Monti Volsci - Anima selvaggia del Lazio

Monti Volsci - Anima selvaggia del Lazio Monti Volsci - Anima Selvaggia del Lazio.

Gruppo informale di volontariato per la conoscenza e la divulgazione del patrimonio naturalistico e culturale dei Monti Volsci.

Maggio è il mese in cui fanno la loro apparizione i piccoli ma vistosi lepidotteri del genere Melitaea. Questo genere, f...
20/05/2021

Maggio è il mese in cui fanno la loro apparizione i piccoli ma vistosi lepidotteri del genere Melitaea. Questo genere, facente parte della grande famiglia delle Ninfalidi, racchiude in sè moltissime specie diverse, che spesso risultano difficili da distinguere tra loro.

La specie in foto, in particolare, è una Melitaea trivia, spesso confusa con la Melitaea didyma. In realtà basta un piccolo trucco per distinguere le due specie, indubbiamente molto simili tra loro: nella M. trivia (in foto) gli archetti neri, posti alla base della pagina superiore delle ali, sono uniti tra loro, in una M. didyma, al contrario, gli archetti sarebbero ben separati sia tra loro che dal bordo nero esterno dell'ala.

Sui Monti Volsci, è facile trovare la M. trivia ai margini delle foreste e tra i prati sassosi fino anche alle quote più elevate della catena. La si più vedere in volo da maggio ad agosto, i bruchi si nutrono di piante del genere Verbascum.

Ospiti senza invito: i Meloidi.Questo curioso coleottero è un Meloe proscarabaeus, appartenente alla famiglia dei Meloid...
17/05/2021

Ospiti senza invito: i Meloidi.

Questo curioso coleottero è un Meloe proscarabaeus, appartenente alla famiglia dei Meloidi.
Questi insetti, da adulti, appaiono un po' goffi a causa del prominente addome - estremamente voluminoso soprattutto nelle femmine - e per la loro inadeguatezza al volo. Gli adulti si nutrono prevalentemente di fiori, tra i quali si spostano camminando o arrampicandosi.
Le larve, al contrario, stanziano sui fiori non per nutrircisi direttamente, ma in attesa di un'ape alla quale aggrapparsi grazie agli artigli ben sviluppati e che le trasporterà fino al nido.
Giunti al nido, la larva scende dall'ignaro accompagnatore e inizia a nutrirsi del polline, del nettare e delle uova delle api.
Il Meloe proscarabaeus resta nel nido dell'ape fino alla trasformazione in pupa, per poi lasciarlo una volta adulto in cerca di un partner.

ALPEGGI DEI MONTI VOLSCILa nostra catena è costellata di pascoli di alta montagna. Tra questi troviamo quelli di Pian de...
12/05/2021

ALPEGGI DEI MONTI VOLSCI
La nostra catena è costellata di pascoli di alta montagna. Tra questi troviamo quelli di Pian della Croce, noti anche come di Santa Serena. Essi si trovano nel territorio comunale dell'antica Supino, in un'ampia valle carsica a circa 1100 metri sopra il livello del mare, tra i Monti Malaina e Salerio-Gemma.
All'imbrunire nelle sere d'estate, vitelli e puledri pascolano tra doline e pianori insieme al resto del branco. Sono allevati in stato semibrado seppur ben seguiti dai proprietari.
L'area come gran parte del gruppo settentrionale dei Monti Volsci è parte della Zona Protezione Speciale Monti Lepini IT6030043 tutelata dalla Rete Natura 2000.
Il mantenimento di pascoli montani come quello di Santa Croce è di grande importanza, in quanto le superfici aperte tendono a diminuire sempre di più a causa dell'abbandono delle attività pastorali e dell'aumento della superficie boschiva. Tuttavia la gestione del bestiame dovrebbe tenere conto dei rischi legati al sovrappascolo, una minaccia altrettanto grave per la salute delle praterie montane, largamente diffusa sui Monti Volsci. Tra le creature legate a questi fragili ecosistemi troviamo molti passeriformi: il culbianco (Oenanthe oenanthe), il codirossone (Monticola saxatilis), il calandro (Anthus campestris) e l'averla piccola (Lanius collurio), mentre le aree di confine con il bosco (ecotoni) sono frequentate dalla Tottavilla (Lullula arborea).
Infine due specie, entrambe minacciate, necessitano di ambienti aperti d'alta quota per alimentarsi: la ormai localizzata Lepre italica (Lepus corsicanus), osservata proprio a Santa Serena, e l'Aquila reale (Aquila chrysaetos), che nidifica con una sola coppia sui Monti Volsci settentrionali e utilizza il Pian della Croce come terreno di caccia.
Cultores Artium Per il video sul tema: https://www.facebook.com/watch/?v=282552872804971

