Unione Popolare - Basilicata

Unione Popolare - Basilicata Il 9 luglio a Roma abbiamo iniziato a percorrere questo cammino.

Un percorso che ci vedrà in tutte le piazze da Sud a Nord nel nostro Paese, per costruire passo dopo passo un grande movimento popolare a partire dal voto del 25 settembre!

27/02/2024
Che sia il "cessate il fuoco" per tutte le guerre e che giungano aiuti umanitari  ( cibo, medicine, acqua) alle popolazi...
24/02/2024

Che sia il "cessate il fuoco" per tutte le guerre e che giungano aiuti umanitari ( cibo, medicine, acqua) alle popolazioni martoriate dai conflitti.

SABATO 24 FEBBRAIO ORE 18 PIAZZA MARIO PAGANO (PREFETTURA) POTENZA FERMARE IL GENOCIDIO A GAZA, FERMARE TUTTE LE GUERRE "CESSATE IL FUOCO IN PALESTINA ED IN UCRAINA":

23/02/2024

Giustizia sociale e pace nei territori martoriati dalla guerra.

Articolo di Luigi De Magistris, portavoce di Unione Popolare,  pubblicato oggi su Cronache di Napoli e Caserta
01/02/2024

Articolo di Luigi De Magistris, portavoce di Unione Popolare, pubblicato oggi su Cronache di Napoli e Caserta

Ecco l’articolo pubblicato oggi su cronache di Napoli e Caserta:

Il Senato della Repubblica con i voti della maggioranza di destra-centro ha approvato l’autonomia differenziata.
Non bisogna dimenticare che se oggi arriviamo a questo momento di profondo attacco al cuore della Costituzione, al punto di minare le stesse fondamenta dell’unità nazionale, è perché anche il centro-sinistra quando ha governato a livello nazionale e regionale, da Gentiloni a Renzi, dalla Schlein in Emilia-Romagna a De Luca in Campania, non solo erano favorevoli, ma hanno modificato il titolo V della Costituzione per rendere possibile e spianare un’autostrada all’autonomia differenziata che al nord vogliono quasi tutti. Poi oggi all’opposizione il centro-sinistra si scopre contrario solo per prendere voti.
Perché è un disegno eversivo dell’unità nazionale e della Repubblica? Perché spacca l’Italia in due sui diritti più importanti e sui soldi: chi è più ricco avrà ancora più diritti e più soldi, chi è più povero sarà ancora più povero. Manterranno al nord anche i residui fiscali ossia i soldi che invece secondo Costituzione devono essere proporzionalmente ripartiti sul piano nazionale per garantire concretamente l’uguaglianza dei cittadini.
Poi avremo una sanità ancora più regionalizzata e quindi ancora più scadente, come se il covid non ci avesse insegnato nulla.
Addirittura l’istruzione non sarà più uniforme sul territorio nazionale.
Avremo gabbie salariali, quindi stipendi più alti al nord per lavori uguali rispetto al sud.
Regole su ambiente ed energia differenti da regione a regione.
Lo spacca Italia.
Governo e maggioranza sostengono che si garantiranno pari diritti perché verranno approvati i LEP (livelli essenziali delle prestazioni): ossia daranno i soldi a chi non ne ha in modo da partire tutti dallo stesso livello. Bugia grande. I soldi non li hanno, ci vorrebbero decine di miliardi per i LEP. Quindi si parte come se in un campionato le squadre del nord iniziano a 10 e quelle del sud a - 30 e poi dovremmo giocarcela alla pari. Una truffa politica. E anche se trovassero i soldi, fatto irrealistico ad oggi, comunque si partirebbe con denari in più che rimangono al nord e un paese diviso nei principi fondamentali che si fondano su una Repubblica una ed indivisibile.
Invece ci vorrebbe una vera autonomia, come ho cercato anche di realizzare quando ero sindaco di Napoli tra mille ostacoli: sarebbero necessarie più autonomia e risorse ai sindaci, alle municipalità, ai territori, alle periferie, alle aree interne.
Ed invece danno e daranno sempre di più fiumi di denaro alle regioni, il luogo più centralistico, burocratico, lento e più penetrato da mafia, corruzione e truffe proprio nella gestione del denaro pubblico.
Altro che autonomia!
È solo la secessione dei ricchi con i predatori del denaro pubblico che brindano.
Ci vorrebbe più Stato, ad esempio in sanità e ambiente, e più autonomie effettive nei territori.
Solo una pacifica ribellione meridionale costituzionale potrà impedire questo disegno scellerato contro il Sud.

