NordestAntifa

NordestAntifa Coordinamento che aggrega diverse realtà e singoli/e di Pordenone e provincia sui valori dell'antifascismo e dell'antirazzismo.

👉A Pordenone i fasci, quelli un po' futuristiCPI e un po' N**Ipunk, un po' nostalgici e un po' noncielodikono! hanno tap...
16/10/2024

👉A Pordenone i fasci, quelli un po' futuristiCPI e un po' N**Ipunk, un po' nostalgici e un po' noncielodikono! hanno tappezzato la città di virgulti manifesti che se la pigliano contro i "poteri forti"! 🫢
😊Probabilmente per la stanchezza, a causa di un eccesso di patriottismo, c'erano delle piccole sviste, qualche inesattezza.
Poca cosa. 🤏
🤜La solita gentilezza e generosità nostrana ha voluto rimettere le cose a posto.
✅Unici stranieri i fascisti nei quartieri!✊🏴🚩

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo!
10/02/2021

Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo!

Le oscene bandierine dello sciovinismo
Sull’intitolazione del Chiostro della biblioteca a Norma Cossetto

Sulla pelle dei morti si giocano spesso i più beceri giochi di revisionismo fazioso e di egemonia politica della vulgata reazionaria in Italia. E’ una tendenza ormai consolidata da decenni, avvallata anche da ciò che rimaneva del ex PCI con lo scopo di darsi una nuova patina liberale in vista delle competizioni elettorali della seconda Repubblica. 
Da Violante che nel discorso di insediamento come presidente della Camera, nel 1996, riabilitò i repubblichini (i “ragazzi di Salò”) al soldo dei nazisti, fino a Napolitano che nel 2007 da presidente della Repubblica ratificò tutto il nostalgismo fascista sul confine orientale, togliendo agli storici la palla e dandola direttamente nelle mani dei politicanti e del circo mediatico.

A Pordenone questa deriva comincia da subito con Ciriani, al tempo capo di Azione Giovani. Così nei primi anni 2000 iniziano le sue provocazioni con sparuti cortei proprio il 25 aprile in nome della “pacificazione nazionale” che altro non era che il tentativo di screditare la lotta partigiana equiparando vittime a carnefici. Operazione che vide al tempo un’opposizione in piazza sempre più incalzante tanto da costringere il futuro sindaco a rinunciarvi, piagnucolando, nel 2006, dopo che l’antifascismo militante, chiamato dagli anarchici in prima linea, diede prova di lungimiranza, intuendo quale sarebbe stata la narrazione a ve**re. Per quella strenua e momentanea vittoria i libertari pagheranno il prezzo più alto in città; ed è storia recente. Ciriani diverrà sindaco (2016) e i libertari saranno costretti a sgomberare dalla loro sede storica, una vendetta promessa e mantenuta, nello stile tipico di chi una volta al potere agisce nel solco della propria tradizione autoritaria e liberticida.

Dall’insediamento della destra ad oggi si sono susseguite, in forme diverse, ogni tipo di censura e discriminazione politica, togliendo spazi pubblici, facendo pressioni verso enti per togliere agibilità a chi non era allineato con la giunta e soprattutto cercando d’imporre un’egemonia culturale e ideologica. Mentre le istituzioni comunali tacevano, sindaco in primis, su eventi indicibili come aggressioni perpetrati da affiliati a Casapund o concerti che inneggiavano all’olocausto. Mentre si accoglievano giovani di partiti neofascisti (Blocco Studentesco) proprio il 27 gennaio in municipio, si perseguitavano i rifugiati senzatetto rubando loro coperte e vestiario di fortuna in pieno inverno. E mentre si riempivano le poltrone dentro e fuori dall’ente con amici e yesman, proseguiva l’opera di piantare le bandierine faziose della giunta.

Intitolazioni a martiri delle foibe, distribuzione di osceni fumetti nelle scuole della provincia pordenonese editi da Ferrogallico, casa editrice di fumetti vicinissima all’estrema destra, nel cui consiglio d’amministrazione siedono, tra gli altri, il cantautore fascista Federico Goglio, nome d’arte Skoll, e i dirigenti di Forza Nuova Alfredo Durantini (segr. prov.le a Milano) e Marco Carucci (resp. comunicazione, noto per aver annunciato un rogo di libri «inneggianti all’omosessualità»), non prima di averlo presentato al PAFF, scatolone del fumetto plurifinanziato sia dalla giunta del sindaco sia dalla regione amica (appena ricevuti un milione e mezzo di euro). Così il prossimo 10 febbraio un’altra bandierina nazionalista e strumentale verrà posta a Pordenone: verrà intitolato il Chiostro della Biblioteca civica a Norma Cossetto, la cui unica verità appurata, e non manipolata, che la riguarda è che è stata prima prelevata e poi uccisa dagli insorti istriani nel settembre del 1943 ed il suo corpo fu estratto dalla foiba di Surani, vicino ad Antignana/Tinjan nell’Istria centrale, assieme ad altri 25.

