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Il prossimo incontro del ciclo 2025-2026 di "Scrittori e scrittrici a confronto" sarà sull'Ucraina, un tema purtroppo se...
23/03/2026

Il prossimo incontro del ciclo 2025-2026 di "Scrittori e scrittrici a confronto" sarà sull'Ucraina, un tema purtroppo sempre di attualità. Avremo modo di affrontare sia l'aspetto storico che quello delle aspettative delle giovani generazioni di questo paese. Arrivederci, quindi, e passate parola!

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Per la prima volta, nel presentare i libri, si è parlato non s...
03/03/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Per la prima volta, nel presentare i libri, si è parlato non solo di che cosa parlano, ma anche di come sono stati scritti. Nella foto, Daniele Ossola mentre effettua la sua critica letteraria. Il suo intervento sullo stile è stato molto buono, così come aveva in precedenza letto molto bene, perfino molto meglio di quanto non scriva lui stesso, il che è incredibile, visti i suoi numerosissimi premi ricevuti.

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Nella foto, Fiorella Mannoia canta "Povera patria", pubblicata...
02/03/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Nella foto, Fiorella Mannoia canta "Povera patria", pubblicata alla vigilia delle stragi di mafia del 1992, davanti all'albero Falcone, di fronte all'abitazione del giudice a Palermo.

Povera patria (Franco Battiato - 1991)
Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos'è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene
Tra i governanti
Quanti perfetti e inutili buffoni
Questo paese devastato dal dolore
Ma non vi danno un po' di dispiacere
Quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
No cambierà, forse cambierà
Ma come scusare
Le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali
Me ne vergogno un poco e mi fa male
Vedere un uomo come un animale
Non cambierà, non cambierà
Sì che cambierà, vedrai che cambierà
Si può sperare
Che il mondo torni a quote più normali
Che possa contemplare il cielo e i fiori
Che non si parli più di dittature
Se avremo ancora un po' da vivere
La primavera intanto tarda ad arrivare

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Il giornalista Giampiero Rossi parlava anche con umorismo, ma ...
01/03/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Il giornalista Giampiero Rossi parlava anche con umorismo, ma non è stato l'unico a provocare risate. Fantastico infatti un «errore» del tecnico: appena fu fatto il nome di un importante politico all'interno di una lettura, partì per sbaglio il video "Povera patria" e a parecchie persone è venuto da ridere (vedi foto).

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Nella foto, Laura Lampugnani mentre legge un brano tratto dal ...
26/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Nella foto, Laura Lampugnani mentre legge un brano tratto dal libro del libro "Mafia a Milano. Sessant'anni di affari e delitti" di Giampiero Rossi.

Da Antonino Calderone a Tullio Cannella, da Pino Marchese a Totò Cancemi, da Gaspare Mutolo a Calogero Ganci. Sono circa 900 gli episodi che vengono poi contestati: cene, incontri, mediazioni, aperture politiche e numeri di telefono che vedono Marcello Dell'Utri a diretto contatto con gli uomini di Cosa nostra. I racconti dei collaboratori di giustizia sembrano completare il mosaico della rete milanese della mafia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, puntando i riflettori sull'ambiguo ruolo del manager di Berlusconi. Tullio Cannella, per esempio, racconta che «dopo l'arresto dei fratelli Graviano, nel 1994 a Milano, corse voce nella cosca di non fare mai il nome di Marcello». Perché? Forse, come dicono Salvatore Cancemi e Calogero Ganci, per il motivo che i contatti tra Dell'Utri e la mafia siciliana si sono protratti fino a tempi più recenti, quando i padroni della cupola sono ormai i corleonesi di Totò Riina. Il presunto «pizzo per le antenne» delle televisioni di Berlusconi, spiega Ganci, non sarebbe stato il frutto di un'estorsione, ma piuttosto una sorta di contributo versato in 4 o 5 rate annuali nelle mani di Vittorio Mangano. Fino al 1990, quando Riina decide di occuparsi in prima persona di questa faccenda: «Lo zio Totò - racconta Cancemi - mi disse: "Questa questione la voglio gestire personalmente"». E Ganci precisa: «Fu Totò Riina a dire: "D'ora in poi a Milano ci va Gaetano Cinà"». Mentre, a proposito del rapimento del figlio di Berlusconi, il pentito Gaspare Mutolo racconta: «Se il sequestro fu fatto saltare, ciò è avvenuto solo per gli interessi superiori dell'intera organizzazione mafiosa. Ricordo che allora Cosa nostra era retta dal triumvirato. Penso che la scelta di lasciar stare Berlusconi sia stata fatta da loro».

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.L'incontro è stato originale per i diversi contenuti, tra i qua...
25/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
L'incontro è stato originale per i diversi contenuti, tra i quali la musica. Nella foto, una copertina della canzone "La canzone del sole". Che cosa c'entrano questa canzone e i suoi autori (Mogol e Lucio Battisti) con la mafia? Assolutamente nulla. La motivazione per farla ascoltare è un'altra. Si è voluto sottolineare che Peppino Incontrera non era un ragazzo diverso dai suoi amici coetanei che ascoltavano le canzoni di un cantante non impegnato politicamente.

