30/01/2023
Una rete operativa per aiutare le donne : nasce in e coinvolge attivamente l' Associazione Italiana Donne Medico Potenza e la cooperativa sociale Adan, nata in casa Cestrim Onlus per l’ accoglienza e l’accompagnamento di persone in difficoltà, come ragazze , , .
📍𝘿𝙖𝙡𝙡’𝙪𝙣𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙙𝙪𝙚 𝙧𝙚𝙖𝙡𝙩𝙖̀ 𝙣𝙖𝙨𝙘𝙚 𝙪𝙣 𝙥𝙧𝙤𝙜𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙝𝙖 𝙡’𝙤𝙗𝙞𝙚𝙩𝙩𝙞𝙫𝙤 𝙙𝙞 𝙖𝙞𝙪𝙩𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙚 𝙙𝙤𝙣𝙣𝙚 𝙫𝙞𝙩𝙩𝙞𝙢𝙚 𝙙𝙞 𝙫𝙞𝙤𝙡𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙡’𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙙𝙤𝙣𝙣𝙚 𝙢𝙚𝙙𝙞𝙘𝙤.Sarà possibile attraverso un’ équipe socio-sanitaria, con la referenza di una pluralità di professionalità in modo da garantire un approccio multidimensionale per progettazione dei percorsi di salute, biopsicosociale; saranno promossi incontri formativi con le donne sugli aspetti di cui gli operatori hanno evidenziato le maggiori criticità di gestione con la possibilità di effettuare delle giornate di visite in relazione alla specifica professionalità delle Donne Medico.
📆La collaborazione tra l’associazione donne medico e Adan sarà presentata pubblicamente il prossimo 𝟯 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗮𝗶𝗼 alle ore 𝟏𝟖.𝟎𝟎, nella sede del Ce.St.Ri.M., in via Sinni, a Potenza.
Nel corso dell'evento sarà presentato il , realizzato nello scorso mese di novembre (il 25 è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere) che scandisce il trascorrere dei giorni attraverso immagini, dipinti, fotografie e versi di tante artiste.
📍La violenza sulle donne, oltre ad essere una violazione dei , rappresenta anche un forte problema legato alla . Per questo l’ e la sono azioni fondamentali per fronteggiare il fenomeno.
Le donne medico mettono a disposizione le loro competenza,professionalità e umanità per fornire non solo assistenza sanitaria ma fornire un indispensabile elemento di benessere –l’educazione alla salute e ai corretti stili di vita .
➡️In riferimento alle donne migranti, come spiega la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, la differenza di genere rappresenta un determinante fondamentale soprattutto rispetto alla salute riproduttiva, a causa della violenza di genere alla quale sono esposte sia nei paesi di provenienza che nei paesi di transito e di arrivo. Oltre a questo gli studi epidemiologici osservano che le donne migranti hanno un diverso profilo di rischio, legato al genere, anche per quanto riguarda le malattie non trasmissibili e tra queste le malattie metaboliche, quali il diabete tipo 2. Rispetto alle madri italiane, per esempio, le donne provenienti da paesi ad alta pressione migratoria hanno un maggior rischio di diabete gestazionale.
Un tema complesso che merita di essere affrontato nella complessità dell’agire, grazie ad una sinergia tra ruoli diversi ma parimenti indispensabili.