Serena Viapiana - Professionista dell'aiuto

Serena Viapiana - Professionista dell'aiuto Mi occupo di Coordinazione Genitoriale, Supporto alle famiglie, ai singoli e Prevenzione suicidio ✨

Screditare un'intera categoria professionale, a discapito della nostra immagine e scaturendo un meccanismo di svalutazio...
11/06/2026

Screditare un'intera categoria professionale, a discapito della nostra immagine e scaturendo un meccanismo di svalutazione a catena, per propri scopi, genera conseguenze lesive dei diritti altrui e di noi professionisti.

Le campagne di sensibilizzazione e informazione per la prevenzione del rischio su*cidario continuano.Questa mattina ho a...
19/04/2026

Le campagne di sensibilizzazione e informazione per la prevenzione del rischio su*cidario continuano.

Questa mattina ho avuto l'onore di esporre i fattori di rischio e segnali d'allarme ai Capi dei diversi gruppi Scout della zona.
È stato emozionante e la partecipazione attiva!

Perché informare, a partire da coloro i quali vivono nelle vite di ragazzi e giovani adulti, non può che rappresentare una fonte ulteriore all'intervento preventivo.

Grazie, grazie per l'ascolto, per le vostre domande, riflessioni, le vostre testimonianze.

Continuiamo a lavorare insieme!




La società è in continuo mutamento, di conseguenza a cambiare sono anche i bisogni.Compito del Welfare è anche intercett...
12/04/2026

La società è in continuo mutamento, di conseguenza a cambiare sono anche i bisogni.
Compito del Welfare è anche intercettare tali nuovi bisogni al fine di adeguare interventi e servizi perché nessuno resti fuori dalla sfera dei propri diritti, e giacché potrebbero anche svilupparsene di nuovi.

Così, leggendo varie notizie in particolare a seguito delle separazioni, si sente sempre più spesso di uomini/padri in difficoltà principalmente a causa dello spostamento dalla propria abitazione e relativo mantenimento della prole.
E si è generata una riflessione! 💡
Così come esistono strutture di accoglienza per donne in difficoltà con minori, ad esempio, perché non prevederle anche per gli uomini?

Il Servizio Sociale, in particolare, in un'ottica di advocacy e tutela delle persone in condizioni di fragilità, può tra i primi essere fautore di una tale rivoluzione. Iniziamo a raccogliere dati, ad accogliere, ad individuare le nuove fragilità. Perché nessuno resti indietro, per prevenire ciò che può divenire un'emergenza sociale ed un malessere latente.

Cosa ne pensi?




Condivido questo interessante incontro per neo-genitori nella zona di Cosenza!GRATUITO!
23/03/2026

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GRATUITO!

Aiutiamo Croce rossa italiana - Comitato di Cosenza! ⛑️🙏
15/03/2026

Aiutiamo Croce rossa italiana - Comitato di Cosenza! ⛑️🙏

"E il conflitto? «Gli assistenti sociali lo conoscono bene, perché è parte integrante delle relazioni di aiuto difficili...
14/03/2026

"E il conflitto? «Gli assistenti sociali lo conoscono bene, perché è parte integrante delle relazioni di aiuto difficili. Ma non è mai il motore delle decisioni professionali»."

La vicenda della “famiglia nel bosco” ha messo sotto i riflettori - e spesso sotto accusa - la figura dell’assistente sociale. Elena Cabiati, docente all’Università Cattolica di Milano spiega la complessità della formazione professionale: «Si lavora molto, in teoria e in pratica, per diventare conoscitori di se stessi e della propria visione, perché questa non influenzi le analisi e le valutazioni». E il conflitto? «Gli assistenti sociali lo conoscono bene, perché è parte integrante delle relazioni di aiuto difficili. Ma non è mai il motore delle decisioni professionali».