La canzone del sole (Lucio Battisti e Mogol - 1971)
Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
Le tue calzette rosse
E l'innocenza sulle gote tue
Due arance ancor più rosse
E la cantina buia dove noi
Respiravamo piano
E le tue corse, e l'eco dei tuoi no, oh no
Mi stai facendo paura
Dove sei stata, cosa hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
Cosa vuol dir sono una donna ormai
Ma quante braccia ti hanno stretto, tu lo sai
Per diventar quel che sei
Che importa, tanto tu non me lo dirai
Purtroppo
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
Le rocce, bianco il fondo
Di che colore sono gli occhi tuoi
Se me lo chiedi non rispondo
O mare nero, o mare nero, o mare ne-
Tu eri chiaro e trasparente come me
O mare nero, o mare nero, o mare ne-
Tu eri chiaro e trasparente come me
Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi
Noi due distesi all'ombra
Un fiore in bocca può servire, sai
Più allegro tutto sembra
E d'improvviso quel silenzio fra noi
E quel tuo sguardo strano
Ti cade il fiore dalla bocca e poi
Oh no, ferma, ti prego, la mano
Dove sei stata, cos'hai fatto mai?
Una donna, donna, donna, dimmi
Cosa vuol dir sono una donna ormai
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
Non so chi sei, non so più chi sei
Mi fai paura oramai, purtroppo
Ma ti ricordi le onde grandi e noi
Gli spruzzi e le tue risa
Cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi
La fiamma è spenta o è accesa?
O mare nero, o mare nero, o mare ne-
Tu eri chiaro e trasparente come me
O mare nero, o mare nero, o mare ne-
Tu eri chiaro e trasparente come me
No, no, no, no, no, no (o mare nero, o mare nero, o mare ne-) (2 volte)
No, no, no, no (o mare nero, o mare nero, o mare ne-)
No (o mare nero, o mare nero, o mare ne-)
Il sole quando sorge, sorge piano e poi
La luce si diffonde tutto intorno a noi
Le ombre ed i fantasmi della notte
Sono alberi e cespugli ancora in fiore
Sono gli occhi di una donna
Ancora pieni d'amore

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. L'incontro ha "rievocato fatti che mi riportano alla mia giove...
24/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
L'incontro ha "rievocato fatti che mi riportano alla mia gioventù che allora non mi erano molto chiari", secondo la testimonianza di una persona del pubblico. Nella foto, Daniele Ossola mentre legge l'inizio del libro "Mafia a Milano. Sessant'anni di affari e delitti" di Giampiero Rossi.

Milano, mattina del 27 gennaio 1962. La città non si è ancora del tutto scossa dalla morsa del gelo notturno. È sabato, i milanesi sono liberi dalle attività di tutti i giorni e possono sfidare la nebbia per dedicarsi allo shopping, rimanere a letto fino a tardi, lasciarsi prendere dalle chiacchiere nei bar. I giornali strillano in prima pagina la notizia della partenza del Ranger 3 - il razzo spaziale americano che dovrà fotografare da vicino la luna - e dell'apertura del congresso della Democrazia cristiana guidata dal segretario Aldo Moro. Nei caffè, come al solito, l'argomento dominante è il calcio: tra 8 giorni c'è il derby. L'Inter di Armando Picchi e il Milan di Dino Sani sono appaiate a 34 punti, ai vertici della classifica. L'attesa è grande, ce ne sono di cose da dire. Ma il sabato è anche giornata di divertimenti. E nella Milano del boom economico il cartellone è ricco: al Teatro Nuovo, Eduardo De Filippo porta in scena per la terza settimana consecutiva "Il sindaco del rione sanità", al Nazionale e al Meravigli viene proiettato il recentissimo "Don Camillo monsignore ma non troppo". Quel 27 gennaio, confuso nel via vai del centro della città, a metà mattina, c'è anche un uomo alto, magro, con i capelli bianchi, che si avvicina all'edicola di via Larga, compra quasi tutti i quotidiani e si allontana subito dopo, già assorto nella lettura. Salta le pagine in cui si parla di esperimenti spaziali, di politica italiana e cronaca locale. La notizia che gli interessa è una sola: la morte di Salvatore Lucania, detto Lucky Luciano, «il re del vizio», il capo plenipotenziario di Cosa nostra su entrambe le sponde dell'Atlantico, stroncato da un infarto alle 5 del pomeriggio precedente all'aeroporto napoletano di Capodichino.

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Interessante soprattutto l'origine della mafia in Lombardia. N...
23/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Interessante soprattutto l'origine della mafia in Lombardia. Nella foto, il giornalista Giampiero Rossi - un relatore che parla bene - mentre presenta il suo libro "Mafia a Milano. Sessant'anni di affari e delitti".

