Verdi-Europa Verde Reggio Emilia

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11/09/2026

Con Emma Bonino se ne va un pilastro della storia politica e civile del nostro Paese, una donna coraggiosa che ha dedicato la propria vita alla difesa della libertà, dei diritti civili e della dignità delle persone.

Insieme a Marco Pannella è stata protagonista di una stagione politica straordinaria, capace di scuotere e cambiare profondamente l’Italia. Le battaglie radicali, dal divorzio all’aborto fino alle grandi campagne referendarie e per i diritti umani, hanno prodotto conquiste civili e sociali che hanno reso il nostro Paese più libero, moderno e giusto.

Ho conosciuto Emma Bonino, insieme a Marco Pannella, agli inizi degli anni ’90, quando a Ostia si aprì una stagione di importanti cambiamenti. Ricordo poi le riunioni in via di Torre Argentina, momenti di confronto politico che porto con me.

Oggi provo un grande dolore. Alla sua famiglia, alle persone che le sono state vicine e a tutta la comunità radicale va il mio abbraccio più affettuoso.

Ciao Emma, l’Italia ti deve molto.

10/09/2026

Chi ancora non ha firmato può ancora farlo! E far girare ai propri contatti!

BOSCO OSPIZIO, ALLEANZA VERDI E POSSIBILE E AVS:“CONAD RITIRI LE DENUNCE CONTRO GLI ATTIVISTI. UN PRESIDIO PACIFICO NON ...
07/09/2026

BOSCO OSPIZIO, ALLEANZA VERDI E POSSIBILE E AVS:
“CONAD RITIRI LE DENUNCE CONTRO GLI ATTIVISTI. UN PRESIDIO PACIFICO NON SI PUÒ INTIMIDIRE CON STRUMENTI PENALI”

“Chiediamo nuovamente a Conad Centro Nord di ritirare le denunce presentate contro ignoti nei confronti dei manifestanti del presidio di Bosco Ospizio. La protesta di questi mesi è stata una mobilitazione civile, pubblica e pacifica, nata dalla preoccupazione di tante cittadine e cittadini per il destino di un’area verde che, dopo circa vent’anni anni di abbandono, ha visto svilupparsi spontaneamente un patrimonio di biodiversità”.

Lo affermano Paolo Burani e Alessandro Miglioli, rispettivamente esponenti reggiani di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione e Verdi e Possibile in consiglio comunale.

“L’archiviazione delle denunce del febbraio 2025 da parte del GIP, che già allora avevamo chiesto di ritirare, restituisce alle proteste portate avanti dagli attivisti negli ultimi anni la corretta dimensione, quella dell’espressione del legittimo dissenso. Proprio per questo una realtà come Conad dovrebbe compiere una scelta di responsabilità: ritirare le nuove denunce e contribuire ad abbassare quello che temiamo possa diventare il livello dello scontro. Le persone che hanno partecipato al presidio hanno messo in campo una forma di protesta pacifica, assumendosi pubblicamente la responsabilità delle proprie azioni: non una mobilitazione clandestina, ma un confronto svolto alla luce del sole, che oggi vede finalmente le due parti vagliare le reciproche posizioni – un confronto che non può avvenire con la spada di Damocle di denunce che pendono sulla testa di una di esse.”

La risposta al dissenso, soprattutto in questa fase, non può essere la denuncia. È questo il punto politico che vogliamo ribadire. Una democrazia solida non considera il conflitto sociale un problema di ordine pubblico da neutralizzare, ma una componente fisiologica della vita democratica – e, quando resta pacifico come nel caso di Bosco Ospizio, una risorsa: è proprio dal confronto tra posizioni diverse che una comunità riesce a ragionare seriamente su questioni urgenti come il cambiamento climatico e la cura del verde urbano. Se una comunità contesta una trasformazione ambientale, la risposta dovrebbe essere il confronto, come avvenuto anche attraverso l’intercessione dell’Amministrazione pochi giorni fa, non l’intimidazione.
La vicenda rende ancora più evidente la nostra contrarietà alla filosofia dei decreti sicurezza del Governo, che AVS continua a contestare per il rischio di comprimere il diritto costituzionale di riunione e di manifestazione del pensiero. Il decreto sicurezza del 2026, convertito in legge ad aprile, ha introdotto tra l’altro sanzioni amministrative sul preavviso delle riunioni.

“Non vogliamo un Paese nel quale, ogni volta che una protesta crea un disagio o mette in discussione un interesse economico, la prima risposta sia una denuncia – concludono –. La vera sicurezza passa anche dalla possibilità di esprimere il dissenso e di proporre alternative, senza essere trasformati automaticamente, da un ente privato, in un problema di ordine pubblico.”

