MoVimento 5 Stelle Potenza - Gruppo Territoriale

MoVimento 5 Stelle Potenza - Gruppo Territoriale PAGINA UFFICIALE DEL GRUPPO TERRITORIALE DI POTENZA DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Ci siamo!Leggi il programma dell'evento finale di NOVA: Parola all'Italia 👇🏼
15/09/2026

Ci siamo!
Leggi il programma dell'evento finale di NOVA: Parola all'Italia 👇🏼

Con Nova – Parola all’Italia abbiamo attraversato il Paese, aprendo oltre 100 spazi di confronto e coinvolgendo migliaia di cittadini. Mesi di ascolto, discussione e partecipazione per raccogliere idee e proposte sul futuro del nostro Paese.Ora siamo arrivati alla fase finale di questo perco

13/09/2026

🎙️ RESTARE, PARTIRE, TORNARE
La sostenibilità generazionale del Mezzogiorno tra lavoro, territori e partecipazione

📅 14 settembre 2026
🕓 Ore 16:00
📍 Aula Scotellaro – Polo Francioso, Università degli Studi della Basilicata, Potenza

Quanto è davvero sostenibile, oggi, costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno?
Parleremo di lavoro, spopolamento, mobilità giovanile, università, opportunità, partecipazione e rapporto con le istituzioni insieme a:
🎤 Giordano Gasperini – divulgatore politico
🎤 Andrea Borello – divulgatore politico
🎓 Riccardo Roni – Professore universitario Unibas e Presidente della Società Filosofica Italiana – Sezione di Potenza

Introduce: Luca Smaldore, Presidente Associazione Universitaria Next
Modera: Dalila Novelli, laureata Unibas

A seguire, spazio al confronto con la politica regionale, con gli interventi di:
• Alessia Araneo – Consigliera regionale M5S
• Piero Lacorazza – Consigliere regionale PD
• Mario Polese – Consigliere regionale Italia Viva
• Giovanni Russo– Vicesindaco di Picerno e Consigliere provinciale della Lega
• Alessandro Galella – Consigliere regionale Fratelli d’Italia
• Vincenzo Taddei– Segretario provinciale Forza Italia
• Donato Lettieri – Portavoce regionale AVS Europa Verde
• Aurelio Pace – Vicesegretario regionale Azione
• Angelo Chiorazzo – Vicepresidente del consiglio regionale della Basilicata, Basilicata Casa Comune

Un confronto tra giovani, università, nuovi linguaggi della comunicazione e rappresentanti politici, per provare a trasformare una domanda generazionale — restare, partire o tornare? — in un tema concreto di discussione pubblica.

L’iniziativa rientra nel progetto “Legàmi Sostenibili”, finanziato dall’Università degli Studi della Basilicata.
Con il sostegno del Fondo Etico BCC Basilicata e con la collaborazione della Società Filosofica Italiana – Sezione di Potenza.

📲 Vi aspettiamo.

11/09/2026

𝗠𝗲𝗹𝗳𝗶, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗭𝗶𝗿𝗽𝗼𝗹𝗶 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘂𝘁𝗼: «𝗨𝗻 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮 𝗿𝗶𝗽𝗲𝘁𝘂𝘁𝗼»

Ieri sera, presso la Villa Comunale di Melfi, il M5s ha ospitato la presentazione di «Autodistruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile», il saggio di Francesco Zirpoli edito da Laterza. Ho avuto il piacere di moderare un confronto che ha visto l'introduzione di Davide Bubbico, dell'Università degli Studi di Salerno, e il dialogo diretto con l'autore dei segretari regionali dei sindacati dei metalmeccanici: Gerardo Evangelista per la Fim Cisl, Antonio Lamorte per la Fiom Cgil e Marco Lomio per la Uilm Uil. Hanno poi partecipato al dibattito gli operai - che da oltre trent’anni vivono e fanno la fabbrica - e il deputato Arnaldo Lomuti, che ha ricondotto la discussione al lavoro parlamentare del Movimento sulla crisi dell'automotive e sulla vertenza che riguarda direttamente il nostro territorio, quella della filiera Stellantis a Melfi.

