Rifondazione Comunista Isola d'Elba

Rifondazione Comunista Isola d'Elba Pagina ufficiale del Circolo elbano del Partito della Rifondazione Comunista

VENERDÌ al MERCATINO a Portoferraio prosegue la raccolta firme per chiedere un SERVIZIO PUBBLICO di TRASPORTI MARITTIMI ...
14/09/2026

VENERDÌ al MERCATINO a Portoferraio prosegue la raccolta firme per chiedere un SERVIZIO PUBBLICO di TRASPORTI MARITTIMI per l’Isola d’Elba

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BASTA con la PRIVATIZZAZIONE!
BASTA con le corse sospese all’improvviso in inverno!
Vogliamo un servizio che tuteli la popolazione elbana!

❤️❤️❤️❤️❤️❤️

Abbiamo raggiunto già 1900 firme ma vogliamo arrivare a 2000.
Vieni a firmare anche tu.

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APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA🌈🌈🌈🌈🌈E' RIPRESA LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIO...
10/09/2026

APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA

🌈🌈🌈🌈🌈
E' RIPRESA LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI
PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO
PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA
Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita.
Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese - denunciato anche dall’Onu circa un anno fa - della pulizia etnica e dell’apartheid.
Opporsi al DDL significa prendere sul serio l'antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche.
Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante.
Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia.
L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato.
A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale).
Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà di espressione, diritto di critica e la libera informazione.
Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele.
La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo.
Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu.
In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica.
Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano.
CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE
Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni.
A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo.
SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA
Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola.
ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento):
ADIF(Associazione Diritti e Frontiere)
Agorà
Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Alkemia aps
Artists for Gaza
ANPI Roma
ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma)
ANPI Milano Stadera Gratosoglio
Amnesty International Italia
Arci
Arci Roma
Articolo 21
Artisti
Associazione Inclusiv3 APS ETS
Associazione I.t.a.c.a.
Associazione culturale Liguria-Palestina
Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure
Assopace Palestina
Associazione Stampa Romana
Attac Italia
BDS Italia
Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia
Carovane Migranti
Catanesi solidali col popolo palestinese
Catania NoFrontex
Centro Studi Sereno Regis (Torino)
Cobas Scuola Terni
Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo
Comitato Monteverde per la Pace
Comitato un Aiuto per la Palestina
Comitato Pace Alto Canavese
Comitato per la Palestina di Pordenone
Confederazione Cobas Umbria
ControCorrente Lazio
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti
Coordinamento CNR contro la guerra
CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia)
CRS (Centro per la Riforma dello Stato)
CGIL Roma e Lazio
FLC-CGIL
Cambiare Rotta
Disability Pride Network
Disarma
EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina)
FNSI - Federazione Stampa Italiana
Fondazione Pangea
Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio
Giovani Democratici Roma
Giuristi Democratici
Global Sumud Flotilla
Global Sumud Flotilla - Lazio
Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino)
IOCISTO-illustrAZIONI
Kairos
Kritica
La carovana dei pacifici
La Scuola per la Palestina
L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista)
Libere Cittadine per la Palestina
Mai indifferenti - voci ebraiche per la pace
Mamme Narranti
MoveOn
Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente
Movimento Omosessuale Sardo ODV
Movimento Studenti Palestinesi
Newrg (New Weapons Research Group) Genova
Network Giovani M5S
Operatori dell'Informazione per Gaza
OSA
Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole
Parliamo di Socialismo
PCI - Partito Comunista Italiano
Partito della Rifondazione Comunista
Per non dimenticare - OdV
Potere al Popolo
Pressenza - Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza
Presidio Palestina Montecitorio
Rete dei Numeri Pari
Rete del Dissenso
Rete Giornalisti per la Costituzione
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole
Rete
Rete NoWar
Rete Italiana Pace e Disarmo
Rete Radiè Resch
Rete dei Preti contro il genocidio
Rete RUP - Ricerca e Università per la Palestina
Roma sa da che parte stare
Roma Tre Etica
Rossosispera Associazione Culturale
Sanitari per Gaza Roma
Saptejah (Associazione Culturale)
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista Roma
Sinistra Italiana Roma e Provincia
Stop Rearm Italia
Tetes de Bois
Tikkun - Diaspora Ebraica Decoloniale
Transform Italia
UISP
Un'altra idea di mondo
Un Ponte Per
Unione degli universitari
Unione Sindacale di Base
Valsesia per la Palestina
Venice4Palestine
Voci per la Palestina

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DUE FIRME PER FAR RISPETTARE I TUOI DIRITTI 👍👍👍Sabato 12 settembre dalle 17 alle 20 al MOLO ELBA in CALATA a Portoferrai...
06/09/2026

DUE FIRME PER FAR RISPETTARE I TUOI DIRITTI

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Sabato 12 settembre dalle 17 alle 20 al MOLO ELBA in CALATA a Portoferraio e venerdì 18 settembre la mattina al MERCATINO il Circolo Isola d'Elba di Rifondazione Comunista sarà presente con un banchetto per chiedere alle cittadine ed ai cittadini di sottoscrivere due importanti iniziative: la petizione popolare per il ripristino dei trasporti pubblici all'Elba e il progetto di legge di iniziativa popolare per la tassazione dei grandi patrimoni.

