Collettivo Uppercut

Collettivo Uppercut Un collettivo di giovani studenti e lavoratori in lotta per i nostri spazi e le nostre idee, che credono nella socialità e nell'autogestione. Minzoni

Ogni venerdì, 15.30, in via D. È evidente che abbiamo un grosso problema. Un problema con diversi sintomi: aumento esponenziale della disoccupazione, aumento dell'imposizione fiscale sui lavoratori, aumento dei costi dello studio, sanità, trasporti, inflazione generalizzata, mancanza di partecipazione politica. Sono tutti sintomi che noi viviamo quotidianamente sulla nostra pelle: nelle scuole e n

elle università con l'aumento delle tasse e del costo del materiale, sul lavoro quando ci viene imposta la cassa integrazione e mobilità o veniamo assunti con contratti precari, quando dobbiamo pagare ticket sanitari per prestazioni fino a poco fa gratuite, quando compriamo un biglietto dell'autobus o del treno che ci portano a scuola, al lavoro o all'università. La causa di questi sintomi, è a ben vedere facile da individuare, senza perdersi in arzigogolate analisi economiche e geopolitiche: il problema si chiama dominio dell'uomo sull'uomo e dell'uomo sull'ambiente. È un problema che sussiste da tempo immemore. Ed affrontare questo problema è un impegno non più rimandabile: la crisi economica comprime i salari e la crisi ecologica divora risorse ambientali. Pensiamo che sia necessario attuare un profondo cambio di paradigma e che proporre riforme e palliativi non possa che agire sui singoli sintomi senza risolvere la vera malattia. Questo cambio di paradigma deve avvenire sia nei classici ambiti in cui si sono mossi il movimento, scuola e lavoro, che negli ambiti troppo spesso trascurati dell'ecologismo e delle questioni di genere. Non è possibile pensare ad un cambiamento, per quanto radicale, solamente in ambito politico ed economico. Il cambiamento deve investire tutti gli ambiti della sociale. Quindi pensiamo che sia necessario rilanciare un nuovo modello di fare politica: che parta dal basso e che voglia rimanere nel basso, che non accetti deleghe e gerarchie, che veda ogni individuo impegnarsi in prima persona tramite l'azione diretta negli ambiti sociali che vive quotidianamente.

16/11/2016

Questo venerdì presso il circolo Berneri in via don Minzoni avremo occasione per fare due chiacchere con Gianni Carrozza, redattore di Collegamenti Wobbly e grande conoscitore del movimento operaio francese, sulla Loi Travail, il pacchetto di misure sul lavoro voluto dal governo francese che tende ad un peggioramento delle condizioni di lavoro, e sul vasto movimento di opposizione sociale che si è creato di fronte a questo ennessimo attacco ai lavoratori.

01/09/2014

Unione Sindacale Italiana sez. AIT/IWA

Il 23 agosto 1927 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti venivano uccisi dalla giustizia statunitense.Erano due proletari im...
23/08/2014

Il 23 agosto 1927 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti venivano uccisi dalla giustizia statunitense.
Erano due proletari immigrati a Boston, due militanti anarchici ingiustamente accusati di rapina e di omicidio. Il governo del Massachusets non si fermò davanti all'evidente innocenza di Sacco e Vanzetti, né davanti alle imponenti mobilitazioni in loro difesa e volle emettere una condanna a morte che fosse un segnale politico durissimo contro ogni tipo di opposizione, in particolare contro gli anarchici.
Nonostante questa ed altre offensive repressive, le idee e le pratiche anarchiche hanno continuato e continuano a diffondersi, alimentate da un'intransigente lotta contro ogni forma di potere e da un inesauribile amore per la libertà.

Per ricordare, conoscere e ripensare dal film "Sacco e Vanzetti" del 1971 di Giuliano Montaldo

21 gennaio 1901Ti hanno reso irriconoscibile per farti attraversare un pezzo d’Italia senza dare nell’occhio. Ti hanno r...
29/07/2014

21 gennaio 1901
Ti hanno reso irriconoscibile per farti attraversare un pezzo d’Italia senza dare nell’occhio. Ti hanno rasato a zero e ti hanno tagliato i baffi, cosicchè quella tua fotografia resa famosa da migliaia di opuscoli anarchici sfuggiti alla censura sembra raffigurare un altro uomo.
23 gennaio 1901
Gaetano Bresci arriva alla sua destinazione finale.
L’ergastolano tanto per iniziare non avrà più un nome, ma un numero di matricola: 515. D’ora in poi, avverte il direttore, sarà l’unico modo consentito di presentarsi. La pratica della spersonalizzazione è completata. Dopo di che viene il rituale che accompagna qualunque viaggio dalla libertà alla prigionia. Una divisa da indossare fino all’ultimo giorno.
Opzioni limitate all’osso, così come i movimenti nell’angusto spazio che quel giorno si apre all’uomo condannato per aver ammazzato il re. La sua cella, come prescritto, sarà il luogo più sorvegliato d’Italia. Tre metri per tre affiancati da due celle laterali dotate di fessure attraverso cui le guardie eserciteranno il loro incessante controllo. Ispezioni quotidiane e notturne, regolazione delle luci perché il buio non cali mai sul sonno del colpevole, battiture di inferriate. Un’ora d’aria al mattino su un balcone che verrà coperto da lenzuola perché la vista del regicida sia preclusa agli altri detenuti. Dentro la cella, un ambiente spoglio e un muro che offre appiglio solo alle catene. Bresci non potrà parlare. Non avrà diritto a visite, eccetto quelle dei secondini. Non potrà scrivere, né ricevere lettere.
…“Quando la vita è impropria, meglio la morte” hai detto in passato. Nulla è cambiato. Le ragioni per cui vale la pena vivere sono le stesse per cui hai scelto di essere prigioniero.
Hai 31 anni.
Aspetti solo che la porta della cella si apra un’altra volta per annunciare la rivoluzione…

(da "Ho ucciso un principio" di Pasi)

https://www.youtube.com/watch?v=_E5mBdeFlaA

Premio Tenco 2008

Numero 5 del bollettino dei compagni di Modena!
22/07/2014

Numero 5 del bollettino dei compagni di Modena!

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23/02/2014
17/02/2014

TERRORISTA È CHI DEVASTA E MILITARIZZA I TERRITORI Migliaia di procedimenti giudiziari tra imputati e indagati, ripresa di articoli del codice penale fascista, multe da centinaia di migliaia di euro, normali pratiche di lotta trasformate in accuse di terrorismo. Con queste breve panoramica si può le...

02/02/2014

Ringraziamo tutti per la splendida serata di ieri!

20/01/2014
18/01/2014

Il Collettivo Uppercut esprime solidarietà e vicinanza alla famiglia e agli amici di Sylvester, ragazzo morto inguistamente e troppo giovane.

Il 15 dicembre 1969 veniva assassinato innocente il compagno Pinelli, nei locali della questura di Milano.Ricordandolo p...
15/12/2013

Il 15 dicembre 1969 veniva assassinato innocente il compagno Pinelli, nei locali della questura di Milano.
Ricordandolo per sempre, la nostra lotta più dura sarà.

Per l'Anarchia!

In memoria di Giuseppe Pinelli, ferroviere e anarchico, assassinato 40 anni fa dai servitori di uno stato fascista e terrorista.

Indirizzo

Via Don Minzoni 1/D
Reggio Nell Emilia
42100

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