Centro Studi La Casa di Sofia

Centro Studi La Casa di Sofia Centro studi interdisciplinari e filosofici legati alla cura di sé. Raffaele Catà

è nato il 21/8/1983 a Fermo.

Dopo la maturità classica si laurea in Filosofia e in Scienze Filosofiche presso l'Università di Bologna. Studia poi Storia presso l'Università di Macerata e Antropologia Filosofica, Didattica e Pedagogia presso l'Università di Urbino. È il fondatore del progetto educativo "Escola Natura" presso Portel, Pará, Amazzonia brasiliana. È autore dei libri "La terra senza sentieri. Jiddu Krishnamurti e l

a filosofia", Om Edizioni, e del testo autobiografico "Curumatára. Viaggio nell'Amazzonia interiore", Scienze&Lettere Editore. https://www.facebook.com/profile.php?id=100011243897308

AVERE TEMPO LIBERO. ESSERI LIBERI DAL TEMPONell’epoca della fretta moderna e contemporanea, quello della filosofia (e a ...
18/10/2023

AVERE TEMPO LIBERO. ESSERI LIBERI DAL TEMPO

Nell’epoca della fretta moderna e contemporanea, quello della filosofia (e a maggior ragione quello della “filosofia del tempo libero”) è il tempo lento, quello della “nottola di Minerva” che prende il volo al tramonto del giorno, al “tramonto dell’occidente”. Il tempo lento del bradipo e della tartaruga…

Qual è il rapporto tra il tempo e la libertà? Iniziamo lentamente ad avvicinarci alle parole che indicano questi concetti…

gli inglesi ad esempio utilizzano la parola “time” per indicare il tempo cronologico e la parola “weather” per indicare il tempo atmosferico… la parola Χρόνος (“cronos” da cui l’aggettivo cronico) ci fa pensare a Crono il divoratore dei figli, a Saturno e all’età dell’oro. Le prime due lettere greche del nome: Χ (“chi”) e ρ (“rho”) ci rimandano al monogramma di Cristo, emblema del Sole e dei suoi raggi…

In sanscrito tempo si dice “kalā” (कला) che possiamo sentir risuonare nella nostra parola calendario...

Per noi il tempo libero è sintetizzato dalla parola “festa” ("La sera del dì di festa” e il “Sabato del villaggio” di Leopardi, “il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato” Mc 2,27). La parola “festa” è costruita sulla radice *fe,the: la stessa radice delle parole “felice”, “theòs” (Dio), “theoria”, “fele” (in greco è la mammella, la fonte dell’alimento essenziale, del latte e della vita). La stessa radice che risuona anche in “sofia” (saphés) da cui la parola filo/sofia: amore della saggezza (e/o, ancor meglio, la “saggezza dell’amore”)…

Il tempo fluisce quando la nostra energia non è bloccata…

C’è un tempo lineare, maschile, progressivo.

C’è un tempo ciclico, femminile, infinito.

La fertilità e la creatività per noi è data dall’unione e dall’armonia dei due tempi, esterni ed interni.

Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. Se facciamo ogni cosa con amore siamo nel flusso, in quiete, in moto rettilineo uniforme, facendo venir meno la distinzione di solito così netta tra hobby e lavoro, dovere e piacere, apprendimento e ricreazione...

©Raffaele Catà
* * *
Bibliografia citata

• Il potere di adesso (Tolle, 1997)
• Dove il tempo finisce (Bohm-Krishnamurti, 1985)
• Essere e Tempo (Heidegger, 1927)
• Essere senza Tempo (Fusaro, 2010)
• Il tempo si deve fermare (Huxley, 1944)

Filmografia citata

• Il Posto delle Fragole (Bergman, 1957)
• 2001 Odissea nello Spazio (Kubrick, 1968)
• Il cielo sopra Berlino (Wenders, 1987)
• Kalachakra. La ruota del tempo (Herzog, 2003)
• Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera (Ki-Duk, 2003)
• Non è mai troppo tardi (Reiner, 2007)

(sintesi della lezione tenuta lunedì 16/10/’23 presso l’Università del Tempo Libero di P.S.Elpidio)

VIA DEI MATTI NUMERO ZERO«Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel ...
14/10/2023

VIA DEI MATTI NUMERO ZERO

«Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato per ridurre al nulla le cose che sono» (Prima lettera ai Corinzi, 1,27-28.)