Esprimo soddisfazione per un'iniziativa che ritengo debba essere ripetuta, perché a Melfi l'industria dell'auto non è un tema tra gli altri, è la condizione materiale di migliaia di famiglie, ed è nostro dovere offrire a questa comunità un'occasione di approfondimento all'altezza della posta in gioco, invece delle solite scorciatoie propagandistiche sul green deal.

Il punto centrale emerso ieri, e che condivido, è che la crisi dell'automotive europeo non nasce dalla transizione verso l'elettrico, ma dall'assenza cronica di investimenti e di innovazione industriale. L'auto, ha ricordato Zirpoli, è «l'industria delle industrie»: è il settore in cui si concentra gran parte della ricerca sull'intelligenza artificiale applicata agli oggetti e ai processi produttivi, dalle fabbriche del futuro ai veicoli a guida autonoma. Perdere questa industria non significa soltanto perdere occupazione, significa perdere la capacità manifatturiera e insieme quella digitale, e consegnare l'Europa alla dipendenza dagli Stati Uniti sul piano tecnologico e dalla Cina su quello produttivo, con la sola differenza, non piccola, che la Cina non ha la nostra democrazia.

È una lettura che a Melfi ha un significato molto concreto, ed è la stessa cornice dentro cui il Movimento 5 Stelle continua a seguire, ai tavoli ministeriali e in Parlamento, le sorti della filiera di componentistica legata allo stabilimento Stellantis: un impegno che non si esaurisce nella cronaca delle vertenze, ma che nasce esattamente dalla convinzione che tenere l'auto in Europa, e tenerla a Melfi, sia una scelta di sovranità industriale prima ancora che di politica del lavoro.

Ho trovato altrettanto utile la parte del ragionamento sul diritto alla mobilità, che Zirpoli distingue con chiarezza dal diritto alla proprietà dell'automobile: il primo si garantisce con un trasporto pubblico locale funzionante, il secondo è un bene che nessuno può permettersi di dare per scontato quando i prezzi delle auto sono aumentati del sessantasei per cento in vent'anni. Il caso giapponese delle kei car, veicoli piccoli, leggeri e a basso impatto, pensati proprio per le aree a reddito più basso e per le zone rurali, è un promemoria scomodo per un continente che ha lasciato che la propria normativa penalizzasse i segmenti frugali a vantaggio di quelli più pesanti e costosi: la stessa tradizione industriale italiana, penso alla Fiat delle piccole utilitarie, avrebbe potuto giocare un ruolo diverso in questa partita.

Ringrazio Francesco Zirpoli per la disponibilità al confronto, Davide Bubbico per l'inquadramento scientifico, i segretari Evangelista, Lamorte e Lomio per aver portato nella discussione il punto di vista di chi vive la crisi dell'automotive dentro le fabbriche, Arnaldo Lomuti per aver tenuto insieme il piano locale e quello parlamentare e soprattutto le operaie, gli operai e tutti i presenti. Continueremo su questa strada, perché la Basilicata e Melfi meritano un dibattito pubblico che non riduca il futuro dell'auto a uno slogan, ma lo restituisca alla sua vera natura: una questione di lavoro, di industria e di democrazia.

Alessia Araneo

"Auto Distruzione - Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile", non solo un libro...per le nostre comunità u...
02/09/2026

"Auto Distruzione - Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile", non solo un libro...per le nostre comunità un tema scottante e vitale.
Se ne parlerà giovedì 10 settembre a Melfi. 👇🏼

31/08/2026
Forza Dibba ❤️🙏🏼
29/08/2026

Forza Dibba ❤️🙏🏼

Forza Ale 💪♥️
La nostra comunità ha appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con grande apprensione. Confidiamo di ricevere ragguagli e aggiornamenti positivi, stringendoci ai suoi familiari in questo momento di profonda preoccupazione.