Sono più di 1800 le firme raccolte fino ad oggi a sostegno della petizione popolare che chiede il ritorno di un servizio pubblico per i traghetti. Gli elbani e le elbane conoscono bene la situazione e sanno che è in continuo peggioramento.
Dopo il totale fallimento della PRIVATIZZAZIONE e la presa in giro del BANDO della continuità territoriale vogliamo che il settore dei trasporti marittimi per l'Elba e le isole dell'Arcipelago Toscano torni ad una gestione pubblica. Quante volte abbiamo visto corse annullate all'ultimo minuto per "guasti" o per "condizioni meteo" avverse? Quante persone non hanno trovato posto per tornare a casa dopo un ricovero o una visita in ospedale o una giornata di lavoro? In teoria servirebbero navi moderne e sicure. Ci si dovrebbe adeguare a standard ambientali più accettabili con l'elettrificazione dei porti. Il privato risponde a queste esigenze con navi sempre più vecchie e inadeguate arrivando perfino a riesumare la Giraglia. Servono investimenti che il privato non ha fatto per 20 anni e che non farà mai.
E' necessario quindi un servizio di trasporti marittimi pubblico che potrebbe assicurare non solo l'affidabilità e la sicurezza che meritiamo, ma anche una gestione trasparente e orientata ai bisogni della collettività, tenendo conto delle esigenze di chi vive sull'isola tutto l'anno, e non solo dei turisti.

L'iniziativa di legge popolare per la tassazione dei grandi patrimoni propone di introdurre un'imposta patrimoniale annuale progressiva (dall'1% al 3,5%) esclusivamente sui grandi patrimoni superiori a 2 milioni di euro, escludendo la prima casa. L'imposta riguarda quindi solo lo 0,5% della popolazione, quella che in questi anni si è arricchita a dismisura e che gode invece di una tassazione di favore per rendite ed investimenti finanziari, mentre la quasi totalità delle persone - lavoratori, pensionati, artigiani, ecc... - finisce per farsi carico esclusivo della spesa pubblica anche se magari fa fatica ad arrivare a fine mese. L'obiettivo è quindi quello di ripristinare un minimo di equità fiscale e finanziare sanità, istruzione e servizi pubblici a vantaggio di tutti/e.

TI ASPETTIAMO!!!

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Se non puoi esserci di persona usa il link qui sotto e firma anche tu!!! Invita i tuoi amici ed amiche a firmare!!!

https://www.change.org/traghettipubblicielba

PORTO ARMATO☠️☠️☠️☠️☠️Il porto di Piombino è l’unica porta di accesso all’Elba sia per i residenti e pendolari che per l...
27/08/2026

PORTO ARMATO

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Il porto di Piombino è l’unica porta di accesso all’Elba sia per i residenti e pendolari che per le tante persone che da aprile a settembre vengono a visitare la nostra isola. La foto testimonia il recente transito di materiale bellico da Piombino, un traffico indegno che purtroppo si sta intensificando negli ultimi anni. E’ evidente che a causa delle forti resistenze dei lavoratori del porto e delle popolazioni di Genova, Livorno e altri porti più grandi, si stia pensando ad una progressiva trasformazione di Piombino in un hub della logistica di guerra. Tutto questo avviene con l’attivo sostegno del Governo e la compiacenza della pseudo opposizione PD (silente anche in Toscana dove pure governa la Regione) e degli altri enti pubblici (sindaci e Autorità Portuale). A parole tutti dicono di essere per la Pace ma quando potrebbero e dovrebbero fare qualcosa di concreto non muovono un dito ed assistono servili a questo indegno traffico di strumenti di morte e genocidio. Solo a titolo “dí contorno” - dato che la cosa fa parecchio schifo già così - segnaliamo anche che:
- la movimentazione di armi e materiale bellico anche esplosivo avviene accanto al famigerato RIGASSIFICATORE voluto da GIANI, DESTRA e PD; una struttura che dovrebbe rispettare precise misure e distanze di sicurezza ;
- evidentemente quando si tratta degli interessi economici delle Lobby americane del gas, dell’energia e delle armi il diritto alla sicurezza dei cittadini e delle cittadine passa in ultimo piano;
- recentemente l’Autorita’ Portuale ha eliminato i pochi posti auto gratuiti presenti nel porto di Piombino, molto utilizzati dalla popolazione elbana, ritenendoli incompatibili con la destinazione portuale della zona. E’ invece compatibile con il traffico passeggeri la movimentazione nel porto di armi e materiale bellico, oltretutto, come già detto, accanto ad un Rigassificatore collocato in deroga alle norme di sicurezza?
BASTA!!!
FERMIAMO I SIGNORI della MORTE e della GUERRA!!!

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Fermiamo la colonizzazione della Toscana. Non vogliamo il falso "greeen" sporco di sangue.🍉🍉🍉✊✊✊Firma la petizione del C...
24/08/2026

Fermiamo la colonizzazione della Toscana. Non vogliamo il falso "greeen" sporco di sangue.

