16/09/2012
DURA DENUNCIA DEL DEPUTATO SARDO, INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO
PILI: ENI, BLITZ DI FERRAGOSTO PER LE BONIFICHE ESCLUSE TUTTE LE IMPRESE SARDE
IL 14 AGOSTO AL VIA LE PROCEDURE D’APPALTO, STRADA SBARRATA PER LE IMPRESE ISOLANE
“Escluse tutte le imprese sarde, dei cento milioni di euro delle bonifiche dell’area industriale di Porto Torres non resterà nell’isola nemmeno un euro. Nuove discariche gi
à in cantiere per una bonifica che sa di grande schiaffo alla Sardegna. Tutto questo in un blitz messo in atto il giorno prima di ferragosto con l’avvio da parte dell’Eni delle procedure di gare per le bonifiche delle aree contaminate. Nemmeno briciole per il Nord Sardegna per un’operazione che l’Eni pensa di spartirsi sullo scacchiere nazionale alla faccia della Sardegna e dei sardi”.
La denuncia, circostanziata e documentata, trasformata in una interrogazione parlamentare, è del Deputato sardo Mauro Pili che stamane a Porto Torres nel corso di una conferenza stampa ha fornito i documenti di quella che ha definito una vera e propria speculazione ulteriore ai danni della Sardegna.
“Non è la prima volta che l’Eni colpisce in pieno agosto – denuncia Pili. Chi ne conosce la storia sa che si tratta, per il pseudo ente di Stato, del periodo più fecondo per passare inosservati e tentare i grandi colpi, sia che si tratti di chiusura di fabbriche che di mettere le mani sui grandi appalti. Questa volta l’Eni lo fa nel silenzio più totale alla vigilia di ferragosto, il 14 agosto per l’esatezza, facendo partire da San Donato Milanese, sede nazionale dell’Ente, una missiva destinata a 24 imprese selezionate accuratamente, con una caratteristica su tutte: nessuna sarda. Guarda caso lavori da eseguirsi in Sardegna, nell’area a più elevato rischio ambientale del Nord dell’isola, quella di Porto Torres, ma nessuna impresa sarda può partecipare”.
“Per le imprese sarde – denuncia Pili – non c’è margine alcuno. Tagliate fuori con due mosse: l’obbligatoria qualificazione Eni e la soglia dei lavori superiore agli 80 milioni di euro, almeno 60 di bonifiche ambientali. Due elementi che hanno tracciato un identikit chiarissimo: nessuna impresa sarda può partecipare ai lavori di bonifica. Per il resto si giocherà tutto in casa Eni, con società che si alternano nel grande business delle bonifiche del gruppo energetico. La Sardegna non ne fa parte e nessuno ha messo i paletti istituzionali e politici perché l’Eni rispettasse una clausola naturale, quella di far lavorare le imprese locali, non in regime di , come magari qualcuno ha pensato, ma da protagoniste e non da subordinate. Un dato è certo: è impossibile che in Sardegna non ci siano imprese adeguate a svolgere quel tipo di lavori, considerato che nell’area del petrolchimico, e non solo, sono molte le imprese che si sono dovute specializzare negli anni proprio sulle tematiche ambientali”.
“E’ un piano preciso di spartizione degli appalti tutto teso a coinvolgere i soliti noti – denuncia Pili. Si opera senza regole certe e lasciate tutte ai sotterranei e ai meandri dell’Ente di Stato che fa e disfa a suo piacimento senza considerare nessuno. Le imprese invitate sono solo e sempre le stesse, quelle del circuito Eni, per le sarde non c’è spazio”.
“A questo fatto, già di per se gravissimo, - sostiene Pili - si aggiunge che dagli atti della procedura d’avvio della gara risulta essere pronto un piano di bonifiche simile al gioco delle tre carte. Bonifiche costose ma giocate con l’obiettivo di togliere da una parte e mettere dall’altra, sempre nell’area industriale di Porto Torres. Bonifiche pagate molto per cambiare niente, se è vero, come è documentato, che i rifiuti si sposteranno da una parte di Porto Torres verso nuove discariche da realizzare proprio all’interno della zona industriale”.
“Governo e Regione devono intervenire immediatamente. L’Eni, è si società quotata in borsa, è una società per azioni, ma non può agire come un privato qualsiasi soprattutto se deve adempiere ad un preciso mandato pubblico, ovvero ripristinare i danni all’ambiente per i quali è chiamata a rispondere proprio dalla parte pubblica. Non si può giocare con una bonifica che prevede quasi 100 milioni di euro di lavori senza il coinvolgimento delle imprese sarde. E’ una vero e proprio affronto al Nord Sardegna e all’isola intera – sostiene Pili. Intervengano Stato e Regione, lo facciano non per segnalare imprese, ma per stabilire regole, comportamenti, per individuare i criteri per consentire alle imprese sarde di partecipare a quei lavori. Non può essere l’Eni che suona balla e canta in uno spartito che esclude un intero tessuto economico e sociale”.
Questi i quesiti posti ai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico nell’interrogazione parlamentare:
se la società Syndial abbia presentato progetti esecutivo relativi agli interventi di cui nella richiesta di manifestazione d’interesse;
se siano intervenute le necessarie autorizzazione ed eventuali prescrizioni;
se siano state autorizzate nuove discariche di rifiuti nell’area industriale di Porto Torres;
se gli organi competenti abbiano valutato possibili inertizzazioni dei rifiuti da smaltire evitando la realizzazione di nuove discariche che oltre a non affrontare il tema di fondo del risanamento dell’area, comportano un evidente vantaggio economico al soggetto obbligato al ripristino totale dell’area;
se la procedura di selezione delle imprese appare corretta e se non intenda valutare il Ministero la congruità di tale selezione come lesiva degli impegni sottoscritti nei vari accordi e protocolli d’intesa relativamente all’area industriale di Porto Torres;
se non ritengano, nell’ambito della propria attività politica e di persuasione istituzionale, di indurre l’Eni ha bloccare tale procedura al fine di predisporre un atto d’intesa con i Ministeri competenti e la stessa Regione Sardegna al fine di individuare forme trasparenti e meno restrittive dell’individuazione dei soggetti esecutori delle opere al fine di un massimo coinvolgimento delle imprese locali nell’esecuzione dei lavori indicati in premessa