"NOVA - Parola all'Italia" Sono aperte le iscrizioni, prenota il tuo posto all'evento finale!
27/08/2026

"NOVA - Parola all'Italia"
Sono aperte le iscrizioni, prenota il tuo posto all'evento finale!

NOVA – Parola all’Italia arriva al suo grande evento finale

Nova è nata con un obiettivo preciso: riportare i cittadini al centro della politica e costruire insieme le priorità del futuro governo progressista.

Il 19 e 20 settembre ci ritroveremo al World Join Center di Milano per concludere insieme un percorso che, in questi mesi, ha attraversato il Paese: oltre 100 spazi in tutta Italia e migliaia di cittadini coinvolti nel confronto e nella definizione di nuove proposte.

Saranno due giorni per ascoltare, discutere e scegliere insieme quale futuro vogliamo costruire per il nostro Paese, con ospiti importanti, tante voci autorevoli e, soprattutto, con voi.

La partecipazione è gratuita, ma è necessario prenotarsi (link nei commenti)

24/08/2026
17/08/2026

𝗨𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗮 𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗣𝗮𝗿𝗰𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘁𝗮 𝗮 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮. 𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗵𝗶 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗲 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝗱𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶

Cominciamo da ciò che non stiamo dicendo, perché sappiamo già in che modo verrà raccontata questa presa di posizione. Non siamo contro il rilancio della montagna lucana, non siamo contro Abriola e non siamo contro chi in quel comprensorio prova da anni a tenere aperta un’attività e a trattenere qualche famiglia in più. La Sellata e Monte Pierfaone sono un patrimonio di questa regione e meritano investimenti seri. Proprio per questo, quando su quel patrimonio si spendono circa 8 milioni di euro di risorse pubbliche attraverso il Programma operativo complementare al POR FESR, chiediamo che il percorso amministrativo sia limpido e spiegabile in ogni suo passaggio. Non è un cavillo: è l’unica cosa che distingue un investimento da un’occupazione.

La questione che poniamo riguarda i tempi. Il Comune di Abriola avvia il procedimento di valutazione di incidenza il 19 maggio 2026. Nel giro di poche settimane la Regione conclude la fase di screening con parere favorevole, escludendo la necessità di una valutazione più approfondita. All’inizio di luglio si chiude il bando del secondo lotto. Ad agosto i cantieri sono aperti e le lavorazioni in corso. Chi conosce i tempi ordinari della pubblica amministrazione lucana sa che questa velocità non è la norma, e non lo diciamo per insinuare: lo diciamo perché un’amministrazione che di norma è lenta e che su un singolo intervento diventa rapidissima deve poter spiegare che cosa abbia reso possibile quell’accelerazione. È una domanda di metodo, e le domande di metodo hanno diritto a una risposta.

C’è poi il merito della scelta procedurale, che è il punto politico dell’intera vicenda. Fermarsi allo screening significa affermare formalmente che l’intervento non produce effetti significativi su un sito tutelato dall’Unione europea. Quel sito è la faggeta di Monte Pierfaone, designata esattamente per il bene naturale che la caratterizza, e l’intera area ricade nel Parco nazionale dell’Appennino Lucano. Sostenere che una pista di 480 metri, quattro nuove aree di sosta, una struttura commerciale e ricettiva e le opere connesse non incidano in modo significativo su quel bene richiede una motivazione tecnica robusta. Chiediamo che quella motivazione venga esposta pubblicamente: perché si è ritenuto sufficiente il primo livello della procedura, su quali rilievi si fonda quella conclusione, con quali prescrizioni, e in quale forma l’Ente Parco ha espresso la propria valutazione. Su un’opera di questa natura il parere del Parco non può essere un passaggio da sbrigare.