Leggi l'intervista di Chiara Ludovisi
👉 https://www.vita.it/gli-assistenti-sociali-non-sono-immuni-dai-pregiudizi-ecco-come-imparano-a-gestirli/

"Non è accettabile che sedicenti esperti, pagati, interessati, onnipresenti nei dibattiti televisivi e digitali, si rivo...
10/03/2026

"Non è accettabile che sedicenti esperti, pagati, interessati, onnipresenti nei dibattiti televisivi e digitali, si rivolgano alla pancia del pubblico, commentino atti che non conoscono, deformino procedure complesse, insinuino complotti, attribuiscano intenzioni, colpe o abusi senza alcuna competenza tecnica e senza alcun rispetto per la verità dei fatti."

Informazione urlata, offensiva fino al reato di diffamazione; fiction con immagini stereotipate, vicende che riguardano minori di età diventate terreno di esposizione mediatica irresponsabile, la loro vita, la loro storia, la loro identità e il loro dolore offerte a un bulimico consumo pubblico; la professione di assistente sociale raccontata come un potere oscuro, arbitrario, invasivo, ideologico o addirittura persecutorio…

L’Ordine Assistenti Sociali scrive a Rai e Mediaset richiamando i doveri del “servizio pubblico” e delle reti private dirette al grande pubblico: “Informare, non deformare”, scrive la presidente Barbara Rosina partendo da quanto sta succedendo da qualche mese e in questi giorni in cui “vicende complesse che riguardano minorenni, famiglie fragili, provvedimenti dell’autorità giudiziaria e interventi dei servizi sociali, sono state troppo spesso raccontate dentro una cornice semplificata, emotiva, urlata”. “Sia chiaro: non esigiamo trattamenti di favore, né immunità dalla critica”, aggiunge, ma ricordando le querele già partite a salvaguardia dei 48mila professionisti rappresentati e le aggressioni ad assistenti sociali scatenate da rabbia e gogna mediatica, ribadisce “vi chiediamo un’assunzione di responsabilità pubblica: vi chiediamo di raccontare le storie di sofferenza e il lavoro sociale con maggiore attenzione, maggiore competenza e maggiore prudenza”.

“Sperando di non dover tornare a scrivere su qualcosa che dovrebbe essere a fondamento del giornalismo plurale e democratico – conclude - vi chiediamo di informare, non deformare”.

📌Leggi la lettera alla RAIhttps://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/03/1467_RAI_Lettera-Aperta-CNOAS.pdf
📌Leggi la lettera a Mediaset
https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/03/1475_Mediaset_Lettera-Aperta-CNOAS.pdf
Rai Italia
Mediaset Infinity

Quando elabori un lutto, sei costretto a riconsiderare tutto.🔹Il tempo che trascorri non è più lo stesso, senti la neces...
09/03/2026

Quando elabori un lutto, sei costretto a riconsiderare tutto.

🔹Il tempo che trascorri non è più lo stesso, senti la necessità di dover rallentare, smetterla di correre per cose futili, apprezzare ed assaporare i momenti che trascorri,
con le persone, con te stessa.

🔹Gli schemi, quegli schemi che ti sei costruita anno dopo anno, che ti hanno permesso di conoscerti ed andare avanti, vanno in frantumi: ora devi rivederli, devi coglierne qualche pezzo, qualche altro devi gettarlo via perché non è più adatto. Devi costruirne degli altri, la tua vita è cambiata totalmente.

🔹E poi lei, l'assenza. Si, devi farci i conti. Presto o tardi piombano alla mente ricordi piacevoli e non, emozioni, sensi di colpa, comportamenti che avresti potuto evitare, altri che avresti dovuto esprimere. L'assenza, la puoi sentire, tutti i giorni, alcune volte si affievolisce, ma la maggior parte delle volte diventa più concreta, e sarà lì, diventerà la tua compagna.

È tutto una tempesta,
ma come ogni tempesta, nel momento in cui ci sei dentro,
devi attraversarla.

👠🖤
08/02/2026

👠🖤

Tua figlia dice no a un ragazzo. Due ore dopo la ripescano da un fiume.