“Non è un segno di buona salute mentale essere bene adattati a una società malata” - J. Krishnamurti.

* * *
… due proverbi marchigiani affermano che “lo matto non se cura” e “chi alleva solo un fijo l’alleva mattu”: indicando con tale espressioni da un lato l’ingestibilità, l’impossibilità pratica di una terapia dell’irrazionale, e dall’altro che non è bene concentrare tutte le aspettative genitoriali sul figlio unico (il sacrificio dell’unigenito crocifisso), così come spesso è controproducente focalizzarsi ossessivamente su un’unica cosa.

Nel dialogo il Fedro, Platone, per bocca di Socrate, dice che vi sono due forme di mania (μανία), cioè follia, furore, ossessione, alienazione: una patologica, «derivante da malattie umane, l’altra, invece, derivante da un divino mutamento radicale delle comuni consuetudini»…

Nel gioco dei Tarocchi il Matto rappresenta l’energia originaria del caos, l’entropia, l’innocenza, il genio giovanile e la follia. Se ci lasciamo guidare dalle libere associazioni immaginali che esso ci invita a compiere, possiamo accostarlo allo zero, al vuoto dell’infinita e aorgica energia potenziale, al fotone di luce che percorre tutti i cammini possibili contemporaneamente, agli infiniti stati ibridi di un bit quantistico sulla sfera di Bloch, alla cellula totipotente, all’uovo di struzzo illuminato dal sole da cui risorge la vita cristica, al nirvana di ogni estinzione egoica...

“Giungo dalle tenebre e resto in bilico per trovare la luce”, questo è il motto del Matto.

La tradizione buddhista direbbe che il Matto è come “un bambino che vuole leccare il miele sulla lama di un rasoio affilato”. Etimologicamente “matto” si riferisce a una figura “madida di sudore, un ubriaco (nei tarocchi di Crowley è Dioniso), qualcuno che nasce bagnato - come un mattone appunto.”

Maccus era una maschera dell’antica commedia atellana (il cui nome rimanda a Baccus: dio del vino), poi diventata il jolly nei giochi di carte. La figura del Matto raffigura quel che si può considerare uno “zero assoluto”, un nullatenente apolide, tenuto ai margini della società razionale. Un joker, punkabbestia, freak, misfit disadattato, capro espiatorio, reietto, Wanderer vagabondo on the road, buffone di corte del pazzo Re Lear. È Urano, il remoto Signore del Cielo, l’attesa e lo spirito dell’etere. È Diogene il cinico, l’elogio erasmiano della follia, L’Empedocle di Hölderlin che si getta nell’Etna, l’Idiota di Dostoevskij…

Il Matto rappresenta infatti per noi anche, e soprattutto, La “stoltezza in Cristo” (in russo, юродство, jurodstvo): una particolare forma di ascetismo presente nell'esperienza della Chiesa ortodossa. Colui che intraprende tale via religiosa è chiamato юродивый (jurodivyj), cioè stolto in Cristo, o pazzo di Dio. Gli stolti in Cristo sono asceti o monaci russi che abbandonano la sapienza umana per scegliere la "sapienza del cuore". Tra le tante figure di Santi Stolti compaiono Simeone di Edessa e di Andrea di Costantinopoli, San Francesco d’Assisi (pazzus in Christo, simplex et id**ta), San Filippo Neri, san Giuseppe da Copertino, Padre Augusto Gianola nell’Amazzonia brasiliana. Si ricordano infine Giovanni detto il Calibita che scelse di vivere da mendicante accanto al palazzo paterno e Massimo il Kausokalibita (il ‘bruciacapanne’).

Il Matto, pazzo com’è, ha infatti troncato ogni legame con la famiglia e con gli amici, ha bruciato tutti i ponti alle sue spalle, portandosi appresso nel fagotto i propri errori da cui trarre insegnamento, una volta che si sia disposti ad ammetterli (nei tarocchi Rider-White ha gli stivali gialli come lo zolfo, forse bruciato proprio per purificarsi dagli errori commessi)i.