In queste stesse settimane la Giunta ha approvato, su proposta dell’assessora all’Ambiente Laura Mongiello, il Piano della sostenibilità: un documento che promette la valutazione degli effetti cumulativi delle trasformazioni sul territorio, valutazioni climatiche esplicite nei procedimenti di VIA e VAS, momenti pubblici di restituzione dei risultati. Tutto questo viene annunciato mentre su un intervento da 8 milioni di euro dentro un parco nazionale si sceglie il percorso più breve e non si apre alcun confronto preventivo con le comunità dei territori interessati. Delle due l’una: o quel Piano vale a partire da subito, e allora Sellata-Pierfaone è il primo banco di prova su cui applicarlo, oppure è l’ennesimo documento destinato a restare sulla carta mentre le decisioni vere si prendono altrove e con altri criteri.

Il quadro si completa con un dato che da solo racconta l’arretratezza della nostra strumentazione. L’intervento poggia su una cornice paesaggistica risalente al 1990, aggiornata con una variante generale nel 2005: uno strumento anteriore alla stessa istituzione del Parco nazionale, avvenuta nel 2007. Si autorizza cioè dentro un’area protetta usando regole scritte quando quell’area protetta non esisteva. Non è un’anomalia locale: è la conseguenza diretta di ciò che denunciamo da anni in ogni sede, l’assenza del Piano paesaggistico regionale. Senza quello strumento, e senza atti che individuino in modo vincolante ciò che si può fare e dove, ogni procedimento diventa una trattativa caso per caso e ogni comunità resta disarmata davanti a decisioni che la riguardano. Lo abbiamo detto sull’eolico, lo abbiamo detto sulle estrazioni, lo ripetiamo oggi su un impianto turistico: è sempre lo stesso vuoto, ed è un vuoto politico prima che normativo.

Sul merito della scelta abbiamo un’opinione e non la nascondiamo. Installare una pista sintetica sull’Appennino lucano significa replicare qui, in forma artificiale, un modello di turismo nato sulle Alpi e che sulle Alpi è già in crisi per la mancanza di neve e per i costi di gestione. Significa intervenire sul faggio, che è il vero attrattore di quel comprensorio, per installare il polimero che dovrebbe attrarre al posto suo. Non crediamo che il futuro della montagna lucana passi da lì. Crediamo che passi dalla sentieristica e dalla mobilità dolce, dal recupero delle strutture già esistenti invece che dal consumo di suolo nuovo, dalla destagionalizzazione costruita su bosco, acqua, cammini, prodotti locali e archeologia, da un’ospitalità diffusa che lasci il valore aggiunto nelle mani di chi abita quei paesi. E i dati Istat che in questi giorni certificano la Basilicata come la regione con il peggior saldo migratorio interno d’Italia dovrebbero suggerire a tutti che i soldi pubblici in montagna vanno spesi per far restare le persone, non per un’attrazione che vive una stagione.

Per queste ragioni depositeremo un’interrogazione alla Giunta regionale e chiederemo l’audizione in III Commissione consiliare permanente dei responsabili del procedimento, dell’Ente Parco e del Comune di Abriola, perché siano illustrate in sede istituzionale le ragioni della tempistica adottata e delle scelte procedurali compiute. Sarebbe inoltre auspicabile l’apertura di un confronto pubblico con cittadini, operatori economici, associazioni e tecnici, e che i chiarimenti arrivino prima che le lavorazioni proseguano oltre.

Una precisazione finale, rivolta a chi già prepara la replica. Non stiamo chiedendo di fermare un investimento: stiamo chiedendo di renderlo verificabile. Se le procedure sono corrette, spiegarle pubblicamente le rafforza e nessuno avrà perso nulla. Se non lo sono, è meglio saperlo adesso che tra due anni davanti a un contenzioso o a un’opera abbandonata. La Basilicata ha già pagato abbastanza per opere annunciate come rivoluzionarie e finite in manutenzioni mai fatte e in strutture chiuse. Su Sellata-Pierfaone abbiamo ancora il tempo di fare le cose per bene. Chiediamo che questo tempo venga usato.

Alessia Araneo, Viviana Verri

Indirizzo

Via Della Tecnica, 18
Potenza
85100

Sito Web

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