21/12/2017
“MANCANZA FONDI PER BORSE E’ ATTACCO AL DIRITTO ALLO STUDIO”
La Regione Emilia-Romagna ha annunciato che quest’anno non potrà coprire la totalità delle borse di studio per gli studenti universitari che ne avrebbero diritto secondo i parametri di idoneità. L’annuncio è arrivato a sorpresa dall’assessore regionale con delega a scuola e università Patrizio Bianchi.
Le motivazioni sarebbero legate ad un’insufficiente copertura prevista dai bilanci, per cui in mancanza dei fondi erogati dal governo per l’anno 2018 e dato allo stesso tempo l’aumento degli studenti idonei, la giunta regionale garantirà solo l’80% delle borse previste. Per l’esattezza, 3147 studenti dovranno rinunciare ad affitti, spese e sostegno allo studio, con il rischio di non poter più sostenere gli esami ad anno accademico incominciato. A nostro parere è una situazione inaccettabile e a cui porre rimedio al più presto.
Per la prima volta in Emilia-Romagna, regione che ha sempre fatto dell'investimento nel diritto allo studio un motore del proprio sviluppo economico e sociale, viene chiusa la porta in faccia a 3147 studenti e studentesse che fanno affidamento sul sostegno pubblico per poter proseguire i propri percorsi accademici. Si va a chiudere così un cerchio che nasce dai tagli all'istruzione strutturali degli ultimi vent’anni, che passa dal turnover bloccato dei docenti e che arriva all'istituzione del numero chiuso nella maggior parte delle facoltà italiane. Tutto questo in un contesto lavorativo in cui invece appare sempre più chiaro come il possesso di un titolo universitario permetta di trovare occupazioni migliori e con meno difficoltà.
Come Movimento Giovanile della Sinistra (Mgs) di Reggio Emilia quindi ci uniamo alle sollecitazioni già espresse dalle associazioni studentesche universitarie e chiediamo di convocare un tavolo regionale, che coinvolga i rettori, i rappresentanti degli studenti e le istituzioni. Non si tratta solo di una questione di soldi, ma della capacità della politica di compiere scelte coraggiose e di prospettiva. Parliamo di un diritto fondamentale, costituzionalmente riconosciuto nell’articolo 34 che recita “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.” Non si può rinunciare al diritto allo studio, non è possibile accettare mediazioni che compromettano il diritto di migliaia di ragazzi di poter costruire il proprio futuro.
- Eugenio Capitani