30/01/2024

Riportiamo l’articolo del nostro portavoce Luigi de Magistris, apparso su Il Manifesto lo scorso 28 gennaio.

“Una lista per la pace con idee e candidati che siano credibili

Ho seguito con interesse il dibattito sul manifesto in vista delle prossime europee e da ultimo l’intervento di Michele Santoro. Considero assolutamente necessario fare ogni tentativo possibile, con lealtà e serietà, per costruire una lista per le elezioni, la più chiara e popolare possibile, per la pace e contro le guerre.
Un fronte pacifista coerente e credibile che si unisca intorno a un manifesto di pochi punti netti e forti: fuori l’Italia dalla guerra, stop all’invio di armi in Ucraina e in Israele, condanna dei crimini di guerra e del genocidio da parte dello Stato d’Israele contro il popolo palestinese, cessate il fuoco in Ucraina e Palestina, autodeterminazione del popolo palestinese a cui va garantito subito la nascita di uno Stato autonomo e indipendente. Porre fine al riarmo e firmare i trattati per la messa al bando delle armi nucleari. Impegnarsi per il progressivo superamento della Nato e interrompere la subalternità economica e militare europea agli Stati uniti che è cosa differente dall’amicizia ed alleanza tra i popoli.
Costruire un’Europa unita nelle diversità dal Portogallo alla Russia come auspicavano Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, per contribuire a realizzare il continente dei popoli per un mondo multipolare senza alcuna supremazia di nessun tipo se non quella della pace contro tutte le guerre.
Una lista per le pace non può essere disgiunta dalla giustizia sociale, economica e ambientale. Per realizzare pace e giustizia si deve dire basta all’Unione europea dell’austerità e dei patti di stabilità che soffocano i diritti fondamentali e la vita delle persone, ma consolidano vendita e traffico di armi, speculazioni finanziarie ed economiche, l’accumulazione della ricchezza in poche mani.
Quindi è necessaria un’Europa capace di redistribuire le ricchezze che favorisca la coesione sociale. Così come non è più eludibile una radicale svolta ambientalista, perché la distruzione del pianeta è strettamente connessa alle politiche di guerra e della prevalenza del capitale sulle persone e sulla natura.
Se penso alla lista per la pace penso anche a una forza che sia in grado di porre fine, con politiche di solidarietà internazionale e cooperazione decentrata, al più grande cimitero d’Europa dopo la seconda guerra mondiale che è divenuto il mar Mediterraneo. Per realizzare una lista per la pace sono necessari capacità, volontà, coraggio, passione, forza, innovazione in grado anche di suscitare entusiasmo. Ma non basta mettere insieme dirigenti di partito e di organizzazioni, si deve provare ad attivare partecipazione e interesse concreti per poi provare a candidare persone credibili e coerenti, con storie personali o collettive coerenti e credibili, perché tutti si dicono per la pace, contro le guerre, contro le mafie, contro le corruzioni e per l’acqua pubblica e poi sappiamo dove ci sono fiumi di parole e invece zero fatti.
In Europa la lotta è difficile perché ci vuole autonomia, competenza e coraggio per opporsi al sistema che ci ha portati sull’orlo della guerra nucleare, nell’abisso dei cambiamenti ecologici, nel baratro delle terribili disuguaglianze sociali ed economiche. Una lista per la pace che possa superare la soglia di sbarramento è necessaria per dare finalmente voce agli oppressi contro gli oppressori.
Si deve provare a costruire una lista in cui prevalgano le ragioni dell’unità pur nelle differenze ma con l’obiettivo vero di attuare la Costituzione antifascista e rispettare un programma netto e radicale. È un obiettivo che dovrebbe unire chiunque si collochi al di fuori del sistema e che vuole dimostrare anche nelle istituzioni che un’alternativa è possibile”.