Nel gioco degli scacchi, da cui secondo alcuni deriverebbero i giochi di carte, il “matto” è quando il Re è sotto minaccia e non ha più una casa dove potersi rifugiare: la fine della partita e forse l’inizio di una nuova. Il Matto infatti è rappresentato sul punto di entrare con entusiasmo in un nuovo mondo ricco di possibilità e che lo metterà nella condizione di esprimersi.

La compagnia dell’animale indica le forze istintuali che lo muovono (“vado matto per…”), facendogli fare il giro dell’orto, riportandolo sempre al punto di partenza, ma anche il rimorso o il pentimento. Il Matto non è un tipo misurato, poiché si affaccia sull’incommensurabile come il “Viandante sul mare di Nebbia” di Caspar Friedrich.

“Walk on! Walkin on the wild side!”.. Vai avanti nel viaggio della vita, sempre e comunque fidandoti del tuo fiuto, intuito e istinto!” sembra suggerirci l’Arcano. È solo un gioco, un gioco cosmico (līlā लीला)), solo un “giro di giostra”…

“Là dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva” diceva Hölderlin, e “occorre avere il caos dentro di sé per generare una stella danzante” gli farà eco Nietzsche, entrambi considerati folli e pazzi all’inizio dell’età contemporanea: “la notte del mondo”, il “tempo di povertà”, il “Kali Yuga” che stanno iniziando a finire…

“The Fool on the hill”… “Je So Pazzo”… “Shine on you Crazy diamond”

“Tu insegnavi ai ragazzi la follia… […] il giallo furibondo/ negli occhi di Euridice” scriveva nei propri versi il poeta marchigiano Antonio Santori…
[continua…]

©Raffaele Catà

TAROCCHI CHE PASSIONE!"La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli ed immagini"                          ...
07/10/2023

TAROCCHI CHE PASSIONE!

"La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli ed immagini"

- Vangelo di Filippo

* * *

Il gioco dei tarocchi, come quello degli scacchi, rappresenta innanzitutto e soprattutto un "apprendistato al vedere" e una grande sintesi sapienziale e simbolica dell'immaginario tardo medievale e universale, accostabile alla commedia dantesca e alla Somma Teologica di Tommaso d'Aquino.

La tarologia, cioè lo studio filosofico del gioco, a cui si sono rivolti gli studiosi più disparati (da Jung a Giuliano Kremmerz, da Ouspensky a Jodorowsky fino al filosofo analitico Michael Dummett) non sfocia e non conduce necessariamente nella cartomanzia o nella divinazione, ma offre spunti utilissimi per smuovere le acque dei condizionamenti inconsci e risvegliare così le capacità intuitive personali.

Attraverso le carte e gli archetipi che rappresentano, come in una mostra itinerante di quadri tascabili, possiamo infatti ritrovare maschere e immagini primordiali sopite nell'inconscio, frammenti in cui ognuno può liberamente, e tuttavia non arbitrariamente, riconoscere parti di sé.

Per iniziare basta solo un po' di curiosità, pazienza e attenzione e la voglia di mettersi in gioco e, nel corso del viaggio in questo labirinto di specchi, si schiude una miniera di spunti differenti che offre addentellati con l'ars combinatoria, l'astrologia, l'alchimia, la cabala e la numerologia.

Guarda bene! Non guardare meglio! Lo vedi adesso? "Quello sei tu!".

Raffaele Catà

"Il destino ti aspetta sulla strada che hai scelto per evitarlo"    - proverbio arabo
05/10/2023

"Il destino ti aspetta sulla strada che hai scelto per evitarlo" - proverbio arabo

14/08/2023

Più sanscrito per gli insegnanti di yoga!