Norma era una studentessa universitaria figlia di Giuseppe Cossetto, aggregato al 134° Battaglione d’assalto delle Camicie Nere, un reparto impegnato, sotto il comando tedesco, nelle azioni di rastrellamento antipartigiano. Squadrista della prima ora, aveva partecipato alla marcia su Roma diventerà segretario politico del partito fascista locale, podestà di Visinada e infine Commissario Governativo per le Casse Rurali dell’Istria. Di Norma sappiamo che seguì le orme della famiglia aderendo, durante gli studi universitari, ai Gruppi Universitari Fascisti di Pola sostenendo la fascistizzazione del regno di Jugoslavia.
Tutte le informazioni su violenze e accanimenti da lei subiti non hanno ad oggi alcuna certezza storiografica. Persino i colpevoli rimangono a tutt’oggi ignoti. Evidentemente anche agli stessi eredi, diretti e indiretti, di quel ventennio, così come già succede per la questione del confine orientale, non interessa sapere e conoscere, usano i numeri (decine o migliaia per loro è uguale) e le persone, spesso vittime di quella guerra infame voluta dal nazifascismo verso popoli e paesi vicini, come propaganda. L’ennesima vergognosa bandierina per segnare il territorio, null’altro che revanscismo ideologico, sciovinismo mascherato da vittimismo patriottico, a cui Ciriani e la sua giunta ci hanno già abituato da tempo.

Noi non neghiamo né le foibe né le jacquerie e le vendette, anche politiche, avvenute durante il conflitto mondiale sul confine orientale, da parte anche di comunisti, così come di nazionalisti slavi.
Al contrario ci piacerebbe che questa verità continui ad essere ricercata.
Ma la verità storica non è un campo da calcio e soprattutto va raccontata tutta, contestualizzata e spiegata nei numeri reali e nelle responsabilità accertate. Far passare per pulizia etnica una guerra di liberazione dal nazifascismo è antistorico; far passare gli aggressori (macchiatisi per anni di violenza, stupri, deportazioni e campi di concentramento verso i “barbari slavi” come li definì Mussolini) per vittime è ignobile.
L’ambasciatore italiano a Mosca, Pietro Quaroni, nell’estate del 1946 disse: “Non chiediamo l’estradizione in Italia dei criminali di guerra tedeschi, perché altrimenti saremo costretti a concedere l’estradizione dei nostri”. Senza quel “baratto delle colpe”, non ci ritroveremmo in queste condizioni dove a furia di silenzi, rimozioni e falsificazioni, la storia è considerata ormai come “armeria” politica.
L’operazione nazionalista che stiamo osservando da tempo, che sia locale o nazionale, è quella di portare a identificarsi con fascisti e nazisti del tempo, mutuati ormai solo come italiani e patrioti, ed immaginare i partigiani come mostri sadici e brutali. Continuare a tacere e lasciare spadroneggiare questa clava ideologica di mistificazione storica significa mentire a generazioni di giovani.

Significa lasciare calpestare chi è morto per una società di liberi e di uguali.
Non lo abbiamo permesso 20 anni fa, non ci stiamo oggi, non ci piegheremo mai.


Iniziativa Libertaria - Pordenone

LA LEGGE SOFFOCA!George Floyd, un afroamericano di 45 anni è morto soffocato durante un fermo di polizia. L’ennesima mor...
02/06/2020

LA LEGGE SOFFOCA!

George Floyd, un afroamericano di 45 anni è morto soffocato durante un fermo di polizia.

L’ennesima morte, l’ennesimo abuso.

Il filmato dei passanti che hanno cercato di convincere i poliziotti a interrompere la tortura, mentre l’arrestato chiedeva con un filo di voce di lasciarlo respirare, ha scatenato una serie di proteste diventate in pochi giorni vere e proprie rivolte, contro la polizia in primis ma più in generale contro un sistema che non ha mai fatto i conti con un razzismo endemico e una diseguaglianza crescente.

