16/05/2026
In queste settimane son arrivate le bollette TARI a Prato. E puntualmente, come ormai succede ogni anno, la TARI aumenta. Quest'anno però ci sono due elementi, due novità che aprono altri foschi scenari sulla città.
Il primo, abbiamo operaie e operai Alia Plures che sono in stato di agitazione dal 2 Aprile e che denunciano una serie gravissima di malfunzionamenti aziendali, a partire dagli orari di lavoro e dalle mansioni! E ovviamente lamentano una impossibilità di svolgere adeguatamente il servizio di raccolta dei rifiuti. E alle porte, altre sigle sindacali hanno annunciato per lunedì una giornata di sciopero.
Il secondo elemento è ad un piano diverso: appena il 2 Aprile il cda di Plures aveva approvato e successivamente annunciato a mezzo stampa il bilancio: ricavi per 2,3 miliardi e investimenti a 547 milioni. Il tutto ovviamente con toni trionfalistici. Meno trionfalistici sono stati i toni del cda quando hanno dovuto rinviare l'assemblea dei soci di Plures per l'approvazione del bilancio. E non per questioni tecniche, ma perché la documentazione fatta di bilanci, pareri e relazioni che era stata precedentemente approvata dal cda deve essere completamente sostituita.
Che cosa è successo? Non ci è dato sapere. Abbiamo quindi un servizio centrale e fondamentale, come quello della raccolta dei rifiuti, dove non abbiamo un bilancio chiaro e dove lavoratrici e lavoratori denunciano un diffuso malfunzionamento. E in questo quadro, il PD e il campo largo, con AVS e 5 Stelle, sostengono senza troppi problemi l'operazione della multiutility. E se per ora abbiamo scampato la quotazione in borsa, non dobbiamo pensare che questo obiettivo sia scomparso dai progetti politici del campo largo.
Noi abbiamo una visione diversa, radicalmente diversa, che possa consentire un abbassamento reale delle tariffe e la definitiva sconfitta del progetto di quotazione in borsa, ed è la soluzione della gestione completamente in house dei servizi. Se vogliamo realmente che l'acqua, i rifiuti e l'energia tornino materie realmente di proprietà e gestione pubblica, allora va rivista anche la stessa forma societaria, la s.p.a., con la quale questi servizi sono organizzati.
Chi finora ha parlato di ripubblicizzazione dell'acqua, ha in realtà gettato polvere negli occhi di chi aveva espresso un chiaro indirizzo nel referendum del 2011.