27/08/2024
Sono le stesse elaborazioni politiche che mi hanno persuaso - per la prima volta - a sentirmi distante dal pensiero di Matteo e senza attendere le dichiarazioni di Luigi.
Il vergognoso attacco a chi cerca di porre tesi diverse dal “leder maximo” con richieste di espulsioni dei traditori mi hanno posto nelle condizioni di non trovare più serenità nella comunità di ItaliaViva che per molti aspetti vedo inquinata da grillismo a tutto tondo.
Purtroppo - e dico purtroppo - delle percentuali di “non voto” in aumento ad ogni elezioni se ne parla sino al 2* giorno dopo gli scrutini poi tutto viene dimenticato. Bene fa Luigi a ricordarlo per far entrare questa circostanza nelle valutazioni politiche delle aree sulle quali lavorare per aggregare un’idea riformista e liberale che non può essere “somma di voti, che come ha detto un amico candidato a Sindaco omegnese, è spesso somma di vuoti”.
Lettera di Luigi Marattin a Umberto Mosso!!
Ciao Umberto, grazie per avermi scritto.
Provo velocemente a rispondere per punti.
1) non so da dove tu tragga l’indicazione che “il 90% degli elettori ha confermato di gradire il sistema bipolare”. Non so che tipo di conto tu abbia fatto, ne’ su quali basi tu faccia un’affermazione così netta.
La mia affermazione invece è diversa: secondo me la domanda politica di una forza “terza” rispetto ai due attuali poli esiste.
I fatti su cui baso la mia opinione sono i seguenti:
a) quando questa proposta si è presentata “vergine” (cioè senza scorie eccessive alle spalle), cioè alle elezioni politiche del settembre 2022, ha ottenuto un ottimo risultato: circa l’8% su base nazionale, che in ampie zone del Nord era in realtà un risultato a due cifre.
b) il fatto che dall’inizio del sistema “bipolare” (inizio anni novanta) ad oggi dieci milioni di persone abbiano scelto di ingrossare le fila dell’astensionismo (arrivato al 36% per le elezioni politiche) mi fa perlomeno sorgere qualche dubbio sul fatto che “gli italiani abbiano confermato di gradire il bipolarismo”.
2) non credo che il pessimo risultato dell’area centrale (sia SUE che Azione) alle elezioni europee dimostri che lo spazio politico - che 18 mesi prima c’era - sia improvvisamente scomparso. Credo piuttosto che sia stata l’inevitabile conseguenza dei 12 mesi precedenti, fatti di liti, di aggressioni, di denunce, di risse su Twitter, di insulti tra i protagonisti di quell’area. Credo pertanto che il pessimo risultato dimostri solo che occorra un “terzo polo con un terzo nome”, per non rinunciare a cogliere - ma con interpreti diversi -la domanda politica di un’area liberal-democratica che nel paese esiste.
Finora ho espresso esattamente la stessa identica posizione - in alcuni casi parola per parola - che Matteo ha tenuto fino al 18 luglio, e che aveva tenuto nell’unica riunione degli organismi dirigenti svolta (giovedì 13 giugno, alle ore 21).
Specificando che questa ipotesi sarebbe dovuta essere confrontata in un congresso con una alternativa (che fino a quel momento, nei 5 anni precedenti, comunque avevamo respinto), vale a dire l’alleanza organica immediata con il centrosinistra.
3) dal 19 luglio in poi, con l’intervista al Corriere, questa posizione è radicalmente cambiata.
La linea politica di IV - non solo senza un congresso ma senza neanche una riunione di un qualsivoglia organo dirigente - e’ stata già individuata: quella dell’alleanza col centrosinistra, bollando come infattibile l’opzione alternativa (sulla quale però Matteo era stato, tra le altre cose, eletto come Presidente nazionale al congresso dello scorso ottobre; con il mio convinto appoggio, tanto che su quella stessa linea politica avevo presentato un documento politico di supporto).
Il fatto che molti di voi considerino assolutamente normale una giravolta del genere (che fino a pochi giorni fa imputavamo a leader centristi di caratura ben inferiore a quella di Matteo) mi fa davvero domandare se pensate di stare all’interno di una comunità politica - orgogliosamente con un leader forte - o in una proprietà privata in cui un singolo può fare tutto quello che vuole - anche cambiare radicalmente linea politica nel giro di una notte - senza mai essere messo in discussione.
E il fatto che aggrediate e insultiate con violenza sui social chiunque si azzardi semplicemente a chiedere l’opportunità di discutere tutti insieme senza imporre la linea sui giornali , mi fa chiedere a punto della storia il grillismo - o in alcuni tratti persino una cosa ben peggiore che finisce sempre in -ismo - abbia preso possesso di questa comunità politica.
4) tu sei convinto della necessità di schierarsi col centrosinistra. Io di quella di perseguire la creazione di uno spazio centrale autonomo dai due poli. Ho già chiarito nei punti precedenti che tra persone civili questo dibattito avviene senza insulti, senza accuse di tradimento e senza inviti violenti ad andarsene.
Ma adesso mi interessa un altro punto.
Perché la tua posizione dovrebbe essere chiara e la mia no?
Tu vuoi schierarti con partiti che negli ultimi due anni hanno sostenuto l’esatto opposto di quello che hai sostenuto tu su fisco, energia, ambiente, politica estera, giustizia, formazione e praticamente ogni altra dimensione della vita pubblica.
Perché questo dovrebbe essere un dettaglio insignificante e invece il fatto che al centro non ci sia già tutto bello pronto e definito (ma guarda un po’…) dovrebbe essere sintomo dell’ impraticabilità dell’opzione politica da me preferita?
5) infine, un ultimo punto. Dici che sono così tanto “innamorato di me stesso da perdere di vista dove sto andando”.
Penso che ogni politico sia un narcisista. E penso che questo non sia a priori un ostacolo.
Penso però che il narcisismo, quando supera certe soglie e diventa patologico, sia un fattore che porta all’auto-distruzione.
Sono un liberale e quindi difendo il tuo diritto di pensare che, tra i dirigenti di Italia viva, il più patologicamente narcisista sia io.
Io ho un’opinione differente.
In ogni caso, seguendo le direttive che vengono impartite, e’ particolarmente semplice prendersela con me.
Ma nessuno ha ancora spiegato perché quasi 300 dirigenti territoriali del partito e 100 giovani delle scuole di formazione si sono sentiti in dovere di mettere in discussione quanto sta avvenendo.
E anche ad un’altra domanda nessuno ha ancora risposto: in questi anni abbiamo perso decine e decine di dirigenti, e migliaia di iscritti.
Che se ne sono andati perché riscontravano progressivamente qualcosa che non andava nel modo di gestire il partito.
Abbiamo sempre reagito dicendo che tutti costoro era nel torto, erano traditori, erano “beneficiari rancorosi” e meritevoli della lapidazione sulla pubblica piazza dei social.
Mi chiedo se penserete così anche quando, progressivamente, rimarrete in dieci.
Eventualità che, nonostante molti di voi, io proverò ancora ad evitare fino all’ultimo istante.
Buon weekend.
Luigi