Lista La Civica Pordenone

Lista La Civica Pordenone Pagina ufficiale di Pordenone 1291 La nostra città, come tutto il nostro paese, si appresta ad affrontare importantissime trasformazioni.

Questi cambiamenti vanno compresi per essere gestiti con serietà, efficacia e competenza, così da rilanciare la vita della città sull’onda di questi cambiamenti.
È evidente che il clima sta cambiando, e la colpa è soltanto nostra. Le attività industriali, il consumo di combustibili fossili e l’eccessivo accumulo di rifiuti hanno profondamente alterato il nostro ambiente e il nostro territorio: pio

gge sempre più torrenziali si alternano a lunghissimi periodi di scarsità d’acqua, i terreni si impoveriscono, l’aria diviene sempre più pericolosa per la salute. Questi cambiamenti climatici influiscono anche sul mondo dell’industria. È finita l’era dell’industria della quantità, le nostre attività manifatturiere ed agricole necessitano di farsi interpreti di una produzione non inquinante, di altissima qualità, con forti contenuti tecnologici dalla filiera al prodotto finito che deve avere una specificità legata al territorio. Questi nuovi prodotti non dovranno comportare sprechi ed inquinamenti e dovranno poter essere riciclabili quando avranno esaurito la loro utilità. D’altra parte l’industria dovrà interfacciarsi con una popolazione che sta progressivamente cambiando. Partendo da una considerazione ad ampio raggio, l'instabilità e le guerre civili nel bacino del Mediterraneo domineranno le relazioni internazionali per i prossimi anni, mettendo a grandissima prova l'Europa. Il fenomeno dei profughi che scappano dalle guerre e dalle violenze non è dunque destinato a cessare. L'accoglienza nei loro confronti è questione che, dunque, impegnerà fortemente l'Italia ed il Friuli Venezia Giulia sarà uno dei primi territori investiti. Pordenone sarà chiamata a fare la sua parte. Inoltre, concentrando l’attenzione sul nostro territorio, sappiamo che nel giro di pochi anni, a causa del costante calo delle nascite e dell’inevitabile invecchiamento, la popolazione della nostra regione passerà passare dagli attuali 1.200.000 abitanti a meno di 900.000. Sempre più anziani vivranno soli, in edifici vuoti, con un aumento del problema della sicurezza; aumenterà la quantità di abitazioni, spazi commerciali e produttivi inutilizzati ed inutilizzabili; sarà impossibile continuare ad alimentare il meccanismo della previdenza pubblica. Si porrà la necessità di revisionare tutto il nostro sistema di welfare.
È perciò evidente che è ormai finito il tempo degli sprechi e delle spese incontrollate. La pubblica amministrazione si troverà costretta a dover fare di più ma con meno fondi, adottando talvolta scelte che potrebbero essere viste come impopolari. Il mantenimento di un alto livello di vita sarà possibile solo attraverso la ricchezza delle idee e il recupero di un profondo coinvolgimento della città e del suo tessuto sociale, culturale e commerciale. Questo impegno che ha nome Pordenone 1291 non vuole limitarsi ad essere uno strumento di azione politica volto a migliorare le condizioni della città e della sua popolazione. Il nostro è l’impegno per un cambiamento più profondo e radicale, un cambiamento di mentalità. Se vogliamo garantirci un futuro ben costruito, di solidarietà, non inquinato e che fornisca a tutti gli strumenti per potersi realizzare, la nostra città non deve diventare una apatica, sterile ed enorme zona residenziale, ma dovrà rappresentare il centro propulsivo verso il quale convogliare e sviluppare gli stimoli, le sollecitazioni, le energie culturali, sociali e imprenditoriali di un territorio ben più vasto. Riteniamo che Pordenone debba essere una città promotrice di un cambiamento radicale, in grado di costruire una nuova consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un mondo che corre veloce e non si guarda indietro. Il nostro ruolo politico vuole essere quello di proiettare la città di Pordenone in un contesto più ampio, regionale, interregionale e internazionale, e di declinare l’autonomia e il decentramento in un nuovo percorso di sintesi e di collaborazioni con le realtà sulle quali la città si affaccia. Vogliamo un Comune che indirizzi, promuova qualità, educhi, accompagni, sviluppi sussidiarietà, favorisca il rafforzamento della società civile, dia sempre più opportunità, liberi spazi e deleghi ai cittadini. Un Comune autorevole non ha bisogno di essere sempre presente, ha fiducia nelle capacità dei cittadini e si fa forza della loro iniziativa.