Zoe Trinchero aveva 17 anni. Lavorava al bar della stazione. Venerdì sera è uscita con gli amici. Uno di loro ci ha provato. Lei ha detto no. Lui l'ha ammazzata. Si è cambiato i vestiti, è tornato dagli altri e ha detto: "È stato un nordafricano." Trenta persone sono corse sotto casa di un immigrato che non c'entrava niente. Pronte a linciarlo.

L'assassino era seduto in mezzo a loro.

Adesso fermati un secondo. Pensa alla persona più pericolosa per tua figlia. Immaginala. Hai in testa una faccia. E quella faccia non somiglia a tuo cognato, al collega simpatico, al ragazzo che viene a prenderla dopo il lavoro.

Eppure i numeri dicono esattamente questo.

Nel 2025, in Italia, 97 donne sono state ammazzate. 85 sono state uccise da qualcuno del loro mondo. Un marito, un ex, un padre, un figlio, un amico. Dati del Ministero dell'Interno. L'87%.

Nel 2024, l'ISTAT ha contato 106 femminicidi. Sai quante donne sono state uccise da uno sconosciuto? Quattro. Su centosei. E il 93% delle vittime italiane è stato ucciso da un italiano.

Il pericolo per tua figlia non ha un accento straniero. Ha le chiavi di casa. Le offre un passaggio. Le scrive "come stai?" su WhatsApp.

E ogni volta che succede, il copione è lo stesso. Strage di Erba, 2006: quattro morti, tra cui una donna e un bambino di due anni. I TG della sera: "Si cerca un tunisino." Il testimone sopravvissuto descrive agli inquirenti "un nordafricano." Condannati all'ergastolo: i vicini di casa. Italiani. Meredith Kercher, 2007: la coinquilina accusa Patrick Lumumba, congolese, proprietario di un locale. Arrestato. Non c'entrava niente. Yara Gambirasio, 2010: il primo fermato fu Mohammed Fikri, operaio marocchino, bloccato a Tangeri per un'intercettazione tradotta male. Non c'entrava niente. Nizza Monferrato, venerdì notte: trenta persone sotto la casa sbagliata e l'assassino seduto al tavolo con gli amici.

Quattro storie. Stesso schema. Il primo sospetto cade sempre su qualcuno che viene da fuori. Il responsabile era a un metro.

Funziona così perché il nostro cervello funziona così. Il mostro deve avere una faccia lontana dalla nostra. Deve parlare un'altra lingua, pregare in un'altra direzione, avere la pelle di un altro colore. Perché se il mostro ha la tua stessa faccia, se parla il tuo dialetto, se lo conosci da quando andava a scuola — allora il pericolo è ovunque e non puoi fare niente per tenerlo fuori.

E invece è così. L'87% dice che è così.

Il pregiudizio che ti fa cercare il pericolo fuori casa è lo stesso che ti impedisce di vederlo quando ti siede accanto. È lo stesso che ha mandato trenta persone sotto la porta sbagliata venerdì notte, mentre l'assassino di Zoe si era già cambiato la maglietta e stava cercando di farla franca.

La prossima volta che tua figlia esce il venerdì sera, il pericolo più grande non è quello che non conosci. È quello a cui non hai mai pensato di guardare le mani.

Il confine tra giustizia privata, in questo caso il diritto di proteggere la vita privata da ingerenze altrui Ed Il supr...
23/11/2025

Il confine tra giustizia privata, in questo caso il diritto di proteggere la vita privata da ingerenze altrui Ed Il supremo interesse del minore, è alquanto labile.
In pochissime situazioni tale confine è netto, nella maggioranza dei casi il dilemma etico,
ovvero il riconoscere un conflitto di valori, identificare i principi etici in contrasto e infine valutarli su base normativa, scientifica e metodologica, esperienza professionale e diritti fondamentali, per noi Assistenti Sociali è all'ordine del giorno.


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