12/06/2026
Se il genocidio dei palestinesi di Gaza è oggi la questione cruciale, attorno alla quale si combatte una guerra di parole senza esclusione di colpi anche in Italia, con il suo libro "Nell'abisso" (Laterza) Omer Bartov va dritto al cuore del problema.
«Negli ultimi due anni Israele ha condotto un’operazione genocida a Gaza. E tutto lascia intendere che ciò facesse parte di una strategia politica deliberata, coerente con la retorica politica e militare utilizzata, il cui scopo era incoraggiare i palestinesi ad abbandonare del tutto la Striscia», ha affermato lo storico israeliano, 72 anni, uno dei massimi esperti internazionali di Shoah e genocidi, nel corso dell'affollatissimo seminario in casa editrice, ieri - 10 giugno -, a Roma. Accanto a Bartov, che è nato in un kibbutz e oggi vive negli Stati Uniti, Giuseppe Laterza, l'editore del saggio, e Anna Foa, storica di fama internazionale, autrice dei saggi "Il suicidio di Israele" (Laterza, Premio Strega saggistica 2025) e del recente "Mai più", con lo stesso editore.
Bartov è partito dal tema del saggio e del suo sottotitolo esplicativo "Dal sionismo al genocidio la sconfitta morale di Israele" per allargare lo sguardo ad altri temi fondamentali: l'identità, il ruolo della Shoah nella politica e nella cultura israeliana, il governo dello Stato ebraico, il destino dei palestinesi e degli arabi israeliani. Tutti argomenti contenuti nel saggio che, come ha sottolineato l'editore nell'introdurre l'incontro, è uscito in Portogallo e in altri Paesi, a breve in Spagna e in Olanda: «Non è uscito in Germania, e già questo è un tema di riflessione interessante. E non è uscito in Israele», ha aggiunto.
Secondo lo storico la deriva della politica repressiva israeliana, a cui il mondo assiste all'indomani del pogrom del 7 ottobre da parte dei terroristi di Hamas, è dovuta a una serie di occasioni mancate, tra cui la denuncia troppo blanda dell'occupazione da parte dell'opposizione israeliana.