16/05/2024
Esattamente 3 anni fa scrivevo queste considerazioni in merito al processo che ha visto Mimmo e tutti gli altri operatori dell'accoglienza coinvolti.
Ho sempre creduto che la verità alla fine avrebbe trionfato. E così è stato, in appello tutti assolti e adesso, senza nessun tipo di ombra sulla testa, Mimmo ha deciso di dare il suo contributo per un'Europa più umana e strumento di pace per tutti i popoli del mondo.
7 anni e undici mesi ha chiesto il PM Permunian al processo Xenia contro Mimmo Lucano il fuorilegge. La richiesta si basa su una presunta associazione a delinquere che facendo uso del denaro pubblico destinato ai progetti di accoglienza ha creato un vero e proprio sistema clientelare finalizzato ad un tornaconto politico. All'inizio di questa storia il procuratore capo D'Alessio ha dichiarato in diverse interviste che Lucano doveva rendere conto di svariati milioni di euro scomparsi. Adesso non si parla più di soldi scomparsi ma distratti col fine del tornaconto politico, con l'aggravante di aver danneggiato i migranti che, evidentemente "stanno molto a cuore" a lui, a Minniti, a Salvini ed al prefetto Di Bari. E quanto questo sia vero lo abbiamo constatato con la vicenda di Becky Moses, diniegata dai progetti di accoglienza e spinta in quel " paradiso" che è la tendopoli di San Ferdinando per morire bruciata viva. " Paradiso" gestito dalla Prefettura di RC. E riconosciuta grazie ad una carta di identità rilasciata a gratis da Mimmo Lucano. E per questo merita di andare in galera, perché non si rilasciano a gratis le carte di identità. Ma merita la galera anche per le carte di identità rilasciate ad una mamma e a un bimbo di pochi mesi gravemente ammalato che senza documenti non aveva neanche la possibilità di accedere a cure sanitarie. E Mimmo Lucano lo dice pure nelle intercettazioni: odio questo sistema burocratico che porta le persone a soffrire e finanche a farle morire. Non ha importanza che le carte d'identità Mimmo li pagava con soldi suoi. Non ha importanza che Mimmo non ha preso, per sé, un solo euro. Va' condannato per le sue mire politiche, e non ha importanza che ha rifiutato candidature sicure al parlamento europeo, o a quello italiano. No', non ha importanza che lui, oggi, non ricopre alcun incarico e di fatto non ha ottenuto nessun tornaconto politico, viene processata la sua intenzione futura di spendersi per la sua terra. Una terra di ndrangheta e malaffare, una terra di opere pubbliche incompiute, una terra di servizi sanitari disastrati. Tutte cose che la procura di Locri non vede. Però vede un sistema criminale con a capo Lucano, in contrasto con tutto quello che ha visto il resto del mondo. A Riace lavoravano quasi cento persone nel sistema di accoglienza, oggi sono tutti disoccupati. Molti migranti destinati ad altri luoghi volevano andare a Riace, perché là potevano essere "sfruttati e maltrattati" da Lucano. Si sa', sono masochisti. O forse a Riace scoprivano la dignità di sentirsi rispettate come persone. E questo ha visto il mondo intero, il mondo senza paraocchi e non accecato da odio razziale. Il pm chiede 7 anni e sei mesi partendo dalla dichiarazione di un teste scredidato, un'accusa che fa ridere tutti coloro che conoscono e hanno conosciuto Mimmo Lucano. Lui che minaccia qualcuno, fa solo ridere pensarlo. I fatti dicono che il minacciato era lui. Ma se consideriamo che Mimmo Lucano ha subito la misura dell'esilio dal suo paese, più di 60 anni dopo l'era fascista, forse diventa chiaro che l'obiettivo è tutto politico, quel modello andava distrutto, costi quel che costi, anche la credibilità dello stato di diritto. Ma lo stato di diritto non è rappresentato dal PM, né dal procuratore capo, ci sono anche gli avvocati della difesa e sopratutto c'è un giudice terzo che finora ha dimostrato serietà e buon senso. Io e molti altri che conosciamo Mimmo da quando eravamo ragazzi non abbiamo dubbi, ci fossero tanti Mimmo Lucano, in Calabria, in Italia, nel mondo. Il mondo sarebbe un luogo più bello, più umano, più giusto, dove la giustizia umana troverebbe più spazio di quella burocratica. Mimmo Lucano non è solo ed è la testimonianza vivente che " Un'altra Calabria è possibile". Il tempo ristabilira' la verità e verrà il giorno in cui molti dovranno vergognarsi. CON MIMMO LUCANO, CON LA CONVINZIONE DI STARE NEL GIUSTO.