LA NOSTRA STORIA È ANTIFASCISTA
07/05/2021

LA NOSTRA STORIA È ANTIFASCISTA

17 MARZO 2015Oggi, oltre che l’anniversario dell’Unità d’Italia, è il sesto compleanno di Pordenone 1291.Vogliamo celebr...
17/03/2021

17 MARZO 2015
Oggi, oltre che l’anniversario dell’Unità d’Italia, è il sesto compleanno di Pordenone 1291.
Vogliamo celebrarlo con la foto di una delle persone che rappresenta il nostro spirito di allora e di oggi - Valter Ceschin - a cui va il nostro ringraziamento per tutti questi anni di aiuto, vicinanza e contributo.

16/07/2020

L’intervento a IL13 del nostro Consigliere comunale Marco Salvador sulla vendita dell’area ex cotonificio Amman.

BELLA CIAO PORDENONE!Buon 25 aprile e buona Liberazione alla nostra città. Onore alle donne e agli uomini che hanno dife...
25/04/2020

BELLA CIAO PORDENONE!
Buon 25 aprile e buona Liberazione alla nostra città.
Onore alle donne e agli uomini che hanno difeso in ogni modo la Libertà.

FONDI AI COMUNI EMERGENZA COVID-19: UN'OCCASIONEApprezziamo i provvedimenti decisi dal Governo rispetto alla lotta contr...
31/03/2020

FONDI AI COMUNI EMERGENZA COVID-19: UN'OCCASIONE
Apprezziamo i provvedimenti decisi dal Governo rispetto alla lotta contro i disagi economici derivati e acuiti dall’emergenza Covid-19 e va nella giusta direzione la scelta di delegare e responsabilizzare i Comuni su come gestire questi fondi.
Da anni predichiamo che i Comuni devono avere più potere e più soldi, questa è l’occasione di ribadire un nuovo protagonismo dei Comuni
Proponiamo:
1) Intercettare i nuovi bisogni di aiuto.
Non possiamo limitarci, come già sappiamo fare, a sostenere le povertà croniche; dobbiamo andare oltre e sostenere quell’area di bisogni nuovi che ancora non è intercettata e che l’emergenza Corona virus sta mettendo a dura prova.
Pertanto venga attivata la direzione d’ambito per raccogliere queste situazioni di disagio, per farlo è necessario mettere in campo nuovi modi (web, strumenti digitali vari, telefono, ecc.) facendo attenzione a tutelare la dignità delle persone.
Utilizzare i vecchi strumenti non solo sarebbe inutile ma è anche sbagliato: l’emergenza generata dal corona virus sta mettendo in ginocchio molti lavoratori atipici che vedono non solo sfumata una fonte di reddito di un lavoro precario ma non sono neppure in grado di trovarne uno sostitutivo. Una fascia di persone che nella maggior parte dei casi si appoggia alle famiglie e non alle strutture sociali degli ambiti.
2) Istituire una nuova ‘anagrafe dei bisogni in città’. I Comuni hanno tutti gli strumenti per poter verificare le domande di aiuto raccolte e rapportarle con le banche dati a disposizione per verificarne l’emergenza.
3) Sulla base dei risultati, se necessario, destinare ulteriori fondi, oltre a quelli governativi, a supporto dei cittadini e delle famiglie dirottando a questo scopo i soldi per le spese non immediatamente essenziali senza temerne la spesa. Dal governo e dall’ANCI emergono ampie rassicurazioni in questo senso.
Per favorire questo percorso come Pordenone 1291 siamo a disposizione dell’amministrazione

ADDIO AD ELISABETTA IMELIOCi stringiamo forte a Federica Imelio per la perdita della sorella Elisabetta, meravigliosa ar...
01/03/2020

ADDIO AD ELISABETTA IMELIO
Ci stringiamo forte a Federica Imelio per la perdita della sorella Elisabetta, meravigliosa artista della nostra città.
Un abbraccio a tutta la famiglia, una carezza al figlio di Elisabetta.