Sì, credo che un insegnante di yoga dovrebbe, almeno una volta nella vita, seguire un corso-base di sanscrito. Perché? Semplice, il sanscrito è il veicolo linguistico dello yoga e tale connessione si riverbera in maniera potentissima anche nella pratica e nell'insegnamento. Provate pure, tanto per fare un esempio, a fare una lezione senza dire una parola in sanscrito come yoga, dharma, mantra, yantra, āsana, prāṇa etc. Insomma, conoscere tale veicolo permette non solo di accedere in maniera privilegiata e più intima ai tesori letterari dell'India classica come gli Yogasūtra e i testi tantrici, ma dona al praticante/insegnante un'attitudine eccezionale in grado di penetrare con maggiore profondità e consapevolezza la pratica/insegnamento quotidiano. Un valore aggiunto impareggiabile e irrinunciabile che, tanto per iniziare, permette: 1) di pronunciare correttamente le parole in sanscrito; 2) capire la questione, assai misconosciuta per i più, dei generi grammaticali (perché sarebbe più opportuno dire gli āsana e non le āsana?); 3) leggere nella grafia devanāgarī (योग​); 4) capire come si formano le parola sanscrite più significative del panorama-yoga a partire dalla radice verbale: 5) e, in definitiva, gettare le basi per approcciarsi a un testo in sanscrito ... senza dimenticarsi, last but not least, che lo studio di una lingua modella il pensiero e ne è allo stesso tempo espressione: e questa lingua, senza esagerare, apre orizzonti mentali davvero inesauribili!

TalRiga, le case vuote, la grande diagonaledove si compie il destino della donna bianca. Nessun errore è concesso mentre...
28/06/2023

Tal

Riga, le case vuote, la grande diagonale
dove si compie il destino della donna bianca.
Nessun errore è concesso
mentre la mano paralizzata
dirige il moto della propria scelta.
Gli occhi fissi nel sacrificio, la quiete
a cui tendono i corpi
è il rischio di avere coraggio, la rettitudine
di un angolo morto.

Raffaele Catà

Grazie di cuore a Gianluca De Gennaro per questo dono. "La vita è l'arte dell'incontro".
18/06/2023

Grazie di cuore a Gianluca De Gennaro per questo dono. "La vita è l'arte dell'incontro".

"Non credo nella psicologia, ma nelle buone mosse" - Bobby Fischer
18/06/2023

"Non credo nella psicologia, ma nelle buone mosse" - Bobby Fischer

BREVE STORIA DI UN ERRORE(Introduzione a R.Catà & D.Forcellini, Scacco all'Errore, AIEP 2023)                           ...
13/06/2023

BREVE STORIA DI UN ERRORE

(Introduzione a R.Catà & D.Forcellini, Scacco all'Errore, AIEP 2023)

* * *

"Tutti sbagliano, per questo hanno messo le gomme sulle matite" - Lenny Leonard, The Simpson

"Il più grande errore che si può fare nella vita è quello di avere sempre paura di farne uno".
- Elbert Hubbard

* * *

Una vecchia storiella dice che nei dipartimenti di matematica, in quelli di ingegneria e in quelli di filosofia i cestini per la carta straccia abbiano ruoli e destini diversi (nel primo dipartimento sarebbero mezzi vuoti, nel secondo mezzi pieni e nel terzo non esisterebbero proprio).

Spesso i ricercatori sono spinti avanti dalla smania del miglioramento e del perfezionamento, come il gesuita e matematico Gerolamo Saccheri che nel 1733 pubblicò il testo "Euclides ab omni naevo vindicatus", intenzionato a liberare nientemeno che la geometria euclidea da ogni macchia e traccia di errore (la quale poi si rivelerà comunque scalfibile e instabile nella cosiddetta "crisi dei fondamenti" che porterà ad una radicale revisione della conoscenza tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo).

Tuttavia non tutti sono stati contaminati da questo "horror erroris", ad esempio Kurt Gödel, il massimo logico del '900, padre dei teoremi di incompletezza, diceva che Leibniz era il filosofo che amava di più perché "aveva sbagliato tutto". Con tale affermazione, proprio colui che ha dimostrato l'incommensurabilità della verità rispetto alla dimostrazione aveva dunque voluto sottolineare e valorizzare il ruolo dell'errore nel cammino della conoscenza e della consapevolezza.

Dal canto suo Willard V. Orman Quine, "il filosofo dei filosofi", colui che forse più ha contribuito nel secolo scorso a conferire validità filosofico-scientifica all'olismo, cioè alla visione non riduzionista e non dualista del mondo, diceva che "nessuna affermazione è irrivedibile", intendendo con questo sostenere che non esistono affermazioni incontrovertibili, tali cioè da poter essere isolate e messe al riparo dall'errore.

Tutta la Storia della Filosofia e della Scienza in fondo (così come la Storia degli Scacchi) può essere allora vista come l'avventura e il gioco della conoscenza, come il "dispiegarsi dello spirito" attraverso la sintesi della verità e dell'errore, in una sorta di infinita "spirale epistemologica" che scorre verso l'alto e in circolo, dentro, fuori e attraverso di noi.

