AttiVisti 5 Stelle Potenza

AttiVisti 5 Stelle Potenza Pagina ufficiale del meetup ATTIVISTI 5 STELLE POTENZA

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31/12/2025

In questo momento dell’anno tutti fanno finta di ti**re una riga, una riga immaginaria come quelle che si tracciano sulla sabbia con un dito, sapendo benissimo che basta un’onda per cancellarla.

Io questa riga non la vedo, vedo invece un accumulo di parole sprecate, usate come coriandoli, e di responsabilità lasciate cadere per terra come scontrini vecchi. Vedo un Paese che si è abituato a tutto, all’ingiustizia che diventa una procedura, al dolore che diventa una pratica amministrativa e al silenzio che viene scambiato per equilibrio.

Ho parlato tanto, ho urlato, riso e insistito. Ho detto cose scomode quando era sconveniente dirle e cose impopolari quando forse conveniva starsene zitti, ma poi sono rimasto in silenzio perché arriva un punto in cui le parole rischiano di diventare parte del rumore.

Mi sento in uno stato in cui non esiste noia, tristezza, nè dolore fisico e morale. Un bozzolo dalle dimensioni infinite. La mia immagine si rispecchia e posso vederla senza sapere dove ho gli occhi. Sembra un sogno ma dare ai sogni il loro giusto posto sarà la sfida degli anni a ve**re. Sono gestito da “i ritorni accelerati” in continua evoluzione chimica biologica tecnologica, ma nessuno potrà mai sostituire la mia coscienza, la percezione di me stesso.

Questo è stato un anno di sottrazione…che ha tolto più di quanto abbia dato. Ha tolto senso alle parole, voglia di spiegare; non c’è più neanche il senso del pudore, che una volta almeno ti costringeva ad abbassare gli occhi, oggi si guarda dritto in camera e si mente senza ba***re ciglio.

E poi c’è la giustizia, quella parola “solenne” agitata da tutti come una bandiera e usata come una clava. Ci sono cose che non entrano nei bilanci di fine anno, esistono ferite che non fanno notizia e cambiano il modo di guardare il mondo, insegnano che la verità segue percorsi tortuosi e che la giustizia spesso procede con tempi e logiche lontane da ciò che appare davvero giusto.

E la politica continua a recitare, cambiano le sigle, i simboli, gli accordi, e le facce sono sempre le stesse, che come zombie si trascinano con la scorta tra i palazzi.

A fine anno si chiede fiducia all’anno che sta arrivando, ma l’anno nuovo non merita per forza fiducia automatica, la fiducia richiede attenzione, occhi ben spalancati e memoria, perché dimenticare resta il modo più semplice per ripetere sempre gli stessi errori.

Il mio tempo non è ancora venuto, io sono postumo.

Resto qui, a guardare e a pensare…

In silenzio, perchè è la forma più elevata di presenza.

16/11/2025

Mentre esplode il più grande scandalo di corruzione in Ucraina, uno scandalo che coinvolge uomini legati a Zelensky. Mentre scopriamo che a guidare il commando ucraino che ha sabotato nel cuore di un mare europeo i gasdotti Nord Stream è stato Valerij Zalužnyj, l'allora comandante in capo dell'esercito di Kiev. Mentre vengono rastrellati per strada e sbattuti sui furgoni centinaia di ragazzi ucraini che al fronte, giustamente, non vogliono andare. Mentre i russi avanzano e gli ucraini indietreggiano, accadono queste cose: l'Ue sta pensando al 20° pacchetto di sanzioni alla Russia, la Kallas, il ministro degli Esteri dell'Ue dice “per avere la Pace dobbiamo prepararci alla guerra” e Tajani, il ministro degli Esteri di Israele in Italia dice che è pronto il prossimo pacchetto di aiuti italiani a Kiev, aiuti anche nel settore energia, quello dove i politici legati a Zelensky hanno rubato. Leggete adesso quel che ha scritto Travaglio:

IL SILENZIO E' D'ORO

La notizia che a Kiev, mentre i soldati vengono mandati al macello senza più uno scopo, i fedelissimi di Zelensky rubano tutto il rubabile dai fondi e dalle armi inviati da Nato e Ue senz’alcun controllo, viene accolta in Italia e nel resto d’Europa con un misto di sorpresa e incredulità. Ma come: noi paghiamo, gli ucraini crepano e il regime sguazza tra mazzette e water, bidet e rubinetti d’oro massiccio? Ma Zelensky non era il “nuovo Churchill” (Nancy Pelosi e Messaggero), il “De Gaulle ucraino” (Prospect Magazine), il redivivo “Scipione l’Africano” (Minzolini, Giornale)? E la sua Ucraina non era “incorruttibile” (Zafesova, Stampa)? In realtà bastava leggere l’inchiesta internazionale “Pandora Papers” del 2021 per sapere che Zelensky è una creatura dell’oligarca, prima latitante e ora detenuto, Ihor Kolomoisky, re dei metalli, finanziatore di milizie fascio-nazi (dall’Azov al Dnipro) e titolare della tv 1+1 che lo lanciò; e che il presidente ucraino ha una villa a Forte dei Marmi con 6 camere da letto, 15 stanze, parco e piscina, acquistata nel 2017 per 3,8 milioni, intestata a una società italiana controllata da una cipriota e mai dichiarata prima dell’elezione nel 2019, come pure una delle quattro offshore controllate da lui e dai suoi soci nella casa di produzione Kvartal95 con conti correnti in vari paradisi fiscali (Isole Vergini, Cipro e Belize). Uno dei soci, Timur Mindich, che fino all’altrogiorno ospitava Zelensky in casa sua, è l’uomo dal cesso d’oro e dalle credenze piene di pacchi di banconote da 200 euro, esentato dalla naja malgrado l’età da leva e appena fuggito all’estero grazie a una soffiata per scampare all’arresto: sarebbe il regista del sistema tangentizio che grassava il 10-15% di ogni appalto per il sistema elettrico. Che, non bastando i bombardamenti russi, veniva rapinato dal regime, come i fondi per le uniformi e persino i 170 milioni versati dalla Nato per costruire trincee di legno.

