14/07/2025
Lettera aperta ai cittadini di Priolo
Un editoriale dovrebbe aprire un dibattito, non chiuderlo, dovrebbe sollevare domande, stimolare il confronto, invitare alla riflessione. Invece, quello firmato da Salvo Maccarrone fa l’opposto, non interroga, sentenzia; non analizza, attacca; non propone, condanna. Non è un editoriale, è uno sfogo personale travestito da coscienza civica, un pamphlet militante costruito per dividere, non per comprendere; non per contribuire; ma per marcare un confine senza soluzioni.
Con parole dure, giudizi sommari e paragoni forzati si tenta di mettere all’angolo una figura che, in un momento difficile, ha deciso di assumersi responsabilità. È a questo punto che bisogna dire le cose come stanno, a Priolo sembra andare bene tutto, tranne Alessandro Biamonte e sapete perché?
Perché quando una persona preparata e determinata decide di dare una mano d’aiuto, entrare in giunta, affrontare i problemi da dentro, allora si grida allo scandalo. La verità è che Biamonte incarna ciò che più spaventa chi vive di rendite, polemiche e nostalgie sterili, ovvero la competenza.
Biamonte è una persona che studia, approfondisce, conosce le deleghe, comprende i meccanismi amministrativi, sa come si costruisce una proposta e come si risolve un problema ed è proprio per questo che, in un contesto dove l’approssimazione è diventata la regola, la sua presenza risulta scomoda, troppo preparato, troppo lucido, troppo.
Ed ecco che si parte all’attacco e si cerca di ridurlo a un “opportunista”, di delegittimare ogni passo, ogni scelta, ma chi lo fa evita con cura di rispondere a una domanda fondamentale, qual è l’alternativa? cosa si propone oltre alla critica.
La verità è che chi oggi urla, in realtà, non offre nulla, nessuna idea, nessuna visione, nessun piano, solo retorica, nostalgie fuori tempo e accuse vuote. Chi scrive per demolire senza costruire dovrebbe iniziare a capire che la politica vera si fa con responsabilità, non con moralismi a intermittenza, convenienza.
Priolo non ha bisogno di crociate personali, ha bisogno di chi si mette in gioco anche quando è difficile, di chi ci crede, di chi ha il coraggio di assumersi deleghe reali e lavorare, Alessandro Biamonte ha scelto la strada più scomoda, non quella delle parole facili, ma quella del fare; non la comfort zone, ma la trincea dell’impegno attivo.
E allora ai cittadini chiedo una riflessione onesta, guardate ai fatti, non alle etichette, valutate le persone, non le accuse, perché chi oggi si espone, chi affronta con serietà e competenza le sfide di Priolo, merita attenzione, merita rispetto e forse, anche fiducia.
Se a far paura è la competenza, allora il vero problema non è lui, è il nostro modo di guardare alla politica, è l’invidia, l’incapacità di accettare che c’è chi è un passo avanti perché si è formato, ha studiato, ha scelto di fare e non lasciamo che l’odio sistematico oscuri chi prova ancora a costruire, è tempo di alzare lo sguardo, è tempo di andare oltre!
IDENTITÀ PRIOLESE