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Firma la petizione del Collettivo Diritti in Palestina:
https://c.org/zPxsj5T6KG





18/08/2026
18/08/2026

LIBERA FESTA 2026
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BUON FERRAGOSTO e BUON COCOMERO ANTISIONISTA 🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉🍉Ci accingiamo a festeggiare il ferragosto e sull’isola non mancher...
15/08/2026

BUON FERRAGOSTO e BUON COCOMERO ANTISIONISTA

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Ci accingiamo a festeggiare il ferragosto e sull’isola non mancheranno le tradizionali cocomerate in occasione delle informali spiaggiate o addirittura in eventi ufficiali organizzati dal comune, come a Portoferraio. Una buona occasione per ricordare che
l’anguria è diventata il simbolo della resistenza palestinese e della lotta contro il genocidio perché la sua polpa rossa, la buccia verde, la parte bianca e i semi neri riproducono esattamente i quattro colori della bandiera palestinese (rosso, verde, bianco e nero). Il simbolo è nato in seguito alla guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele vietò l'esposizione della bandiera nei territori occupati.

Buona estate resistente a tutt*

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FERMIAMO la COLONIZZAZIONE della TOSCANACaso Ribolla e colonizzazione israeliana. Mentre i casi si moltiplicano Giani sc...
11/08/2026

FERMIAMO la COLONIZZAZIONE della TOSCANA

Caso Ribolla e colonizzazione israeliana. Mentre i casi si moltiplicano Giani scappa dalle proprie responsabilità

Sul caso Ribolla, il Presidente della regione toscana Eugenio Giani, invece di rispondere nel merito della vicenda, e soprattutto alla nostra esplicita richiesta di negare l’autorizzazione unica alla società SPV Energy 3 S.r.l., prende tempo dichiarando che se ne riparlerà a settembre, legando la questione ad una proposta di legge regionale che dovrebbe contenere, in caso di richiesta di autorizzazione, anche criteri di un’aderenza ai valori della nostra Regione, peccato che nella attuale citata proposta di legge non ce n’è nessuna traccia (come rilevato da Il Manifesto).
Intanto, la vicenda si allarga assumendo contorni che appaiono come una vera e propria “colonizzazione” del territorio toscano, almeno nella provincia grossetana, con altri due impianti fotovoltaici con lo stesso identico profilo societario di scatole vuote, stessa sede societaria milanese (piazza cinque giornate 10 Milano), stesso amministratore unico, Yuval Skornik, dirigente della divisione energia di Shikun & Binui; insomma stesso sistema messo in piedi dalla SPV Energy 3 S.r.l. che, come ha fatto il Comitato Diritti in Palestina, può essere agevolmente scoperto con una semplice visura catastale. Gli impianti sarebbero della SPV Energy E33 a Gavorrano, La Merlina, con un impianto di 22,5 MW- 35 ha e della SPV Energy 4 a Grosseto, Podere Gavazza, con un impianto di 22,2 MW -25 ha; guarda caso tutte società costitute nella primavera 2023, iscritte a inizio 2025, con VIA presentata a novembre 2025.
Una situazione dai contorni quantomeno discutibili di cui la Regione Toscana, in primis il governatore Eugenio Giani, si dovrebbe seriamente allarmare, senza aspettare settembre; come dovrebbe prendere in serio conto, quanto dichiarato dallo stesso Sindaco di Roccastrada, nonché Presidente della Provincia di Grosseto, preoccupato dalle richieste di concessione per l’agrivoltaico di multinazionali costituite con l’unico obiettivo di ottenere autorizzazioni per la valorizzazione del prodotto sul mercato e che, come nel caso della multinazionale israeliana Shikun & Binui, si scopre essere complice del governo Netanyahu, e con un ruolo attivo nel genocidio del popolo palestinese.
Alla faccia del rispetto del sistema valoriale della Toscana. Insomma, si tratta di asset finanziari che consumano suolo senza nessun ritorno economico e sociale per la comunità locali e, aggiungiamo, con il rischio di comprometterne seriamente la reale vocazione economica.
Per quanto ci riguarda, insistiamo nel chiedere al governatore Giani di esprimersi chiaramente sul diniego all’autorizzazione unica alla società SPV Energy 3 S.r.l per l’impianto di Ribolla, senza nascondersi dietro aleatori percorsi legislativi.
Il sistema valoriale della Regione Toscana è già definito dallo Statuto regionale che all’articolo 3, comma 2 sostiene e opera per il rispetto dei diritti umani.

Segreteria regionale Rifondazione Comunista toscana





🚩 Articolo completo sulla serata conclusiva di Libera Festa 2026!
11/08/2026

🚩 Articolo completo sulla serata conclusiva di Libera Festa 2026!

Tre serate, temi apparentemente diversi e un filo che, alla fine, li tiene insieme: che cosa scegliamo di vedere e che cosa significa sentirsi parte d...

Indirizzo

Via Mascagni 7
Portoferraio
57037

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