30/10/2022
Oggi il nuovo dirigente scolastico di Pulsano ha rilasciato un intervista alla stampa dal titolo “golpe del consiglio di istituto” per lamentare il mancato rispetto dei risultati di un sondaggio sull’adozione della settimana corta nella scuola secondaria di I grado.
Un testo che conferma le numerose perplessità. Ma andiamo per gradi.
Il sondaggio ha diviso un’intera comunità in pochi giorni. È scritto che nasce per “omologare” (parole testuali) la durata della scuola secondaria alla primaria ed a quella dell’infanzia.
Perché dovremmo omologare la scuola Secondaria alla scuola dell’infanzia e primaria? Che senso ha, data la diversa didattica ed obiettivi?
Se il sondaggio nasceva per l’omologazione della scuola secondaria agli altri cicli di studio, ed era tutto già deciso, perché abbiamo perso tempo a votare?
Se il sondaggio era così importante per capire cosa volessimo noi genitori, perché si è scelto come sistema di votazione un semplice questionato di Google che non nasce per una votazione visto che non permette di verificare che chi vota ne abbia diritto?
Se il sondaggio rappresenta la maggioranza dei genitori perché sono state comunicate solo le percentuali e non i votanti? E come sono stati conteggiati questi voti?
Andiamo avanti…
Scorrendo l’articolo si rimane perplessi nel leggere quanto segue: “da quando sono arrivata in questo istituto e sono trascorsi solo due mesi, ho notato strane dimissioni di figure che avrebbero dovuto collaborare con me, ed in generale un ambiente non in linea con la mia idea di fare squadra.”
Questo è più preoccupante della settimana corta. Come mai dopo poche settimane dall’insediamento del nuovo dirigente c’è già un “ambiente non in linea” che sta provocando strane dimissioni? È ragionevole pensare che questo ambiente problematico darà ripercussioni sulla didattica. Cosa facciamo ?
Comunque finirà questa vicenda, il solco tra scuola e comunità è tracciato perché, dando per buono il sondaggio, vi sono almeno 500 genitori (padri e madri ) che sono ancora in attesa di risposte pur preferendo, visto il clima poco edificante che si è creato, non sprecare tempo mantenendo il silenzio.
Confidando che si torni quanto prima a “quote più normali” aspettiamo nuovi sviluppi.