18/04/2026
Nel nuovo numero di Questotrentino torniamo su un progetto che per anni è stato raccontato come un sogno: la ciclovia del Garda. Un anello perfetto, “meraviglioso”, capace di unire territori e turismo lento. Poi però il sogno si è scontrato con la realtà. E la realtà, in Alto Garda, ha un nome preciso: geologia, spazio (che non c’è) e paesaggio.
L’articolo di copertina entra nel merito di un’opera che, soprattutto sul versante occidentale trentino, si sta trasformando in un rompicapo tecnico ed economico. Gallerie, passerelle a sbalzo, roccia fragile, costi fuori scala: per un solo chilometro e mezzo già realizzato si sono spesi oltre 11 milioni di euro. E il resto? Ancora più complesso, ancora più costoso, ancora più incerto.
Intanto gli ambientalisti invitano a guardare quelle falesie dal lago: un colpo d’occhio che da solo mette in discussione l’intero progetto. Quanto vale quel paesaggio? E quanto costa rovinarlo?
Nel frattempo, mentre in Trentino si continua a “rammendare” soluzioni sempre più ardite, la Lombardia si sfila: niente ciclovia su quel tratto, troppo rischiosa e impattante. Meglio i battelli. Una scelta di buon senso o una resa?
E allora la domanda diventa inevitabile: ha ancora senso inseguire a tutti i costi un’opera nata come sogno, ma che rischia di diventare un incubo da decine di milioni? O non sarebbe il caso, finalmente, di fermarsi e ripensare tutto?