11/06/2026
L'UMANITÀ È MAGNIFICA
Il Papa nella sua prima enciclica invita tutti, cattolici e non, a fare delle scelte definitive:
innalzare una nuova torre di Babele o partecipare alla ricostruzione delle mura della "Città" dove Dio e l'umanità abitano insieme.
Ogni generazione riceve il compito di dare forma al proprio tempo, di custodire la dignità umana, di promuovere la giustizia e rendere possibile la fraternità.
La dottrina sociale è la dottrina politica della Chiesa (91).
Il Papa agli uomini di questo tempo chiede scelte concrete nelle leggi, nel lavoro, nell'istruzione, nelle responsabilità sociali e politche affinché esse siano davvero valorizzate e umanizzate.
Non ci dice come comportarci, ma come agire in questo tempo disumano dell'intelligenza artificiale, dell'algoritmo, del metaverso e "dell'individuo sovrano".
È un richiamo forte all'unità politica dei cattolici e a considerare la dignità umana un Valore concreto che si misura ogni giorno attraverso il rispetto dei diritti fondamentali:
il lavoro, l'inclusione sociale, la solidarietà e la sussidiarietà.
Questa enciclica, dopo la Laudato sì che denunciava il modello consumistico e invocava una conversione ecologica del cuore umano, ci invita a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale.
"Se il cattolico perde di vista il sociale, perde la parte migliore di sé".
Adesso molti cercheranno di addolcire e di adattare questo messaggio per giustificare l'appartenenza a partiti e associazioni che sono contro la morale Cristiana e sostenere con il voto uomini che sono contro la
Chiesa, la famiglia e la comunità, che professano l'appartenza alla Chiesa solo a parole, ma nel concreto la fede è solo proclamata:
da lunedì a sabato sono all'inferno e solo la Domenica in Paradiso
Leone XIV chiede < coraggio> ai Vescovi italiani.
«Il Signore – afferma Leone XIV – non ci chiede di misurare la fecondità della Chiesa con i criteri del numero, della visibilità, dell'influenza», ma domanda il «coraggio dell’essenziale», il «coraggio di comunità meno preoccupate di conservare il tutto e più libere di annunciare Cristo», il «coraggio di una catechesi che sia cammino di iniziazione e formazione permanente alla vita cristiana», il «coraggio di parrocchie accoglienti e missionarie, in cui le famiglie si ritrovano e si rinnovano con la linfa del Vangelo», il «coraggio di organismi di partecipazione vivi», il «coraggio di ascoltare i giovani senza addomesticarne le domande». E ancora: «Il coraggio di lasciarci evangelizzare dai poveri»; e «il coraggio di una struttura nazionale sempre più al servizio della comunione missionaria» delle diocesi.
Ciò che auspica è un «popolo» che viene generato dalla Fede e «da comunità che sanno dire con la vita prima ancora che con le parole: “Abbiamo trovato il Messia”, abbiamo trovato la via.
Da qui il richiamo: «L’Italia ha bisogno di questa unità per un ritorno all'umano, all'appartenenza, a una vita non di solitudine e dello scarto, ma feconda di relazioni sociali in una Umanità Magnifica
eraldo rizzuti
vice presidente nazionale
Libertà è Democrazia