Per la giustizia sociale, contro l'oppressione e lo sfruttamento e per la pace.
28/01/2024

Per la giustizia sociale, contro l'oppressione e lo sfruttamento e per la pace.

Pace e giustizia, sempre con gli oppressi e mai con gli oppressori.

26/01/2024

La Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha rigettato la richiesta israeliana di archiviazione dell’accusa di genocidio - avanzata dal Sudafrica - nei confronti dei palestinesi da parte dello Stato di Israele.
La Corte afferma che ci sono elementi per proseguire nel giudizio e che determinati atti prefigurano genocidio e che Israele deve adottare immediatamente misure cautelari per fermare ed impedire il genocidio, prevenire e punire chi incita al genocidio e garantire l’assistenza umanitaria al popolo palestinese.
Una durissima sconfitta per lo Stato d’Israele e per tutti i governi complici, tra cui quello italiano. Il diritto scrive una pagina storica contro la violenza politica, istituzionale e militare.
Avanti tutta fino alla liberazione della Palestina.

Come in altre 28 piazze italiane anche a Potenza flash mob per dire No al progetto di Autonomia differenziata.
16/01/2024

Come in altre 28 piazze italiane anche a Potenza flash mob per dire No al progetto di Autonomia differenziata.

Anche Unione Popolare - Basilicata parteciperà al flash mob martedì 16 gennaio alle ore 10.30, a Potenza,  in piazza Mar...
14/01/2024

Anche Unione Popolare - Basilicata parteciperà al flash mob martedì 16 gennaio alle ore 10.30, a Potenza, in piazza Mario Pagano e a seguire parteciperà all' assemblea nella sala del Consiglio provinciale di Potenza. Il 16 gennaio il DDL Calderoli va in Aula in Senato, dopo il passaggio in commissione Affari Costituzionali. Da Catania a Torino, da Milano a Napoli, a Bologna, Trieste , Padova, Potenza, Bari , Catania, Trapani, i coordinamenti territoriali No AD (composti da sindacati, associazioni, partiti politici, comitati) saranno in piazza per dire no alla divisione della Repubblica e alla istituzionalizzazione delle diseguaglianze, e per dire sì all’uguaglianza dei diritti da Nord a Sud e al superamento degli squilibri territoriali.

12/01/2024

Unione Popolare Basilicata risponde alla lettera appello della società civile "Per i diritti". Mai più violenze nel CPR di Palazzo San Gervasio" e sarà presente al presidio davanti al CPR di Palazzo San Gervasio, EX SS 168, domani pomeriggio, sabato 13 gennaio dalle 15,30 alle 18,00 per esprimere solidarietà e vicinanza umana agli ospiti e convinti che accoglienza, inclusione e rispetto dei diritti umani siano inscindibili. Di seguito l'appello.
Appello per “I diritti”
“Mai più violenze nel CPR di Palazzo San Gervasio”

Sabato 13 gennaio 2024 la società civile organizza un Presidio per chiedere che si faccia chiarezza sui fatti che sono accaduti e che temiamo accadono ancora oggi nei confronti dei trattenuti nel Cpr di Palazzo San Gervasio.
Quello che è emerso dall’inchiesta della Procura di Potenza e già portato all'attenzione dell’opinione pubblica da inchieste giornalistiche e da denunce di cittadini e associazioni in questi anni, sono fatti preoccupanti che ledono i diritti della persona umana e colpiscono tutta la nostra comunità.
La società civile di Palazzo San Gervasio e quella lucana tutta si dissocia da quanto accaduto e invita le organizzazioni civili, le istituzioni e le singole persone tutte ad aderire al seguente appello e ad essere presente al presidio che si terrà
sabato 13 gennaio dalle ore 15,30 alle ore 18,00.

CI VUOLE UNA SVOLTA RADICALE!La posizione di Unione Popolare - Basilicata sulle elezioni regionali 2024
09/01/2024

CI VUOLE UNA SVOLTA RADICALE!
La posizione di Unione Popolare - Basilicata sulle elezioni regionali 2024

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