Nido Jacopo Benedetti

Nido Jacopo Benedetti Asilo nido "Jacopo Benedetti" del Comune di Rapolano Terme in gestione alla Cooperativa sociale Koinè

25/10/2025

🌱 QUANDO IL CORPO, NEL GIOCO, PARLA

“Nel comportamento del bambino che distrugge, è necessario riconoscere il suo desiderio positivo di essere riconosciuto e accettato e di stabilire una relazione affettiva, desiderio espresso con violenza ma comunque espresso.
Aiutare un bambino come questo a verbalizzare la propria aggressività significa dare un aiuto prezioso a chi non ha parole per esprimersi ma solo ‘argomenti convincenti’.
Praticamente diciamo: non sono d’accordo con ciò che hai fatto, ma sono d’accordo con ciò che desideri.”
Bernard Aucouturier

🌿 Nel comportamento motorio dei bambini e delle bambine, soprattutto nella fascia 0-6 anni, si manifesta l’intera gamma del sentire umano: curiosità, frustrazione, gioia, rabbia, desiderio di controllo, bisogno di sicurezza, bisogno di riconoscimento.
💡 Ogni gesto corporeo, ogni gioco spontaneo — anche quelli che ci appaiono “impulsivi” o “distruttivi” — è una forma di linguaggio primario. Il corpo, prima ancora delle parole, parla di sé e dell’altro.

⚠️ Il bambino o la bambina che spinge un pari, rovescia un contenitore, distrugge una torre o lancia oggetti non “sta facendo il cattivo”: non è un bambino cattivo.
🌱 Sta esplorando la forza, la gravità, la relazione, il limite.
🌱 Sta verificando se il mondo — e l’adulto — resistono, se restano presenti, se sono capaci di stare, se lo riconoscono in profondità nonostante il caos.
🌿 È in questa esperienza che si costruisce la fiducia di base: quella vibrazione invisibile, quella connessione sottile che permette al bambino di sapere che può “cadere” senza essere abbandonato, che può “rompere” senza perdere l’amore.

🧠 Sta a noi adulti imparare a leggere ciò che i bambini e le bambine non sanno ancora dire con le parole.
🫀 Il gioco spontaneo è un messaggio che chiede ascolto, tempo e presenza.
Dietro il gesto che spinge o distrugge si cela una tensione vitale: un bisogno di essere visti, accolti, riconosciuti nella propria forza.
Imparare a stare davanti a questi gesti, senza reagire con lo spiegone o la correzione immediata, significa allenare la capacità di osservare e comprendere prima di intervenire.
Significa domandarsi: cosa mi sta comunicando questo bambino attraverso il suo corpo?

💫 Mediare allora non vuol dire interrompere il gesto, ma offrirgli significato.
L’adulto diventa ponte: dà parole, restituisce senso, accompagna l’emozione nel passaggio dal corpo al pensiero.
🔎 Dire “Vedo che volevi buttar giù la torre per vedere come cade” o “Ti è piaciuto sentire il rumore dei cubi di legno” è già una forma di mediazione: riconosce il desiderio senza approvare l’azione, trasforma la tensione in comunicazione e la comunicazione in crescita.

⚠️ L’adulto consapevole non blocca, non reprime, ma traduce, media e regola.
Aiuta il bambino a dare un nome a ciò che vive, a comprendere il senso del suo gesto, a trasformare la forza in parola, la rabbia in relazione, la scoperta in pensiero.
È un accompagnamento lento, fatto di sguardi, pause e presenza.

🌳 Nell’aver cura dell’educazione nella fascia 0-6, è fondamentale predisporre ambienti che accolgano le esperienze senso-motorie e corporee, le esperienze di incontro e scontro, le narrazioni simboliche del proprio sentire interiore. Spazi dove il disordine non è colpa ma processo; dove la caduta non è errore ma conoscenza; dove la relazione con l’adulto diventa luogo sicuro in cui poter sperimentare anche la forza e la rabbia senza paura.

Atelier della Pedagogista

31/07/2025

Indirizzo

Via Bologna 2
Rapolano Terme
53040

Orario di apertura

Lunedì 07:30 - 16:30
Martedì 07:30 - 16:30
Mercoledì 07:30 - 16:30
Giovedì 07:30 - 16:30
Venerdì 07:30 - 16:30

Telefono

+390577724033

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