Notizie che non possono che galvanizzare il morale delle truppe superstiti intrappolate nelle sacche russe da Pokrovsk a Kupyansk, in attesa che Zelensky e il generale Syrsky (una sorta di Alì il Chimico o il Comico ucraino) la smettano di millantare successi e resistenze o di incolpare la nebbia e suonino la ritirata finché ci sarà qualcuno vivo da riti**re. Dinanzi alla disfatta militare e morale dell’Ucraina con i nostri soldi, i governi europei tacciono imbarazzati. Per promettere altri soldi, vista la fine che fanno, attendono tutti che la gente dimentichi le foto dei cessi d’oro. Tutti tranne uno, il più sveglio della compagnia: Antonio Tajani che, temendo di essere preceduto da qualcun altro, si affretta ad annunciare “un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev nelle prossime ore”. Casomai non sapessero più cosa rubare.

15/11/2025
14/11/2025

“Grazie alla legge di bilancio del Governo Meloni, il taglio IRPEF aiuterà chi guadagna meno di 50mila euro. Non accettiamo lezioni da chi prometteva di abolire la povertà e si è fatto la barca”.

Firmato: Augusta Montaruli.

Ora, mettiamoci un secondo comodi, respiriamo
e assaporiamo la scena.

Una deputata condannata in via definitiva per peculato, cioè aver speso soldi pubblici per borse, Swarovski, cene, pranzi, cosmetici, libri erotici (“Sexploration”, per non farci mancare niente), che fa la morale a Roberto Fico per essersi comprato un gozzo usato.

Con i suoi soldi privati.

Cioè, Fico si compra di tasca propria una barca: scandalo nazionale.

Montaruli si compra Swarovski, borse e libri erotici coi soldi degli italiani: “Non accettiamo lezioni” e fa pure la predica.

A noi di cosa Fico fa coi suoi soldi interessa meno di zero. Davvero: zero assoluto. A meno che non sia reato, buon vento e buona navigazione.

Ciò che interessa, e fa anche un po’ ridere, se non fosse tragico, è che a parlare sia proprio lei, Montaruli. La stessa persona che con i soldi dei cittadini ha fatto shopping come se fosse il Black Friday.

E adesso viene a fare la morale sulla sobrietà.
Manca solo che a parlare sia Arsenio Lupin e il circo è completo.

Da Abolizione del suffragio universale

14/11/2025
11/11/2025

Ripeto le parole di Gratteri: "c'è bisogno di qualcuno che nella sua vita abbia lavorato". È questo il grande problema. Quanti fra i componenti dell'attuale governo hanno lavorato almeno un giorno nella loro vita? Pochi di loro e chi lo ha fatto, lo ha fatto per qualche mese, a essere ottimisti.

Non ha lavorato nemmeno un istante Meloni, men che meno Salvini. Il nulla con il buco intorno forse un po'. Ma proprio un po', prima di cadere nel fatale innamoramento per il de cuius. Può quindi Meloni sapere cosa significhi scioperare, conoscere quali siano le conseguenze economiche che vengono dall'adesione a uno sciopero?

Non lo sa, forse nemmeno lo immagina. Non lo sa Salvini, forse lo immagina il "buco". Ergo: possiamo noi pretendere rispetto per i lavoratori da chi il lavoro lo ha disprezzato tutta la vita e che, lo dimostra con le decisioni che prende, continua a farlo? Pensate forse che Meloni immagini quale sacrificio imponga a un lavoratore un giorno in meno in busta paga?

I lavoratori che scioperano sono suoi nemici e, con le tonnellate di vittimismo che sfodera, ce l'hanno con lei. Lei e l'accozzaglia di cialtroni che l'accompagnano, hanno deciso di premiare, con la manovra, i redditi da lavoro dipendente più alti, di inchiappettare i redditi più bassi, ma non vuole che quelli che ha inchiappettato protestino.

Ciò che risulta veramente incomprensibile è che l'attacco costante alle fragilità, messo in atto da questo governaccio di destra destra, non dia consapevolezza ai fragili. I quali, invece di difendere la loro condizione e impedire che si prosegua sulla strada del loro progressivo impoverimento (a vantaggio della concentrazione dei capitali), in largo numero votino, e siano disposti a continuare a farlo, per questa signora.

E che attacchino e insultino chi, invece, non vuole fare altro che difenderli. Basterebbe un minimo di consapevolezza, per spingere le vittime di questo governo a correre in cabina elettorale e dare il voto a chi della redistribuzione della ricchezza ha fatto una fede. Adelante Presidente Giuseppe Conte.

Indirizzo

Potenza
85100

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