La produzione iniziò nel 1736, e si protrasse, subendo numerosi cambi di proprietà, fino agli anni Quaranta dell'Ottocento. Fin dal Settecento nel terreno circostante vi furono costruiti degli edifici a uso di abitazioni per i lavoranti, di botteghe, di produzioni artigiane e anche di una ca****la, costituendo una vera e propria fabbrica-comunità. L'impresa Gaetano Magnolfi & C., anglo-italiana, a
cquisì poi la cartiera nel 1837 e la trasformò in fonderia di rame, con grandi lavori per il riadattamento della stessa e per cui venne costruita la grande ciminiera quadrangolare. La colombaia fu trasformata in torre dell'orologio che scandiva i turni di lavoro e anche l'assetto delle costruzioni intorno venne modificato. Nel 1871 tutto il complesso fu acquistato dai conti Boutourlin e la fonderia venne dismessa. Nel 1882 la fabbrica fu acquistata da Beniamino Forti che ne riadattò i locali ad uso di opificio tessile. Furono costruiti nuovi ulteriori alloggi per i lavoranti, con conseguente espansione del villaggio, ed altre attività come una cooperativa alimentare, una biblioteca e un teatro. Con la Seconda Guerra Mondiale i Forti, di origine ebrea, furono costretti a fuggire in America a causa delle leggi razziali e le fabbriche furono vendute a Massimo Galletti. Il complesso fu poi smembrato a partire dagli anni Cinquanta. Ex edificio industriale appartenente al progetto di archiviazione a cura di SC17.