Questi cambiamenti vanno compresi per essere gestiti con serietà, efficacia e competenza, così da rilanciare la vita della città sull’onda di questi cambiamenti.
È evidente che il clima sta cambiando, e la colpa è soltanto nostra. Le attività industriali, il consumo di combustibili fossili e l’eccessivo accumulo di rifiuti hanno profondamente alterato il nostro ambiente e il nostro territorio: pio
gge sempre più torrenziali si alternano a lunghissimi periodi di scarsità d’acqua, i terreni si impoveriscono, l’aria diviene sempre più pericolosa per la salute. Questi cambiamenti climatici influiscono anche sul mondo dell’industria. È finita l’era dell’industria della quantità, le nostre attività manifatturiere ed agricole necessitano di farsi interpreti di una produzione non inquinante, di altissima qualità, con forti contenuti tecnologici dalla filiera al prodotto finito che deve avere una specificità legata al territorio. Questi nuovi prodotti non dovranno comportare sprechi ed inquinamenti e dovranno poter essere riciclabili quando avranno esaurito la loro utilità. D’altra parte l’industria dovrà interfacciarsi con una popolazione che sta progressivamente cambiando. Partendo da una considerazione ad ampio raggio, l'instabilità e le guerre civili nel bacino del Mediterraneo domineranno le relazioni internazionali per i prossimi anni, mettendo a grandissima prova l'Europa. Il fenomeno dei profughi che scappano dalle guerre e dalle violenze non è dunque destinato a cessare. L'accoglienza nei loro confronti è questione che, dunque, impegnerà fortemente l'Italia ed il Friuli Venezia Giulia sarà uno dei primi territori investiti. Pordenone sarà chiamata a fare la sua parte. Inoltre, concentrando l’attenzione sul nostro territorio, sappiamo che nel giro di pochi anni, a causa del costante calo delle nascite e dell’inevitabile invecchiamento, la popolazione della nostra regione passerà passare dagli attuali 1.200.000 abitanti a meno di 900.000. Sempre più anziani vivranno soli, in edifici vuoti, con un aumento del problema della sicurezza; aumenterà la quantità di abitazioni, spazi commerciali e produttivi inutilizzati ed inutilizzabili; sarà impossibile continuare ad alimentare il meccanismo della previdenza pubblica. Si porrà la necessità di revisionare tutto il nostro sistema di welfare.
È perciò evidente che è ormai finito il tempo degli sprechi e delle spese incontrollate. La pubblica amministrazione si troverà costretta a dover fare di più ma con meno fondi, adottando talvolta scelte che potrebbero essere viste come impopolari. Il mantenimento di un alto livello di vita sarà possibile solo attraverso la ricchezza delle idee e il recupero di un profondo coinvolgimento della città e del suo tessuto sociale, culturale e commerciale. Questo impegno che ha nome Pordenone 1291 non vuole limitarsi ad essere uno strumento di azione politica volto a migliorare le condizioni della città e della sua popolazione. Il nostro è l’impegno per un cambiamento più profondo e radicale, un cambiamento di mentalità. Se vogliamo garantirci un futuro ben costruito, di solidarietà, non inquinato e che fornisca a tutti gli strumenti per potersi realizzare, la nostra città non deve diventare una apatica, sterile ed enorme zona residenziale, ma dovrà rappresentare il centro propulsivo verso il quale convogliare e sviluppare gli stimoli, le sollecitazioni, le energie culturali, sociali e imprenditoriali di un territorio ben più vasto. Riteniamo che Pordenone debba essere una città promotrice di un cambiamento radicale, in grado di costruire una nuova consapevolezza del proprio ruolo all’interno di un mondo che corre veloce e non si guarda indietro. Il nostro ruolo politico vuole essere quello di proiettare la città di Pordenone in un contesto più ampio, regionale, interregionale e internazionale, e di declinare l’autonomia e il decentramento in un nuovo percorso di sintesi e di collaborazioni con le realtà sulle quali la città si affaccia. Vogliamo un Comune che indirizzi, promuova qualità, educhi, accompagni, sviluppi sussidiarietà, favorisca il rafforzamento della società civile, dia sempre più opportunità, liberi spazi e deleghi ai cittadini. Un Comune autorevole non ha bisogno di essere sempre presente, ha fiducia nelle capacità dei cittadini e si fa forza della loro iniziativa.