Fioriture dei Monti Volsci: il Giaggolo spadaIl Giaggiolo spada o Giaggiolo spagnolo (Iris xiphium) è una componente del...
09/05/2021

Fioriture dei Monti Volsci: il Giaggolo spada

Il Giaggiolo spada o Giaggiolo spagnolo (Iris xiphium) è una componente della flora dei Monti Volsci dall'elevato valore biogeografico e dagli splendidi colori. Questa specie, appartenente alla famiglia delle Iridaceae, presenta un bulbo sferico da cui nascono foglie lanceolate e verdi, lunghe fino a 70 cm. I fiori, grandi fino a 6 cm, sono molto appariscenti, con intense gradazioni di blu, lilla, giallo e bianco.
Il giaggiolo spada è nativo del Mediterraneo Occidentale, con un areale che include la pen*sola iberica (Spagna, Portogallo e Francia sudoccidentale), il Nordafrica (Marocco, Algeria e Tunisia), l'arcipelago sardo-corso e infine, i Monti Volsci meridionali. La sua distribuzione locale risulta quindi particolarmente disgiunta e distante dal resto dell'areale della specie, un caso biogeografico molto interessante.
Le condizioni ambientali ideali per la sopravvivenza della specie sono date dal clima mediterraneo e terreno arido, essendo una pianta tipica delle garighe e macchie mediterranee. È altresì possibile trovarla lungo le strade o ai margini degli uliveti, come in questa foto, dove è accompagnata da numerosi gladioli (Gladiolus sp.).
Come con tutti i fiori selvatici, e in particolar modo in questo caso data la rarità della specie, ricordiamo che la raccolta è dannosa per la loro sopravvivenza e raccomandiamo di limitarsi ad osservarli e fotografarli in natura.

Fonti e approfondimenti:
- https://www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=4218
- https://www.parchilazio.it/schede-1835-atlante_della_flora_vascolare_del_lazio

Durante la primavera riprende la riproduzione di numerose specie animali e vegetali. Come esempio ornitologico, oggi vi ...
08/05/2021

Durante la primavera riprende la riproduzione di numerose specie animali e vegetali. Come esempio ornitologico, oggi vi proponiamo il Germano reale (Anas plathyrincos), un'anatra di superficie ad ampissima distribuzione nativa, includente l'intero continente Europeo, ed esotica nel continente Nord Americano. La sua ampia diffusione dipende dalla sua grande adattabilità e fertilità, nonché dal fatto che questa specie è l'antenata delle razze di anatra domestica, per cui è frequentemente allevata ed introdotta dall'uomo.
Il Germano reale è l'unico anatide a nidificare regolarmente sui Monti Volsci, sia nelle zone umide pedemontane che in alcuni stagni d'altitudine. La coppia, dopo un periodo di corteggiamento che dura tutto l'inverno, depone da 8 a 14 uova in un nido rudimentale vicino alle sponde. Sarà la femmina a covare le uova per un mese, facilitata dalla colorazione maggiormente criptica che non attira i predatori. Una volta venuti alla luce, gli anatroccoli, guidati dall'imprinting, seguiranno la madre verso l'acqua mantenendosi vicini fra loro. Qui saranno al sicuro finché non impareranno a volare, circa due mesi dopo.