"Un Giorno Nuovo" è il primo singolo estratto dal nuovo album dei SICK TAMBURO (https://www.facebook.com/pages/Sick-T...) in uscita giovedi 13 aprile 2017 pe...

NON È UNA CITTÀ PER GIOVANII dati demografici delle scuole dell’infanzia e primarie confermano la crisi demografica dell...
21/02/2020

NON È UNA CITTÀ PER GIOVANI
I dati demografici delle scuole dell’infanzia e primarie confermano la crisi demografica della città; una situazione che Pordenone 1291, denunciata da oltre 2 anni, ritiene la vera emergenza di Pordenone.
Le componenti più giovani della nostra popolazione (fascia di età tra i 20 e 40 anni) se ne vanno e ritornano più neppure in età lavorativa, la percentuale degli abitanti cresce di poco grazie al contributo degli immigrati soprattutto del Pakistan e Bangladesh, nazionalità che sul piano dei redditi e degli investimenti sono più fragili di altre.
In tutto questo sta il fallimento dell’amministrazione Ciriani: nell’incapacità di comprendere i termini della crisi gettando così soldi e tempo in azioni inutili e superficiali.
In vista delle elezioni comunali del 2021 una proposta alternativa a quella della destra deve necessariamente partire dal lavoro e dalla formazione.
1) Il consorzio universitario ha un potenziale enorme: attrae giovani, ma è importante che questi non sfuggano dal territorio ma rimangano; per farlo è necessario legare l’alta formazione al tessuto produttivo manifatturiero e quello che richiedono le nostre aziende sono ingegneri, ingegneri gestionali e competenze per la valorizzazione del design del prodotto. Altro che Banca e finanza.
2) Coi soldi buttati da Ciriani in mille rivoli e sulle feste in altri Comuni hanno investito con successo, mettendo a disposizione fondi per il sostegno all’affitto per giovani e giovani coppie (under 35) con lo scopo di attrarre nuovi abitanti da Comuni limitrofi e favorendo percorsi di vita indipendente per i giovani già residenti. Sono esperienze ripetibili a Pordenone.
3) Imprenditoria. Il processo delle nuove tecnologie nelle attività del settore manifatturiero è un percorso necessario per quelle imprese che hanno deciso per una radicale innovazione dei loro prodotti.
Questo cambiamento è al momento appannaggio quasi esclusivamente delle grandi imprese e la difficoltà oggettiva nell’importarlo nelle piccole e medie imprese è la mancanza di competenze interne, arretratezza delle imprese con cui si collabora e l’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata.
Il Comune può diventare un supporto per il tessuto manifatturiero colmando per esso questo gap e per farlo deve necessariamente attrarre con investimenti precisi l’imprenditoria dell’Information Technologies e creando quella filiera a tre che comprende la formazione (consorzio universitario, istituti tecnici), l’imprenditoria delle nuove tecnologie e le imprese.
Questo permetterebbe di entrare in sinergia con l’Unione Industriali, stimolando e creando un fronte comune basato sui fatti e non sugli annunci.
(comunicato stampa Consigliere comunale Marco Salvador)

BUON NATALE da Pordenone 1291Partiamo dalle cose che contano.
25/12/2019

BUON NATALE da Pordenone 1291
Partiamo dalle cose che contano.

“COS’È UNA GERLA” OGGI SUL MESSAGGERO VENETO
26/11/2019

“COS’È UNA GERLA” OGGI SUL MESSAGGERO VENETO

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