Un movimento che ha visto fin da subito l'appoggio e sostegno nelle strade, nei quartieri e nelle piazze del movimento Antifa e ha posto tutte le questioni sul piatto: di genere, di etnia e di classe!

Anche nella Pordenone sonnacchiosa e spesso omertosa, dai cancelli di un luogo di morte c’è chi ha deciso di lanciare un segnale di vicinanza al movimento “i can't breathe” che oggi incalza il governo degli Stati Uniti d’America, facendo cambiare di campo la paura.

Una provincia che è ostaggio da quasi 70 anni di una Base militare e nucleare, simbolo di guerre e milioni di vittime civili nel mondo.

Con i rivoltosi, "ogni i tempesta comincia con una singola goccia”!

Antifa Pn

A Pordenone questori seminano diffide e raccolgono Resistenza!PS: se avete altre azioni/gesti/foto di singoli o gruppi d...
25/04/2020

A Pordenone questori seminano diffide e raccolgono Resistenza!

PS: se avete altre azioni/gesti/foto di singoli o gruppi da Pordenone e dintorni segnalatecelo che le pubblicheremo.

Invitiamo tutti gli antifascisti a partecipare in massa all'iniziativa, laddove la censura neofascista e bipartisan colp...
09/02/2020

Invitiamo tutti gli antifascisti a partecipare in massa all'iniziativa, laddove la censura neofascista e bipartisan colpisce chiunque non si allinei alla canea reazionaria e nazionalista è fondamentale rispondere coralmente!
Lunedì 10 febbraio ORE 20.15 presso la nuova sede del Circolo Zapata, in via Ungaresca 3/b a Pordenone.
Adriano Sofri presenta "il martire fascista", intervistato da Angelo Masotti Cristofoli dell'IstLib di Pordenone.

Salvini a Pordenone? Uno squallido spettacolo da annullareMentre alla festa della lega di Porcia (PN) continuava la sagr...
06/10/2019

Salvini a Pordenone? Uno squallido spettacolo da annullare

Mentre alla festa della lega di Porcia (PN) continuava la sagra dell’ipocrisia qualcuno ha pensato di preparare il benvenuto per Salvini che sarà ospite oggi presso Villa Dolfin.
La lega è il partito più vecchio che siede in parlamento, ha governato per anni, alleandosi con tutto il marciume possibile, pur di ottenere poltrone, soldi e potere, rappresentando proprio quei nemici verso cui all’inizio della loro politica autonomista, secessionista e anticentralista si scagliavano con irruenza e disprezzo.
Nepotismo, tangenti, corruzione sono solo una faccia di quanto scoperto da inchieste e processi che li hanno coinvolti, l’altra faccia è quella di un razzismo prima antimeridionale (tutti si ricordano i cori contro i napoletani intonati da Salvini) e poi antimigrante, quando il nemico che poteva garantire la sua ascesa ha cambiato “colore” ed è diventato più appetibile.
Da sostenitori di un riscatto del nord per sganciarsi dalla zavorra del meridione e della "Roma ladrona” come vergavano nei loro slogan, sono diventati degli incredibili patrioti e nazionalisti. Così ben inseriti in parlamento (ma non quello Padano) da diventare il partito che ha rubato più soldi di tutti: 49 milioni di € di rimborsi elettorali, soldi rubati dalle tasche dei lavoratori e delle lavoratrici.
E mentre Salvini ha riportato in cima ai sondaggi e ai voti un partito moribondo alleandosi ancora una volta con chi l’aveva insultato fino al giorno prima (Grillo, Di Maio e 5stelle) è rimasto vittima delle sue strategie da "quasi Premier”, tra i balli calienti al Papeete, i selfie con colazioni e cocktail, intanto i morti sul lavoro aumentano, la precarietà dilaga, le nuove generazioni scappano da un’Italia rancorosa e avvelenata dai suoi stessi slogan vuoti e demagogici.
Nella regione dove abitiamo abbiamo visto in piccolo quanto accaduto in grande, il quartier generale della Lega era stato spazzato via da una sequela di inchieste per ruberie in regione tra rimborsi truccati e beni intascati, sempre dalle tasche nostre.
Fedriga che oggi accoglie Salvini è degno rappresentante di questa storia meschina, una storia di chi, con la scusa di tradizioni, sicurezza e culto del leader (do you remember Bossi?), vuole consegnare il Friuli Venezia Giulia alla svendita della sanità, alla paura diffusa e ai muri da innalzare.
I muri, come la storia ha dimostrato, si abbattono non si innalzano.
Pordenone odia i razzisti, Pordenone ama la libertà!

