13/03/2026
🔴Riforma disabilità – Decreto Legislativo 62/2024: cosa cambia davvero
Con il Decreto Legislativo 62/2024 è stata avviata una riforma molto importante che riguarda il riconoscimento della disabilità in Italia.
Si tratta di un cambiamento profondo del sistema attuale, con l’obiettivo di rendere tutto più semplice, più uniforme su tutto il territorio nazionale e più vicino ai reali bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Una delle novità principali è l’introduzione di una procedura unica
di accertamento.
Questo significa che non ci saranno più visite separate per invalidità civile, Legge 104, cecità, sordità o collocamento mirato, ma verrà fatta una sola valutazione valida per tutto.
In pratica si avrà un’unica certificazione di disabilità che accorperà tutti i verbali che oggi vengono rilasciati separatamente.
Il ruolo centrale passerà all’INPS, che diventerà il riferimento principale per gli accertamenti a livello nazionale.
L’obiettivo è evitare le differenze che spesso ci sono state tra una provincia e un’altra, dove per la stessa patologia si potevano avere valutazioni diverse.
Con la riforma verranno applicati criteri standard uguali in tutta Italia, in modo da garantire più equità e più giustizia per tutti.
Un altro cambiamento importante riguarda il modo in cui verrà valutata la disabilità.
Non si guarderà più solo la diagnosi medica, ma anche le difficoltà reali nella vita quotidiana, gli ostacoli che la persona incontra e il bisogno concreto di sostegno.
Questo modello segue la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e punta a considerare la persona nel suo insieme, non solo la percentuale.
Dopo il riconoscimento della disabilità sarà possibile avere un progetto di vita personalizzato, costruito in base ai bisogni reali della persona.
Questo progetto servirà per stabilire quali interventi, quali servizi e quali supporti sono necessari, sia nella vita quotidiana che a scuola, nel lavoro e nella vita sociale.
La riforma introduce anche diversi livelli di intensità di sostegno, che potranno essere:
lieve
medio
elevato
molto elevato
In questo modo gli aiuti dovrebbero essere più precisi e più adatti alla situazione di ogni persona, senza usare lo stesso criterio per tutti.
Un’altra novità importante è l’accomodamento ragionevole, cioè la possibilità di chiedere adattamenti necessari per poter partecipare alla vita lavorativa, scolastica o sociale, quando servono davvero per superare una difficoltà legata alla disabilità.
La riforma non entrerà in vigore tutta insieme, ma sarà applicata in modo graduale.
È prevista una fase di sperimentazione che coinvolgerà molte province italiane e che andrà avanti fino al 31 dicembre 2026 che già conosciamo.
Dal 1° gennaio 2027 il nuovo sistema dovrebbe entrare a pieno regime in tutta Italia.
In sintesi, questa riforma punta a ridurre la burocrazia, avere una sola certificazione, usare criteri uguali in tutta Italia e dare sostegni più mirati in base ai reali bisogni.
Personalmente penso che sia davvero un bel progetto, almeno sulla carta.
Spero davvero che venga applicato così come è stato scritto, perché se funzionerà nel modo giusto non risolverà tutti i problemi burocratici che oggi viviamo qui in Italia, ma sicuramente potrà aiutarci ad andare avanti con più semplicità nelle situazioni che tante famiglie affrontano ogni giorno.