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Nella foto, uno stralcio dell'intervista al magistrato Nicola ...
22/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Nella foto, uno stralcio dell'intervista al magistrato Nicola Gratteri tratto da "Lezioni di mafie".

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Nella foto, Laura Lampugnani, brava nel leggere un brano tratt...
21/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Nella foto, Laura Lampugnani, brava nel leggere un brano tratto dal libro "Mi chiamo Giuseppe, per gli amici Peppino" di Santi Moschella.

"Allora, dottor Calfa?". «Peppino non aveva nessuna probabilità di essere eletto, tuttavia perseverò nel suo tentativo, incontrando difficoltà inimmaginabili e assurde per chi si trovi in buona fede». Calavà interviene: "È molto complicato presentare una lista per un organismo di così limitata influenza?". «Formata la lista, il primo atto da compiere consisteva nel farla sottoscrivere da un certo numero di soci tesserati». "Mi sembra normale". «Ma è che sembrava impossibile sapere chi fosse socio di quel partito». "Scusi, non esisteva un libro dei soci?". «Più che libro, un fantomatico elenco. Peppino, come in un gioco di società, venne indotto a girare tra i vari responsabili: il segretario di sezione non ne era in possesso e il segretario amministrativo lo rimandò a quello politico; il segretario del comitato in carica lo rinviò all'amministratore; l'amministratore gli disse che aveva un elenco provvisorio, in quanto la ratifica ufficiale non gli era mai arrivata. Chiese dunque di essere ricevuto dal dottor Strano, segretario provinciale». "Cosa ottenne?". 'Presidente, stiamo seguendo una pista politica?', interrompe l'avvocato Favara. Calfa, dopo un cenno positivo di De Nisi, risponde: «Strano disse di non possedere l'elenco dei soci, ma che riponeva la sua fiducia in Peppino; che la fiducia è importante perché la politica seria si fonda sul rispetto dei patti. Aveva trovato un accordo equilibrato con il sindaco su una rosa di persone appartenenti alle varie correnti, salvo periodiche migrazioni del tutto apparenti». "Questi i patti conclusi?". «Sì. Aggiunse che all'interno di quei confini ci sarebbe stata libertà di movimento». "Concretamente cosa offrì?". «Un posto nel comitato comunale, sacrificando uno dei suoi, che avrebbe se non capito almeno ubbidito».

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia. Nella foto, un passaggio emozionante dell'incontro: il Coro Ma...
18/02/2026

SCRITTORI A CONFRONTO - (Ranco, 31 Gennaio 2026) - Mafia.
Nella foto, un passaggio emozionante dell'incontro: il Coro Maurolico di Messina interpreta la canzone "I cento passi" (Stefano Bellotti, Arcangelo Cavazzuti, Franco D'Aniello, Massimo Ghiacci, Francesco Moneti, Roberto Zeno - 2004)

"Sei andato a scuola, sai contare?"
"Come contare?"
"Come contare?! Uno, due, tre, quattro, sai contare?"
"Sì, so contare"
"E sai camminare?"
"So camminare"
"Contare e camminare insieme lo sai fare?"
"Sì, penso di sì"
"Allora forza, conta e cammina"
"Vai, uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto"
"Dove stiamo andando?"
"Forza! Conta e cammina! 9... 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99 e 100!"
"Lo sai chi ci abita qua? Ah! U zù Tanu ci abita qua!"
"Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi!"
Nato nella terra dei vespri e degli aranci
Tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare
La voglia di giustizia che lo portò a lottare
Aveva un cognome ingombrante e rispettato
Di certo in quell'ambiente da lui poco onorato
Si sa dove si nasce ma non come si muore
E non se un ideale ti porterà dolore
Ma la tua vita adesso puoi cambiare
Solo se sei disposto a camminare
Gridando forte senza aver paura
Contando cento passi lungo la tua strada, allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi (4 volte)
"Noi ci dobbiamo ribellare"
("Ribellare, ribellare, ribellare, ribellare")
Poteva come tanti scegliere e partire
Invece lui decise di restare
Gli amici, la politica, la lotta del partito
Alle elezioni si era candidato
Diceva da vicino li avrebbe controllati
Ma poi non ebbe tempo perché venne ammazzato
Il nome di suo padre nella notte non è servito
Gli amici disperati non l'hanno più trovato
Allora dimmi se tu sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare, camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani, allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi (8 volte)
Era la notte buia dello Stato Italiano
Quella del nove maggio settantotto
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro
L'alba dei funerali di uno stato
Allora dimmi se tu sai contare
Dimmi se sai anche camminare
Contare, camminare insieme a cantare
La storia di Peppino e degli amici siciliani, allora
Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi (8 volte)
"È solo un mafioso, uno dei tanti"
"È nostro padre"
"Mio padre, la mia famiglia, il mio paese
(Uno, due, tre, quattro, cinque...) ma io voglio fottermene
Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di m***a
Io voglio urlare!"

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