Migliaia di manifestoni rigorosamente in quadricromia a tappezzare i muri di molte città e paesi, perché Ca$$aPound fa l...
26/03/2019

Migliaia di manifestoni rigorosamente in quadricromia a tappezzare i muri di molte città e paesi, perché Ca$$aPound fa le cose in grande :)
E grandi solitamente sono le figure di m***a; come il soldato inglese al posto di quello italiano nel manifesto per il centenario della Grande Guerra in vista della manifestazione di Gorizia (poi ritirato e rifatto) o il "basta feccia" con il loro bel marchio in grande (che abbiamo reso ancora più intelligibile :)
In questi giorni il Blocco Studentesco (i giovani virgulti di casapound) ci deliziano con una rivisitazione di una massima mussoliniana per il centenario dei fasci da combattimento.
Basta odio cerchiamo di fargli verso la grammatica italiana -autarchia +ortografia e !

PS: sotto uno dei numerosi manifesti affissi abusivamente a Pordenone

Alla vigilia della "festa del tesseramento" di Casapound Italia - Pordenone, che si terrà sabato (19 gennaio N.d.R.), qu...
18/01/2019

Alla vigilia della "festa del tesseramento" di Casapound Italia - Pordenone, che si terrà sabato (19 gennaio N.d.R.), qualche antifascista pare abbia voluto donare un abbondante quantità di "ripieno" per il buffet dei fascisti del terzo millennio, a base di letame fresco.
Un passante ci ha infatti mandato una foto dove appuriamo che davanti al locale che ospiterà l'evento, il Bakery R&M, è stato trovato all'entrata, assieme al letame, un foglio con dedica che recita "A PN i fascisti non li vogliamo!"
Un'azione che dimostra come risolutezza e cordialità possano convivere. Infatti pur ribadendo che il fascismo non è un opinione ma un crimine, sui gusti dei fascisti c'è invece massimo rispetto: la m***a gliela si offre sempre volentieri.

Sappiamo che i fascisti quando devono esprimersi hanno qualche problema, anche Pordenone non fa eccezione.Così, noi che ...
17/05/2018

Sappiamo che i fascisti quando devono esprimersi hanno qualche problema, anche Pordenone non fa eccezione.
Così, noi che siamo persone sensibili, abbiamo deciso di dargli una mano ad esprimere correttamente il loro pensiero.
Casapound aveva tappezzato Pordenone con "basta feccia" e il loro bel logo in grande e sopra più in piccolo il proprio curriculum di "violenze, rapine, degrado ecc."
Colto il messaggio, che condividiamo, lo abbiamo solo reso più intelligibile.
Gli unici stranieri i fascisti nei quartieri!

M***A ALLA M***A!Nonostante il buio e la nebbia non abbiano aiutato a rendicontare efficacemente la scena, rendiamo noto...
27/01/2018

M***A ALLA M***A!
Nonostante il buio e la nebbia non abbiano aiutato a rendicontare efficacemente la scena, rendiamo noto che stamattina presto presto, sabato 27 gennaio, Giornata della Memoria, diversi sacchi di letame e uno striscione che recita "il nazismo non è un opinione: è un crimine!" firmato Antif(A), sono stati lasciati davanti all'entrata posteriore del capannone dove altri cumuli di letame neonazista sono attesi stasera per un happening musicale che inneggerà all'olocausto e la razza ariana. Azzano X è da tre anni al centro dell'attività di questa sedicente "associazione musicale" di neonazisti a cui né prefetta (cioè lo stato) né PD, neppure in questa occasione, hanno impedito di far svolgere l'oltraggio alla memoria.
E' stata un'azione simbolica ma che ci ha visti arrivare a pochi metri dal luogo dell'indegna kermesse, la legalità pare invece "non possa" fare nulla, in barba a tutte le sue leggi e le sue forze dell'ordine. Anzi, oggi, con il beneplacito del comitato dell'ordine e della sicurezza di Pordenone la polizia verrà schierata a garanzia del puntuale svolgimento del concerto nazista e affinché nulla possa turbare l'evento.
Noi non avevamo dubbi da che parte stare e cosa fare, più di qualcuno invece (istituzioni e partiti) oggi non hanno la coscienza a posto.
Abbiamo, almeno, restituito un po' di m***a alla m***a.
N**I RAUS!

Antifasciste e Antifascisti (A)

Indirizzo

Pordenone
33170

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