Fonti e approfondimenti:
- http://www.iucn.it/scheda.php?id=1232820750
- https://it.wikipedia.org/wiki/Anas_platyrhynchos
- https://www.cabi.org/isc/datasheet/94713

Foto di Domenico Cascianelli

Abitanti elusivi dei Monti Volsci: la MartoraLa maggior parte dei mammiferi vivono una vita segreta, principalmente nott...
07/05/2021

Abitanti elusivi dei Monti Volsci: la Martora

La maggior parte dei mammiferi vivono una vita segreta, principalmente notturna e preclusa alla vista umana. La presenza di questi animali così elusivi è spesso testimoniata somalente da segni quali orme, fatte, peli e, purtroppo, individui morti a causa del traffico stradale. È possibile però ammirare questi animali tramite l'utilizzo di apposite fotocamere, chiamate fototrappole, dotate di sensori di movimento che scattano alla presenza dell'animale. Queste fototrappole vanno posizionate in natura, seguendo un ragionamento eco-etologico sulla specie che si vuole "trappolare". Vanno assicurate ad alberi o arbusti, all'altezza della specie target, e difronte ad esse si può posizionare un'esca attrattiva odorosa quale, nel caso dei carnivori, un uovo fresco rotto. L'animale, attirato dall'odore dell'esca, passerà davanti la fototrappola e CLICK! Resterà fototrappolato.
Nelle immagini, catturate da David Campagna, possiamo osservare ad esempio una Martora (Martes martes), mustelide notturno altamente difficile da avvistare, immortalata con questo metodo. La Martora ha corpo slanciato, raggiunge i 0,8-1,2 kg e presenta una pelliccia folta, morbido e lucente che sul dorso è giallognolo marrone mentre sul ventre, il muso e la fronte la colorazione è più chiara, tendente al giallo. A differenza della faina, presenta una macchia golare color tuorlo d'uovo più pronunciata. Il muso è allungato e le orecchie rotondeggianti, gli arti sono robusti e provvisti di forti unghie. La martora vive nelle aree forestali della regione Paleartica occidentale: estende il proprio areale su tutta l'Europa, dalla Spagna e dall'Italia meridionale fino al limite della vegetazione arborea in Scandinavia settentrionale; è diffusa inoltre dall'Asia Minore e dall'Iran alla Siberia occidentale. L'habitat tipico della martora è rappresentato dai boschi puri o misti di latifoglie e aghifoglie fino ai 2000 metri di altitudine. In Sardegna, Sicilia e Corsica, forse per via dell'assenza della congenere Faina (Martes foina), vive anche nella macchia mediterranea e talvolta si insinua in aree antropizzate. In generale preferisce però la vegetazione f***a, in grado di offrirle un'adeguata protezione e rifugge gli ambienti aperti. Nel Lazio la specie è abbastanza localizzata, trovando rifugio soprattutto nelle foreste mature dei complessi montuosi e delle riserve dell'agro romano. Sui Monti Volsci, dopo decenni in cui sembrava essere scomparsa a causa del disboscamento e della caccia per ottenerne pellicce, è stata riconfermata la sua presenza almeno nel settore settentrionale, proprio grazie al fototrappolaggio. Dati i suoi costumi schivi, non è escluso che in futuro possa essere riscoperta anche in altre aree della catena.

Fonti e approfondimenti:
- https://it.wikipedia.org/wiki/Fototrappolaggio
- https://it.wikipedia.org/wiki/Martes_martes
- https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-4-431-99495-4_2

Foto gentilmente concesse da David Campagna

LA VERGENZA DELLE PIEGHEIl Monte Tuonaco e il Piano Terruto sono inclusi all'interno del Parco Naturale dei Monti Aurunc...
05/05/2021

LA VERGENZA DELLE PIEGHE
Il Monte Tuonaco e il Piano Terruto sono inclusi all'interno del Parco Naturale dei Monti Aurunci, nonchè all'interno di una Zona a Protezione Speciale (ZPS Monti Ausoni e Aurunci). Oltre gli aspetti botanici e zoologici, l'area è di grande pregio anche per alcune sue peculiarità del patrimonio geologico. Tra queste sulle propaggini meridionali del Piano Terruto, sul fianco del Canale di Valle Piana in particolare, si possono notare delle rare pieghe nei calcari che conservano la direzione di trasporto e deformazione che in gergo si chiama: vergenza. La peculiarità delle pieghe del monte Tuonaco è che hanno una vergenza verso il Tirreno mentre la gran parte delle pieghe dell'Appennino e del resto dei Monti Volsci sul lato di Frosinone invece puntano verso l'Adriatico. Per questo motivo le pieghe del Piano Terruto rappresentano una retrovergenza.

