16/07/2026
𝐅𝐀𝐂𝐂𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐂𝐇𝐈𝐀𝐑𝐄𝐙𝐙𝐀!
In questi giorni, a 𝐑𝐢𝐯𝐨𝐥𝐢 e sui social, stanno circolando video e prese di posizione che alimentano una polemica sulla dichiarazione di adesione ai 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢 prevista per alcune richieste di occupazione del suolo pubblico.
È opportuno riportare la discussione sui fatti.
Per quanto riguarda i 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐥𝐨𝐜𝐡𝐢, è evidente che la presenza di quella dichiarazione nella relativa modulistica è stata un semplice refuso, già corretta e disponibile aggiornata sul sito della Città . Nessuno ha mai pensato di subordinare un trasloco a una dichiarazione di antifascismo.
Il senso della delibera n. 164 del 2018 fa seguito alla mozione del consiglio comunale n. 125 del 2017 è infatti un altro, ed è molto chiaro: chi richiede di occupare il 𝐬𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 può essere chiamato a dichiarare il rispetto della Costituzione della Repubblica italiana e dei suoi valori fondanti, tra cui l'antifascismo.
Su questo punto si è già pronunciato il 𝐓𝐀𝐑 𝐏𝐢𝐞𝐦𝐨𝐧𝐭𝐞 con la sentenza n. 447/2019, che ha respinto il ricorso presentato da CasaPound contro il Comune di Rivoli. Il Tribunale ha stabilito che la richiesta di sottoscrivere una dichiarazione di ripudio del fascismo e del nazismo e di adesione ai valori costituzionali dell'antifascismo è pienamente legittima. Ha inoltre chiarito che l'occupazione del suolo pubblico non costituisce un diritto assoluto, ma una concessione amministrativa, e che il Comune può subordinarla al rispetto dei principi fondamentali della Costituzione. Il diniego non fu motivato dalle idee politiche del richiedente, ma esclusivamente dal rifiuto di sottoscrivere integralmente la dichiarazione prevista.
𝐋'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧'𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐬𝐮𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐞̀ 𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚, come riconosciuto dalla Costituzione e dalla stessa giurisprudenza amministrativa. In una fase storica in cui riaffiorano simboli, slogan e linguaggi che richiamano il fascismo, ribadire i valori costituzionali rappresenta un dovere delle istituzioni, non una provocazione.
Respingiamo inoltre come del tutto strumentale l'accusa di 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 e non dei problemi della città. I fatti raccontano altro: in questi anni sono state ridotte e per alcuni azzerate le tariffe degli 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐢 𝐧𝐢𝐝𝐨 per sostenere le famiglie, potenziati i 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐢 con una riduzione delle relative tariffe, realizzati importanti interventi di 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e cura della città e costruita un'𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 ricca e di qualità che ha rafforzato il ruolo di Rivoli sul territorio, nonché aumento dei fondi per la 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 con numerose assunzione di nuovi agenti di polizia locale.
Difendere i valori della Costituzione e amministrare bene una città non sono obiettivi alternativi: sono due aspetti della stessa responsabilità istituzionale.
Infine, una domanda è legittima rivolgerla a chi oggi alimenta questa polemica con dichiarazioni e video dai toni spesso diffamatori: avete amministrato Rivoli per cinque anni. Se ritenevate quella delibera illegittima o sbagliata, perché non l'avete mai revocata o modificata quando ne avevate piena facoltà?
La risposta a questa domanda vale più di molte polemiche costruite oggi.