Firmiamo per la  , non per la  , firmiamo perché si possa avere un 6×1000 e un fondo statale che finanzi un Dipartimento...
26/08/2026

Firmiamo per la , non per la , firmiamo perché si possa avere un 6×1000 e un fondo statale che finanzi un Dipartimento che coordini una Difesa non armata e ⛵

Ce lo chiedono la e il buon senso🤾‍♂️

per , per 🧘‍♂️

Con o

https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008

Da questa sera a La Festa dell'Unità di Reggio Emilia è presente lo stand della Campagna Un'altra difesa è possibile.

Ma si può sottoscrivere anche qui la proposta di legge popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008


e

24/08/2026

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Da sempre sosteniamo che il futuro della nostra città non possa essere costruito con modelli urbanistici del passato e p...
02/08/2026

Da sempre sosteniamo che il futuro della nostra città non possa essere costruito con modelli urbanistici del passato e per questo abbiamo sempre appoggiato tutti gli atti e le azioni messe in campo dall’amministrazione per cancellare previsioni urbanistiche ormai datate e fuori dal tempo.

Con il percorso di approvazione del PUG un tentativo importante fu fatto, ma il Comune p***e i ricorsi con gli attuatori privati e diversi piani furono reintrodotti, come PRU Ospizio, un progetto vecchio di 20 anni.

Oggi il TAR sentenzia nuovamente in materia di diritti edificatori, ma non si esprime considerando il contesto: in una fase storica segnata dalla crisi climatica e da eventi meteo sempre più estremi, servono nuovi strumenti per ripensare le priorità, le strategie e i limiti dello sviluppo urbano.

Il tempo del consumo indiscriminato delle risorse e della città autocentrica è finito, e noi continueremo a esprimerci e a lavorare perché Reggio Emilia scelga con coraggio -e cercando tutti gli appigli normativi possibili- un modello diverso di città.

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28/07/2026

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Di fronte a fiumi in secca, caldo estremo, processi di desertificazione e incendi, è arrivato il momento che l’agenda politica e quella di governo si occupino seriamente della crisi climatica.

Le temperature in aumento stanno portando lo stress idrico a essere una vera e propria crisi globale. E anche nel nostro Paese assistiamo a fenomeni sempre più frequenti ed estremi di siccità, aridità e rischio di desertificazione dei territori.

Abbiamo raccolto dati e fatti in un dossier, leggi “C’era una volta l’acqua”. Link nel primo commento.

https://www.facebook.com/share/1BVmuNqXjM/
27/07/2026

https://www.facebook.com/share/1BVmuNqXjM/

Musumeci e Pichetto Fratin si sveglino: l’Italia sta bruciando. Il governo la smetta di inseguire la propaganda negazionista e lavori per ricostruire un vero sistema di prevenzione.

Secondo i dati del sistema europeo EFFIS-Copernicus, dal 1° gennaio al 25 luglio sono andati in fumo oltre 40.000 ettari, contro una media di 22.220 ettari nello stesso periodo tra il 2006 e il 2025: un aumento dell’81%. Solo negli ultimi sette giorni sono bruciati 21.000 ettari. La Sicilia da sola conta oltre 26.000 ettari, più della metà della superficie percorsa dal fuoco in Italia: un dato drammatico che impone al presidente Schifani di assumersi le proprie responsabilità dimettendosi .

L’Italia non ha più un’efficace organizzazione di prevenzione e spegnimento degli incendi. L’abolizione del Corpo Forestale dello Stato ha disperso competenze e professionalità e ha indebolito il sistema. La prevenzione è praticamente scomparsa: si aspetta che gli incendi divampino e quasi che si spengano da soli.

I numeri parlano da soli: quando operava il Corpo Forestale dello Stato, per ogni incendio boschivo bruciavano in media 7,5 ettari; oggi si superano i 40 ettari per incendio, con roghi che durano giorni e costi enormi per il noleggio di mezzi aerei privati. L’Italia brucia anche perché ha smantellato la sua Forestale, sostituendo un modello fondato sulla prevenzione e sull’intervento rapido con uno che si dimostra sempre più inefficace.

Servono subito prevenzione, manutenzione del territorio, personale specializzato e una strategia nazionale all’altezza della crisi climatica. Continuare così significa condannare il nostro patrimonio naturale ad andare in fumo ogni estate.

Indirizzo

Via Zandonai 25
Reggio Nell Emilia
42124

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