La Metamorfosi della NinfaLa Primavera ha raggiunto il suo culmine, e con essa giunge anche il momento della metamorfosi...
04/05/2021

La Metamorfosi della Ninfa

La Primavera ha raggiunto il suo culmine, e con essa giunge anche il momento della metamorfosi per numerose specie di libellule (Odonati), che dopo un periodo più o meno lungo trascorso in acqua sotto forma di larve branchiate, spiccano finalmente il volo come adulti alati. Il processo che porta ad una trasformazione così radicale non è immediato: gli odonati infatti sono insetti emimetaboli, ovvero a metamorfosi incompleta. Questo vuol dire che le loro larve, chiamate neanidi, attraversano differenti stadi di sviluppo, ognuno del quale comporta una muta e un accrescimento corporeo. L'ultimo stadio larvale, denominato Ninfa, è quello decisivo, al termine del quale avviene l'ultima muta: la ninfa si trascina fuori dall'acqua, normalmente di notte per evitare i predatori, e si posiziona su uno stelo. Qui impiega alcune ore per abbandonare il vecchio esoscheletro, e consentire alle ali e all'addome di dilatarsi e irrobustirsi, acquisendo forma e colore definitivi. Alle prime luci del mattina la libellula adulta spicca il volo: la metamorfosi è completa!
Gli adulti avranno pochi mesi davanti a sé per cacciare, accoppiarsi e deporre nuovamente le uova da cui si svilupperà la prossima generazione.
La specie più precoce, nonché la più comune in assoluto sui Monti Volsci, è la Codazzurra comune (Ischnura elegans), che frequenta qualunque raccolta d'acqua ferma o lentamente corrente, da prati allagati e pozzi di pietra a grandi laghi e canali: nonostante le piccole dimensioni (appena 30 mm) si fa notare per la sua macchia azzurro chiaro sulla parte terminale dell'addome.
Nella foto possiamo ammirare un maschio, immortalato alla base dei Monti Volsci centrali.
Foto di Domenico Cascianelli

Fioriture dei Monti Volsci: il Narciso dei poetiDotato di un profumo inebriante, tanto da stordire (nárkē in greco) e is...
30/04/2021

Fioriture dei Monti Volsci: il Narciso dei poeti

Dotato di un profumo inebriante, tanto da stordire (nárkē in greco) e ispirare i versi degli artisti, il Narciso selvatico o Narciso dei poeti (Narcissus poeticus) è uno dei fiori più incantevoli tra quelli che fioriscono sulle nostre montagne.
I Narcisi selvatici fioriscono in questi giorni al di sopra dei 600 mt s.l.m., insinuandosi tra le rocce che caratterizzano le creste calcaree dei Monti Volsci. Nelle immagini possiamo ammirarne alcuni lungo i crinali tra Monte Peschio a Colle dell'orso, nel comune di Sonnino.

Le comunità dei Monti Volsci: Coreno AusonioLa storia di Coreno Ausonio, sito nel gruppo degli Aurunci Orientali (o Mont...
29/04/2021

Le comunità dei Monti Volsci: Coreno Ausonio

La storia di Coreno Ausonio, sito nel gruppo degli Aurunci Orientali (o Monti Vescini) è tra le più misteriose della catena montuosa. Coreno Ausonio ha una schietta impronta tardo medievale, tempo in cui era organizzato in tre frazioni maggiori, una delle quali era “Villa Coreni”, già menzionata in un atto di cessione proprietaria dell’alto medioevo (744 d.C) in favore dell'Abbazia di Montecassino. L’aggiunta dell’aggettivo “Ausonio”, avvenuta nel 1862, evoca invece la sua storia più antica: si ricollega infatti alla perduta città di Ausona che faceva parte della pentapoli aurunca, e sollevatasi contro Roma, venne distrutta durante la Seconda guerra sannitica nel 314 a.C.
Posto in alto a guardia della valle dell'Ausente, dal paese si gode di una splendida vista sulle rupi del Monte Fammera.

Ringraziamo Gaspare Ruggiero per la gentile concessione della foto.

Fioriture dei Monti Volsci: l'Orchidea farfallaSpecie comune, ma non per questo banale, l'Orchidea farfalla (Anacamptis ...
28/04/2021

Fioriture dei Monti Volsci: l'Orchidea farfalla

Specie comune, ma non per questo banale, l'Orchidea farfalla (Anacamptis papilionacea) in questo periodo ricopre prati, pascoli e macchie con le sue infiorescenze rosa-violacee.
Come molte Anacamptis, attrae piccoli imenotteri impollinatori (soprattutto le api del genera Eucera) grazie ad un inganno visivo: i colori vivaci infatti promettono nettare, ma si rivelano soltanto un bluff, in quanto la pianta non ne produce affatto. Le api peraltro potrebbero lasciare sul fiore i loro feromoni, attirando così ulteriori individui del sesso opposto. Il massimo risultato con il minimo sforzo!
Le Orchidaceae sono per lo più geofite bulbose dalla biologia complessa, e richiedono terreni non soggetti a lavorazioni meccaniche per potersi sviluppare correttamente. In questa immagine possiamo notare come un piccolo angolo ignorato dai trattori all'interno di un seminativo da foraggio, si sia trasformato in un rifugio per le orchidee farfalla e per altre piante spontanee.

IL CAMPO VULCANICO DEI VOLSCIDa alcuni anni, i geologi ricercatori appartenenti a diverse università e centri di ricerca...
27/04/2021

IL CAMPO VULCANICO DEI VOLSCI
Da alcuni anni, i geologi ricercatori appartenenti a diverse università e centri di ricerca nazionali e internazionali stanno cercando di scoprire di più sull'attività tettonica e vulcanica sul nostro territorio che è tra le più particolari in quanto permette la risalita di piccoli volumi di magma dal mantello, e questa risalita è favorita dalle faglie che come ascensori ne permettono la fuoriuscita senza raffreddamento. Un fenomeno abbastanza raro e interessante anche per i meccanismi di interazione con i calcari negli ultimi chilometri di crosta.
Visti i dati presentati questa attività risulta essere abbastanza recente. Inoltre anche l'attività sismica del 2011-2012 in zona Latina Scalo sono una prova di dinamismo geologico, al contrario di quanto per lungo tempo si è detto senza molti dati a supporto. Oggi, in occasione del congresso dell'European Geoscience Union, sarà presentata una sintesi dei nuovi dati per quanto riguarda soprattutto i cinquanta piccoli centri eruttivi che attraversano la catena da Valvisciolo (Sermoneta) a Pofi (Frosinone). Ricordiamo che la catena dei Monti Volsci non è vulcanica anzi è per la quasi totalità calcarea, se non fosse per questi piccoli centri vulcanici che l'hanno "bucherellata".
Grazie ai nuovi studi abbiamo potuto datare l'età dei depositi rimasti delle eruzioni sul lato Frosinone che sono avvenute tra circa 750.000 e 235.000 anni fa, mentre ancora non sappiamo quando sono avvenute le eruzioni sul lato pontino.
Speriamo nel giro di un annetto di saperne di più.
Per maggiori info vi rimandiamo alla presentazione della conferenza che contiene i richiami ai vari articoli.
https://www.researchgate.net/publication/351096874_The_Volsci_Volcanic_Field_central_Italy_Anatomy_of_a_tectonically_controlled_carbonate-seated_volcanic_activity?fbclid=IwAR2CaRmagwcD6A8xz71qaEnRpajQ1Poy5M2KKKtSGmpjzBRD5c-8KcCxAEc

Indirizzo

Roccasecca Dei Volsci

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Monti Volsci - Anima selvaggia del Lazio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi