15/10/2026
15,5 MILIONI DI EURO DA PAGARE.
E ORA?
E fu così che in un tranquillo giovedì di metà ottobre..
in Comune scoppiò una bomba.
Una bomba nucleare.
Una bomba da 15,5 chilotoni.
Una “botta” sui conti del Comune da 15,5 milioni di euro (ma ci riserviamo di capire, con la lettura della sentenza, quanti “accessori” dovranno essere ulteriormente liquidati).
La sentenza è provvisoriamente esecutiva.
Significa che il Comune, da oggi, DEVE PAGARE, alla società istante, tutti questi soldi.
Soldi, che il Comune non ha.
Soldi, che il Comune non ha mai “messo da parte”.
Tratteremo in una altro post i motivi e le responsabilità che hanno dato origine a questa causa.
Intanto, però, occupiamoci dei problemi urgenti: le regole della buona finanza comunale, imporrebbero al Comune di mantenere un “fondo rischi contenzioso” per evitare che, in caso di sentenze negative, l’ente entri in difficoltà finanziaria.
Ora. Vi ricordate che più e più volte vi abbiamo detto che a Renata Tosi era stato negato il diritto di accesso agli atti per verificare le carte e i documenti proprio di questo processo?
Vi ricordate quando vi abbiamo detto che, nonostante un parere positivo del ministero, il Comune ha continuato a negare alla consigliera Tosi di vedere le carte di questo processo?
Vi ricordate quando abbiamo detto che era “non trasparente” per un Comune, non dare la possibilità ad un consigliere che le richiedeva, di vedere le carte di un processo civile?
Vi ricordate quando il Sindaco, ancora all’ultimo consiglio comunale, ha risposto alla Tosi, anziché aprire i cassetti e far vedere le carte, che “ avrebbe aperto un procedimento, una indagine in comune”, per sapere come la Tosi fosse venuta a conoscenza che su questa problematica era stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti di un dipendente dell’ente?
Vi ricordate quando la Sindaca si è lamentata contro la Tosi perché la Tosi, la Domenica, faceva gli accessi agli atti che “disturbavano” in Comune?
Ecco perché facevamo gli accessi agli atti: per capire cosa questi soggetti stavano facendo, e come stavano amministrando la Città. Ovvero, stavamo facendo il lavoro corretto dell’opposizione. Altro che “disturbare”!
Ora è il momento di cercare di raccogliere i cocci.
Un Comune che oggi predica “trasparenza“ anche su questa posizione, e poi è da più di sette mesi che non dà i documenti che legittimamente avrebbe dovuto dare a un consigliere, è semplicemente intollerabile.
Ci potevamo già aspettare una sentenza potenzialmente letale, e lo avevamo supposto; ma, nonostante tutto, i nostri amministratori hanno continuato a “fare spallucce”, a “ballare” con i nostri soldi, come se non ci fosse alcun problema, mentre la mega bomba stava per esplodere.
Come quei suonatori che suonavano sul Titanic mentre la nave affondava, noncuranti che di lì a poco vi sarebbe stato il naufragio.
Dobbiamo pensare che questa Sindaca, in versione sempre più “spendi e spandi”, abbia continuato a spendere soldi nonostante la potenziale deflagrazione della sentenza che è uscita oggi?
Non curandosi di premunirsi, da un punto di vista contabile, degli effetti?
Vedremo.
Chiederemo.
Indagheremo.
Lo avevamo chiesto anche al momento dell’approvazione del bilancio preventivo: a quanto ammonta il fondo per i rischi delle cause?
Ora, statene certi, non arretreremo di un millimetro.
Chi ha la responsabilità politica delle mancate risposte, e della mancata trasparenza, ne subirà tutte le conseguenze.
Verificheremo attentamente, nei prossimi giorni, anche ogni profilo di illecito penale che possa eventualmente essersi verificato nella gestione della vicenda.
Sicuramente, il rifiuto di atti di ufficio nel fornire la documentazione che il consigliere Tosi aveva richiesto, è già un aspetto penalmente rilevante.
Ma questa vicenda è molto poco chiara.
Sotto diversi aspetti.
La approfondiremo fino alla fine.
Vogliamo capire ci ha sbagliato.
Vogliamo capire chi non ha informato.
Perché non informare noi, significa non informare i cittadini.
Vogliamo capire come in Comune pensano ora di tappare la falla.
Di uscire da questo pantano.
Sempre che ne siano in grado.
Qualcuno dovrebbe dimettersi e chiedere scusa.
Ma, si sa, partirà il solito “scaricabarile”.
Stiamo a vedere.
Arrabbiati.
Molto.. arrabbiati.
(Immagine frutto di AI).