Fornace di Romans d'Isonzo (GO)

Fornace di Romans d'Isonzo (GO) Breve intoduzione sulla storia della fornace di Romans d'Isonzo(GO). Nesce nel lontano 1903, grazie al sig.Candussi, Dachler e Wagner.

Nel 1905 la fornace passò da azienda a lavorazione manuale ad azienda meccanizzata. Nel 1908 Wagner uscì dalla società e da allora rimasero titolaridella fabbrica solo Candussi e Dachler. Nel gennaio 1909 Dachler morì e al suo posto subentrò il figlio Rudolf. Nel 1910 la fornace si ampliò perchè la richiesta di mattoni diventò più forte e venne quindi costruito il forno ad anello, tuttora esistent

e dalla ditta Giuseppe Boldi di Tarcento. Nel 1911 fu eretto il nuovo edificio macchine e presse: si mantenne sempre la piena produzione per soddisfare un numero di clienti sempre crescente che richiedevano i nostri mattoni, considerati tra i migliori della zona di Trieste. Nel 1912 entrarono in funzione per la prima volta i nuovi impianti a vapore
e le nuove presse per mattoni, in modo pienamente soddisfacente per quanto riguarda quantità e qualità. Nel 1914 la produzione dovette cessare nel mese di agosto a causa dello scoppio della guerra,perchè tutti i lavoratori furono chiamati alle armi, esclusi i fuochisti che erano operai italiani. Con la manodopera disponibile la manodopera continuò però con tempi più lunghi,
fino al gennaio 1915. Nel 1915 scoppiò la guerra italo-austriaca che bloccò tutti gli impianti,
contemporaneamente tutto il materiale della fornace fu asportato per fini bellici dall'amministrazione militare. La fornace in quell'anno fu attrezzata di tende nelle quali furono sistemati gli ammalati di colera. Nel gennaio -aprile 1915 fu costruito il ponte coperto sullo Judrio. Nel novembre 1915 Dachler fu internato come suddito austriaco a Cuneo. Nel gennaio-febbraio la fornace (edificio, forno circolare, impianto, presse,rimesse)
fu trasformata in un grande ospedale per feriti. Nel 1917, durante la ritirata di Caporetto, la fornace fu ridotta in cenere, non rimase in piedi
nemmeno una tettoia. Nel 1921-22 la fornace, per ciò che riguarda i fabbricati, fu ricostruita dal Genio Civile. Nel 1921 Candussi e Dachler ottennero dall'istituto Fondiario lire 250.000 a titolo di indennizzo
per i danni di guerra, che però servirono solo in minima parte a ripristinare gli impianti:
a causa della continua mancanza di capitali il completamento della fornace fu ultimato in un periodo successivo. Nell'ottobre 1924 fu fondata una nuova società, solo per gli impianti, e cioè:
Candussi, Corsi, Olivo e Fonda. Di questi tre gruppi ognuno aveva 1/3 dei proventi
( i titolari della fabbrica rimasero Candussi e Dachler):
Per rimettere in funzione gli impianti Candussi e Dachler dovettero contrarre un mutuo di lire 600.000 con la Cassa di Risparmio di Udine, garantito dagli altri soci. Nel 1927, improvvisamente la lira si rivalutò con conseguente deprezzamento della fornace e del materiale e con effetti negativi sul mantenimento del grosso debito, che divenne sempre più oneroso a causa dell'elevato fabbisogno per l'esercizio. Nel 1927-28 Dachler ottenne a Venezia la revisione dei danni di guerra cui si oppose l'Intendenza di Finanza: contro quest'ultima Dachler presentò ricorso. In ultima istanza, a Roma, fu concesso il saldo solo al sig. Candussi, a Dachler nulla......

Quando la Fornace era l'ospedale da campo 239......
16/11/2014

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Ecco le prime fumate....
16/11/2013

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Oggi abbiamo riacceso il vecchio camino....fantastica esperienza a breve il filmato

11/10/2013

Una carrellata di alcune foto del mio archivio personale sulla Fornace di Romans d'Isonzo (GO).

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31/07/2013

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Un'altro piccolo ma importante passo.....
29/07/2013

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Sabato 20 luglio 2013 alle ore 11:00 si è svolta l' inaugurazione della mostra fotografica documentale sulla storia dell...
29/07/2013

Sabato 20 luglio 2013 alle ore 11:00 si è svolta l' inaugurazione della mostra fotografica documentale sulla storia della fornace di Romans d'Isonzo presentata dal romanese Alan Bevilacqua, presso il museo delle fornaci di Treppo Grande (UD). Presenti alla manifestazione il sindaco di Treppo Grande Rina Di Giusto, il vicesindaco Roberto Geretto, assessore delle associazioni Pierangelo Scaiola e la responsabile per i musei del Friuli Venezia Giulia nonchè architetto Valentina Piccinno e circa una trentina di persone tra le quali alcuni vecchi fornaciai della fornace di Treppo. Prima del taglio del nastro, la Piccinno, ha affrontato alcune tematiche riguardanti l'archeologia industriale della nostra regione dei primi del 900, sottolineando come siano andate p***e molte di queste realtà, fondamenta dell'attuale società. Dopo il taglio del nastro Alan Bevilacqua ha intrattenuti tutti i presenti raccontando la storia completa sulla fornace accompagnandola da aneddoti assimilati da testimonianze raccolte in molti anni di ricerca. Alla fine di una mattinata ricca di emozioni, si è tenuta una bicchierata con tutti i presenti. Terrei a sottolineare l'impegno grandioso della Piccinno per la realizzazione del museo delle fornaci del FVG e di tutti i suoi collaboratori. La mostra sarà fino al 30 ottobre 2013 con i seguenti orari Mercoledì 10:00 alle 12:00, sabato dalle 9:30 alle 12:30, prima domenica del mese dalle 10:00 alle 12:00 e aperture a richiesta.

Realizzazione di uno stampo per la produzione di mattoni in argilla prendendo come campione un mattone originale dell'ep...
06/05/2013

Realizzazione di uno stampo per la produzione di mattoni in argilla prendendo come campione un mattone originale dell'epoca, prossimamente verrà eseguita una copia utilizzando proprio l'argilla delle vecchie cave della fornace e successivamente si tenterà la cottura con un forno in mattoni attualmente in costruzione.

Il libro paga di Calligaris Olga del 1932 quando era operaia nella fornace di Romans d'Isonzo (GO) materiale di Germano ...
31/01/2012

Il libro paga di Calligaris Olga del 1932 quando era operaia nella fornace di Romans d'Isonzo (GO) materiale di Germano Pupin

02/01/2012

1989 una delle ultime feste svolte in Fornace dopo la sua chiusura che risale al 1971. Si tratta della merenda per San Giuseppe, in questa occasione il temerario Elvio Toso fece nuovamente fumare l'alta ciminiera ormai spenta da anni. Grazie ai filmati da noi recuperati dalla cineteca personale di Elvio Toso posso condividere queste immagini che fanno vedere quanto fosse maestosa e bella la grande Fornace. ( VIDEO NON INTEGRALE)

Indirizzo

Via Aquileia Interna
Romàns D'Isonzo
34076

Sito Web

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