23/09/2019
MENTANA ANTIRAZZISTA A METÁ
Vi stupisce che Enrico Mentana, rispondendo a un napoletano che su Instagram gli ha fatto notare la discriminazione territoriale di cui San Siro è spesso colpevole (anche per la giustizia sportiva), abbia risposto che "oltre che contro il razzismo bisogna combattere anche contro il vittimismo"? A me proprio no.
Mentana è la stessa persona che nel marzo del 2015, ospite a "Che tempo che fa", a Fabio Fazio che gli chiedeva cosa ne pensasse di limitazione su Twitter, rispondeva gratuitamente: «É come la cintura di sicurezza a Napoli».
E sempre lui, nel novembre seguente, a A Tiki Taka, dopo una sconfitta della sua Inter contro il Napoli, accusava Raffaele Auriemma di non vedere certi presunti favori arbitrali ricevuti dagli Azzurri perché giornalista tifoso del Napoli, come se lui non fosse un giornalista tifoso interista, e alla reazione del napoletano lo invitava a tacere così: "Pulcinella, stia buono! Pulcinella, stia buono!".
Poi venne il referendum un po' bislacco per l'indipendenza della Catalogna, e lui, nel suo TG la7, lo definì "alla napoletana".
Diceva Francesco Paolantoni, in una fantastica denuncia della discriminazione territoriale di qualche decennio fa: "Non siamo noi ad essere razzisti. Sono loro ad essere napoletani". I soliti vittimisti.