel 1911 fu eretto il nuovo edificio macchine e presse: si mantenne sempre la piena produzione per soddisfare un numero di clienti sempre crescente che richiedevano i nostri mattoni, considerati tra i migliori della zona di Trieste. Nel 1912 entrarono in funzione per la prima volta i nuovi impianti a vapore
e le nuove presse per mattoni, in modo pienamente soddisfacente per quanto riguarda quantità e qualità. Nel 1914 la produzione dovette cessare nel mese di agosto a causa dello scoppio della guerra,perchè tutti i lavoratori furono chiamati alle armi, esclusi i fuochisti che erano operai italiani. Con la manodopera disponibile la manodopera continuò però con tempi più lunghi,
fino al gennaio 1915. Nel 1915 scoppiò la guerra italo-austriaca che bloccò tutti gli impianti,
contemporaneamente tutto il materiale della fornace fu asportato per fini bellici dall'amministrazione militare. La fornace in quell'anno fu attrezzata di tende nelle quali furono sistemati gli ammalati di colera. Nel gennaio -aprile 1915 fu costruito il ponte coperto sullo Judrio. Nel novembre 1915 Dachler fu internato come suddito austriaco a Cuneo. Nel gennaio-febbraio la fornace (edificio, forno circolare, impianto, presse,rimesse)
fu trasformata in un grande ospedale per feriti. Nel 1917, durante la ritirata di Caporetto, la fornace fu ridotta in cenere, non rimase in piedi
nemmeno una tettoia. Nel 1921-22 la fornace, per ciò che riguarda i fabbricati, fu ricostruita dal Genio Civile. Nel 1921 Candussi e Dachler ottennero dall'istituto Fondiario lire 250.000 a titolo di indennizzo
per i danni di guerra, che però servirono solo in minima parte a ripristinare gli impianti:
a causa della continua mancanza di capitali il completamento della fornace fu ultimato in un periodo successivo. Nell'ottobre 1924 fu fondata una nuova società, solo per gli impianti, e cioè:
Candussi, Corsi, Olivo e Fonda. Di questi tre gruppi ognuno aveva 1/3 dei proventi
( i titolari della fabbrica rimasero Candussi e Dachler):
Per rimettere in funzione gli impianti Candussi e Dachler dovettero contrarre un mutuo di lire 600.000 con la Cassa di Risparmio di Udine, garantito dagli altri soci. Nel 1927, improvvisamente la lira si rivalutò con conseguente deprezzamento della fornace e del materiale e con effetti negativi sul mantenimento del grosso debito, che divenne sempre più oneroso a causa dell'elevato fabbisogno per l'esercizio. Nel 1927-28 Dachler ottenne a Venezia la revisione dei danni di guerra cui si oppose l'Intendenza di Finanza: contro quest'ultima Dachler presentò ricorso. In ultima istanza, a Roma, fu concesso il saldo solo al sig. Candussi, a Dachler nulla......