- Raffaele Catà
.......................................................

PS: (excusatio non petita)

La bibliografia sull'errore è sterminata, e in questo breve pamphlet divulgativo io e il prof. Davide Forcellini (ricercatore in ingegneria sismica) non ci siamo occupati di tanti aspetti e modi di errare: dai bias cognitivi alle fallacie logiche, dalle strategie comunicative e relazionali disfunzionali alle illusioni percettive, dagli errori ingegneristici e giudiziari a quelli pedagogici, sorvolando su molte complesse questioni dell'epistemologia contemporanea (come il celebre "problema di Gettier") e limitando la nostra breve e agile trattazione (55 pp.) ad alcuni aspetti funzionali alla narrazione della nostra rapida "partita a scacchi dialettica", riservandoci di approfondire l'argomento in modo specialistico in una seconda edizione, auspicabilmente mondata dai nostri stessi errori.

Speriamo che questo nostro agile libricino possa comunque offrire al lettore, pur in questa versione preliminare, spunti di crescita e di riflessione ma, se così non fosse, "credete che non s'è fatto apposta!"

Buona lettura!

ESSERE UNO E FARE TANTE COSE(filosofia spicciola del coltellino svizzero)Già nell'antichità Eraclito sosteneva che la πο...
12/06/2023

ESSERE UNO E FARE TANTE COSE
(filosofia spicciola del coltellino svizzero)

Già nell'antichità Eraclito sosteneva che la πολυμαϑία (polimatía), il sapere molte cose, portasse solo alla superficialità e non fosse sinonimo di intelligenza, bensì di un'erudizione pedantesca e oziosa, consistente nell’accumulare nozioni numerose e disparate, non ricondotte a quell’organicità o sistematicità che costituirebbero l’autentica cultura...

D'altro canto Ulisse è invece πολύτροπος (polìtropo), è "l'uomo dal multiforme ingegno", l'"homo faber" scaltro e versatile, che per cavarsela ricorre ad una vasta ferramenta di risorse e strumenti interiori...

"Ho iniziato molte cose ma non ne ho
terminata nessuna" scriveva Leibniz, il grande genio dell'età moderna continuatore dello spirito rinascimentale e "sto ancora imparando" diceva a 90 anni Goya, il grande pittore spagnolo, mantenendo la mente Zen del principante.

Venendo all'età contemporanea, Howard Gardner ha proprio scoperto e ribadito che multiple sono le forme e le modalità espressive delle nostre intelligenze...

"Uno yogi dev'essere in grado di fare qualsiasi cosa" sosteneva Sri Aurobindo, nella sua suprema opera di sintesi dello yoga e della coscienza umana...

e allora come si fa? Qual è la via, o le vie, per trovare in Sé la Psicosintesi tra la molteplicità dei propri talenti e passioni e la propria unicità e integrità?

"Nessun metodo come metodo e nessun limite come limite", ci direbbero Krishnamurti, Bruce Lee e Feyerabend...

Forse occorre allora ispirarsi all'umile coltellino svizzero: essere uno e poter fare molte cose, senza strafare, mettendosi al servizio della vita con la gioia, senza separare la mano, la mente e il cuore.

- Raffaele Catà
.........................................

FOREVER JUNG(26 luglio 1875 - 6 giugno 1961)
07/06/2023

FOREVER JUNG

(26 luglio 1875 - 6 giugno 1961)

Una volta un giornalista chiese a Mikhail Tal quale fosse stato il giorno più felice della propria vita, magari il matri...
07/06/2023

Una volta un giornalista chiese a Mikhail Tal quale fosse stato il giorno più felice della propria vita, magari il matrimonio o il giorno dell'incoronazione come giovanissimo Campione del Mondo di scacchi, ma il "Mago di Riga" rispose che fu l'8 dicembre del 1961, quando p***e a Baku una splendida partita contro Rashid Nezhmedtinov: "ammettere i propri errori è una festa dell'intelligenza, realizzare insieme una verità più alta specchiandosi nella maggiore consapevolezza altrui".

- R. Catà

Indirizzo

Porto San Giorgio
63822

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Centro Studi La Casa di Sofia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare